9 aprile 2013

Qualche, nuovo, libro usato


Una delle cose che adoro più fare è senz'altro andare ai mercatini dell'usato in cerca di libri. Molta gente sembra non capirne il motivo, ma cosa può esserci di meglio di trovarsi davanti a scatoloni o file interminabili di libri polverosi che aspettano solo che qualcuno posi uno sguardo interessato su di loro un'altra volta, come successe prima che venissero abbandonati al loro destino.
Questi libri, oltre alla storia contenuta al loro interno, hanno molto da raccontare. Dalle condizioni in cui versano infatti possono darci un'idea di chi fossero i loro precedenti padroni e delle loro abitudini, nonché del grado di rispetto che portassero nei confronti dei loro libri. A volte al loro interno si possono trovare sottolineature (bene a matita, male a penna) oppure, come mi è capitato, della corrispondenza o delle dediche scritte in occasione di eventi importanti. Ed è proprio qui che il libro assume ancora più importanza, non solo come fatica letteraria dell'autore, ma come parte della vita dell'essere umano.

Otto euro e cinquanta. Ecco quanto ho speso sabato pomeriggio, e sono tutti libri in in condizioni più che ottime.

  1. Anne Rice, Lo schiavo del tempo, TEADUE, 2002, economica, 1 euro;
  2. Giorgio Faletti, Io Uccido, Baldini&Castoldi S.p.A., 2003, economica, 2 euro;
  3. Jack Kerouac, Sulla strada, Mondadori, 1970, cop. rigida, 1 euro;
  4. W. M. Thackeray, Le memorie di Barry Lyndon, Edipem, 1983, cop. rigida, 1,50 euro;
  5. Patrick Louth, La civiltà dei germani e dei vichinghi, Ferni, 1977, cop. rigida, 1 euro;
  6. T. H. Gaster, Le più antiche storie del mondo, Einaudi, 1993, cop. rigida, 2 euro.

Bene, questi i nuovi orfanelli di casa Secco. Sì, ok, messa così fa tanto Oliver Twist, ma il concetto è comunque semplice: perché buttare al macero un libro se può fare la felicità di qualcun altro? Domanda che mi pongo dopo aver fatto qualche anno a partecipare a varie raccolte della carta e dopo aver notato l'enorme quantità di libri che viene buttata via senza scrupolo alcuno.


E.

8 commenti:

  1. I mercatini dei libri usati per me hanno un fascino particolare ... davvero mi da l'impressione di adottare un libro, un libro che ha una storia ed è già intriso di emozioni ... devo dire che quelli che hai trovato sono dei gran bei orfanelli :D

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  2. Troppo bello :) E il profumo che questi libri hanno, un po' di polvere, un po' di vecchio, ma soprattutto di carta inchiostrata...per non parlare dell'effetto visivo che fanno una volta messi sulla libreria... Adoro i mercatini :)

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  3. Cavoli, "Barry Lyndon" ! Credo di non averlo mai visto in un'edizione italiana.
    Io ci passo le ore tra gli scatoloni di libri usati. E devo essere solo, altrimenti poi mi viene lo scrupolo che chi sta con me si stia annoiando xD
    L'ultima volta che ho fatto servizio alla sagra della mia parrocchia, finito di sparecchiare i tavoli, ho fatto un giro al "Mercatino delle occasioni", e la volontaria che lo teneva mi ha regalato "Una telefonata" di Ford Madox Ford, che io volevo comprare. Non sa quanto mi ha fatto felice :-)

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    1. In questi casi non mi faccio scrupoli. Se gli va bene, ok, se no che si facciano un giro da qualche altra parte ^^

      E.

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  4. Nella mia città, c'è un sottopassaggio che dalla stazione porta ai giardini in cui un'associazione tiene moltissimi titoli usati a offerta libera. Qualche occasione l'ho trovata anch'io. Mi piace passarci spesso, c'è un ricambio continuo, e, come dici te, quando trovo un nome scritto a biro o una sottolineatura segnata a matita, penso a due storie: quella scritta nel libro e quella di chi ha portato quel libro fino lì.
    E' sempre un piacere leggerti, anche se riesco a passare di rado.

    Baci e segnalibri con le carte dei vecchi chewingum della Brooklyn

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    1. Ecco... hai nominato i segnalibri fatti con le carte delle Brooklyn e mi hai fatto viaggiare indietro negli anni.
      Mica male 'sta associazione!

      Baci anche a te :)

      E.

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E.