14 febbraio 2013

Università di Verona:
attacco neofascista durante l'incontro
"Foibe: tra mito e realtà"


Ebbene sì, avete letto bene.
È successo nel tardo pomeriggio di martedì 12 febbraio, durante l'incontro "Foibe: tra mito e realtà". Ospite dell'incontro e protagonista dell'incontro la storica Alessandra Kersevan, occupata da un vita nello studio della storia controversa, e piena di visioni discordanti, del confine che corre fra Friuli Venezia Giulia e la Slovenia.
Dopo vari disguidi e una partenza in ritardo, verso la fine dell'incontro stesso, i partecipanti hanno subito quella che negli ambienti di estrema destra viene messa sotto la categoria "pacifica contestazione" da parte di esponenti di Blocco Studentesco e CasaPound. Urli, insulti, spray urticanti e tanta paura per chi, in pace, si era recato in università per ascoltare una voce fuori dal coro.

Tutti i dettagli, raccontati dai partecipanti, potete trovarli qui:

Come avrete ben capito, oltre a darvi la notizia in modalità "struca, struca", non sono qui per raccontare l'intero accaduto. Mi piacerebbe, ma dovrei appoggiarmi a testimonianze che non sono mie; quindi l'articolo stesso non lo sentirei come mio (per conoscere i dettagli cliccate pure sui link che ho riportato sopra).
Sono qui per dire qualcosa ai cari e pacifici contestatori.
Sì, proprio a voi, cari esponenti di Blocco studentesco.
Proprio a voi, cari e annoiati figli di papà di CasaPound.
Proprio a voi, cari politicanti nostalgici dell'assolutismo dittatoriale.
Solo pecore, così occupate ad appecoronarsi alla nostalgia di un passato, per fortuna davvero passato, da non accorgersi che il pensiero più profondo che può uscire dalle loro menti è un semplice e squallido slogan. E questi siete voi.
Complimenti, buffoni.

Bella cosa lo squadrismo. Bella, proprio.


E.

11 febbraio 2013

Come fare per annullare il proprio voto alle elezioni
(Leggere con attenzione l'aggiornamento)


Ciao a tutti. Non so voi, ma per le elezioni politiche di quest'anno ho deciso di annullare il mio voto.
Non fate però l'errore di puntarmi il dito contro. Annullare il proprio voto non vuol dire non votare, cosa decisamente sbagliata, ma esprimere il proprio sdegno per la situazione politica del momento. Io la vedo così: è come un voto, ma di protesta.
Non sapendo come fare per essere sicuro, una volta al seggio, di annullare il mio voto, ho cercato su internet qualche informazione. È venuto fuori qualcosa di interessante, che vorrei condividere con voi.



AGGIORNAMENTO!
Sembra che il metodo riportato di seguito sia una bufala bella e buona.
In caso vogliate annullare la scheda, sembra che l'unico metodo certo sia quello di renderla nulla al momento del voto.
Mi spiace per l'inconveniente.



Procedura per annullare il voto:
  1. presentarsi al seggio con documenti e tessera elettorale; 
  2. esercitare il diritto di rifiutare la scheda (dopo vidimata), dicendo: "Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!"; 
  3. pretendere che venga verbalizzato il rifiuto della scheda; 
  4. esercitare il proprio diritto di aggiungere, in calce al verbale, un commento che giustifichi il rifiuto (per esempio (ma ognuno decida il suo motivo): "Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta").

Se il presidente del seggio, o chi per lui, dovesse tirare in ballo leggi inesistenti o problemi di varia natura, voi citategli il Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 che all'art. 104 dice:
«1. Chiunque concorre all'ammissione al voto di chi non ne ha il diritto o alla esclusione di chi lo ha o concorre a permettere a un elettore non fisicamente impedito di farsi assistere da altri nella votazione e il medico che a tale scopo abbia rilasciato un certificato non conforme al vero, sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 2.000.000. Se il reato è commesso da coloro che appartengono all'Ufficio elettorale, i colpevoli sono puniti con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire 4.000.000.»
«5. Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.» 

Il testo della legge l'ho preso dal sito internet della Camera. Se volete leggerlo per intero, cliccate qui.
Comunque, andate a votare, che non farlo vuol dire fregarsene di un diritto molto importante; dopo che sono passati secoli e secoli per vedercelo effettivamente riconosciuto.

Augurandomi che abbiate trovato utile l'articolo, vi saluto.
A presto!


E.

8 febbraio 2013

Passi di libri, passi di vita
Charles Bukowski, Shakespeare non l'ha mai fatto


È passato un po' di tempo dall'ultimo appuntamento con questa rubrica. Scusatemi, ma il daffare non manca mai, anche per uno studente universitario. Questo, ovviamente, non vuol dire che non leggo più, anzi.
Oggi voglio proporvi un altro libro di Bukowski che mi sono trovato tra le mani. Tuttavia non lo farò nel solito modo.
Già, niente mini recensione/descrizione del libro.
Questa volta lascerò che siano i passi che ho scelto per voi a raccontarvi il libro e a invogliarvene la lettura. Pigrizia? No. È solo che non so cosa dire di questo libro, tranne che la sua lettura mi ha aiutato molto per una cosetta che sto scrivendo in questo periodo. Un diario di viaggio, un po' come lo è questo Shakespeare non l'ha mai fatto.

«Ciò che interessa la maggior parte delle persone mi lascia del tutto indifferente. Comprende un elenco di cose come: balli di società, montagne russe, andare allo zoo, picnic, film, planetari, guardare la televisione, le partite di baseball; andare ai funerali, matrimoni, feste, partite di pallacanestro, corse automobilistiche, letture di poesia, musei, rally, dimostrazioni, proteste, giochi da bambini, giochi da adulti... non mi interessano le spiagge, il nuoto, lo sci, il Natale, il Capodanno, il 4 luglio, la musica rock, la storia mondiale, l'esplorazione, i cani da compagnia, il calcio le cattedrali e le grandi opere d'Arte.
Come fa un uomo quasi senza interessi a scrivere di qualcosa, qualunque cosa sia? Be', io ci riesco. Scrivo e scrivo di quel che resta: di un cane randagio che scende lungo la strada, di una moglie che assassina il marito, dei pensieri e delle sensazioni di uno stupratore mentre azzanna un panino con un hamburger; della vita in fabbrica, della vita nelle strade e delle stanze dei poveri, dei mutilati e dei pazzi, di una stronzate simili, scrivo moltissime stronzate così...»1 
«Le persone si agitano perché i conti non tornano e rimangono troppo a lungo a fare lo stesso lavoro ingrato e la sera si rifiutano di scopare con le o gli amanti o picchiano i figli o soffrono di indigestione o di insonnia, di meteorismo o di ulcera sanguinante, odiano l'economia e quelli che comandano, il governo, le superstrade – tutti gli odi ragionevoli e inutili –, gli vengono le contrazioni alle dita dei piedi, gli spasmi alla schiena e gli incubi alla fine dell'insonnia. Perché hanno tenuto gli occhi aperti tutto il santo giorno e hanno visto troppo.»2 
«Eravamo tornati in America e il tassametro ticchettava, e tutto quello che dovevo fare era scriverlo ancora una volta.»3

Non mi resta altro da fare che salutarvi e sperare di avervi stimolato anche un minimo interesse verso questa ulteriore perla del caro zio Buck.

A presto!


E.

1. Charles Bukowski, Shakespeare non l'ha mai fatto, Giacomo Feltrinelli Editore, Milano, 2010, p. 42
2. Ibidem, p. 73
3. Ibidem, p. 97

6 febbraio 2013

I'm coming home...

sottofondo: Folkstone - Respiro Avido


I've seen your face a hundred times
Every day we've been apart
I don't care about the sunshine, yeah
Cause mama, mama I'm coming home...

(Ozzy Osbourne, Mama, I'm Coming Home)


«Arrivo davanti al portellone. Lo stuart, gentile, mi saluta in italiano con un sorriso e un forte accento ungherese. Lo ringrazio nella sua lingua. Non sono sicuro della pronuncia, ma vedo dai suoi occhi e dal suo sorriso che ho fatto centro.
Ancora un passo. Il più pesante di tutti.
Raccolgo tutte le mie forze ed esco dall'aereo. Respiro avido.
Riconosco questo profumo.
Riconosco questo paesaggio.
Sono a casa...» 1


E.


Altre mie foto potete trovarle nel mio album Flickr.
Per vedere la foto a una risoluzione decente vi consiglio di aprirla (dannato Blogger).
1. MOLR1, pp.223-224

4 febbraio 2013

Origini di & e @.
Abbreviazioni e simboli


Buongiorno amico lettore, e benvenuto a un altro post in stile FocusTV!
Solo per te tutte le informazioni che se non sai non ti mancano, ma che se sai ti senti figo, invincibile e onnipotente.

Ti sai mai chiesto che origine avessero i simboli & e @?
Dai, non dirmi che ogni giorno usi tali caratteri senza sapere il perché.
-Eh va be',- dirai tu. -Cosa mi cambierà mai nella vita!-
Purtroppo hai ragione, ma sapere qualcosina in più non fa mai male al nostro caro cervellino.

Ebbene, posso dirti che & e @ hanno origine nell'epoca dei libri manoscritti (e a quanto pare nel nord Europa). In quei tempi, per risparmiare tempo, spazio e pergamena (tale materiale aveva un costo molto importante) era abituale tra gli amanuensi l'utilizzo di abbreviazioni.
La sola differenza con la contemporaneità è il fatto che quella volta, usando le abbreviazioni, si risparmiavano anche dieci minuti buoni di lavoro e qualche foglio di pergamena; e per un copista costretto tutto il giorno a scrivere in gotica penso voglia dire molto. Oggi, che il problema non dovrebbe più sussistere, la generazione SMS-fb continua imperturbabile a usare abbreviazioni su abbreviazioni perché, dice, risparmia del tempo. Sì, risparmia su tempo, nozioni di grammatica e cervello in generale...
Va be', continuiamo.
Tornando a & e @, posso anche dirti che avevano lo stesso significato che gli attribuiamo ora: cioè, rispettivamente, and e at.
C'è anche da dire che, ai principi del loro utilizzo non si presentavano nella forma in cui li conosciamo oggi. Ma chi ha studiato anche solo qualche nozione di storia della scrittura, sa bene di come i caratteri siano soggetti a continui cambi per rispettare le esigenze di utilità e il gusto del tempo in cui vengono adottati.

Ecco, ti è cambiata la vita?
No, vero?
Però scommetto che per qualche minuto lavorerai, studierai o farai quello che ti pare con il sorriso sulle labbra. Se davvero succede, vuol dire che la bellezza della storia ha colpito ancora.
A presto!


E.

1 febbraio 2013

All'Università di Verona la scimmia compila l'etichettona

Forse alcuni di voi ricorderanno il mio post All'Università di Verona l'arte fa da padrona.
Bene. Oggi sono qui per proporvi un'altra di quelle chicche impossibili da non condividere una volta notate.
Vorrei subito ringraziare la mia cara donna, Lola, per avermi fatto notare cotanta bambagia grammaticale.



Che si tratti di qualche professore distratto?
Forse una segretaria svogliata?
Molto più probabilmente una scimmia, come quelle schiavizzate e costrette a redarre ogni possibile orario riguardante lezioni ed esami, che sta imparando l'italiano?
A voi l'ardua sentenza.
Aspetto ancora un intervento di Giacobbo (questa sera a Kazzengeeeeer!) per indagare, senza successo ovviamente, su tale mistero.


E.