31 luglio 2012

No More Mr. Nice Guy

30/07/2012
Alice Cooper live @ Ippodromo del Galoppo, Milano



«Welcome to my nightmare, I think you're gonna like it, I think you're gonna feel you belong.
A nocturnal vacation, unnecessary sedation, you want to feel at home 'cause you belong.
Welcome to my nightmare whoa, ho, ho, ho...»


«The horror that he brings
The horror of his sting
The unholiest of kings
The Black Widow»

«Our minds will be his toy
And every girl and boy will learn to be employed by
The Black Widow»


«I got a
baby's brain and an old man's heart
Took eighteen years to get this far
Don't always know what I'm talkin' about
Feels like I'm livin' in the middle of doubt
Cause I'm Eighteen»


«Feed my Frankenstein
Meet my libido
He's a psycho
Feed my Frankenstein
Hungry for love
And it's feeding time

You don't want to talk
So baby shut up
And let me drink the wine from your fur tea cup
Velcro candy, sticky sweet
Make my tattoos melt in the heat
Well, I ain't no veggie
Like my flesh on the bone
Alive and lickin' on your LUST ice cream cone»


«And if I am elected
I promise the formation of a new party
A third party, the Wild Party!
I know we have problems,
We got problems right here in Central City,
We have problems on the North, South, East and West,
New York City, Saint Louis, Philadelphia, Los Angeles,
Detroit, Chicago,
Everybody has problems,
And personally, I don't care.»


Non riesco ancora a connettere bene, perdonatemi. La stanchezza per la giornata di ieri, 13 ore filate tra partenza, attesa, concerto e ritorno, si fa ancora sentire un po'.
Posso solo dire che è stato uno spettacolo con i fiocchi. Musica, costumi, interpretazioni, tutto ottimo.
Che altro dire, il caro Alice si mantiene ancora in ottima forma nonostante i suoi 64 anni suonati. Sembra proprio che questo artista poliedrico rispetti la regola del buon vino, invecchiando migliora.
Ultima nota riguardo ai musicisti, davvero tanta roba (Otianthi Panagaris in primis).

setlist:
The Black Widow
Brutal Planet
I'm Eighteen
Under My Wheels
Billion Dollar Babies
No More Mr. Nice Guy
Hey Stoopid
Is It My Body
Halo of Flies (including bass/drum jam/solo)
I'll Bite Your Face Off
Muscle of Love
Guitar Solo (Orianthi)
Only Women Bleed
Cold Ethyl
Feed My Frankenstein
Caffeine
Poison
Wicked Young Man
Killer (excerpt)
I Love the Dead (excerpt)
School's Out (with parts of Another Brick In the Wall)
Encore: Elected


E.



Per altre foto c'è il mio album su Flickr.

26 luglio 2012

Domande...



Quando dalle domande, o meglio dalle risposte, non se ne esce.
Il momento in cui due risposte sono una in funzione dell'altra, così da creare un circolo dal quale è impossibile uscire.
Quando certe domande non te le aspetti nemmeno, e ti vendichi dando risposte che lui non si sarebbe mai aspettato, il discorso diviene ridondante. Forse per lui, ma non per te.
-Scusa, perché leggi?-
-Perché mi piace scrivere...-
-E perché scrivi?-
-Perché mi piace leggere...-
Non fa un grinza, no?


E.

22 luglio 2012

Diario di scrittura, una nuova avventura

Il foglio bianco può far paura, ma è solo rappresentazione dell'infinito o dell'inizio di qualcosa. Sta a noi saperne fare buon uso e scatenare così la forza dei nostri demoni interiori modellandone, come un esperto scultore sa fare, lineamenti e particolari che non vedono l'ora di imprimersi in una traccia d'inchiostro.


Ecco, mancava solo il post letto sul blog di una cara amica per farmi rendere conto, dopo qualche mese di pensieri ridondanti, della verità: ormai sono diventato completamente dipendente dal blog.
Mi spiego: in pochi minuti di lettura mi sono definitivamente convinto e reso conto del fatto che tutto quello che scrivo (parlo sopratutto dei racconti) è ormai in funzione del blog, di una sorta di smania di pubblicare, di una ricerca quasi patetica di consenso, di una banale ricerca di commenti e visite che va naturalmente a discapito della qualità.
Mi dispiace, ma non era per questo che il blog nacque 2 anni e mezzo fa. All'inizio doveva essere solo uno spazio nel quale pubblicare un qualcosa di non definito. Doveva essere un contenitore per le mie passioni, uno scatolone da condividere con gli altri, non certo un'ossessione bella e buona.
Per questo ho deciso di lasciare fuori dal blog i miei racconti e i miei versi. Non gli fa bene avere un'ipotetica data di scadenza, una smania da soddisfare in qualche modo.
È la cosa migliore, e non posso certo permettere che la fretta rovini il mio lavoro.
So benissimo che queste non sono scelte facili da fare, però sono necessarie.

Tutto questo non vuol dire che non pubblicherò più niente o che chiuderò il blog, affatto, ma semplicemente che la lavorazione dei miei racconti non verrà più influenzata in alcun modo dal blog.
Per quanto riguarda i miei scritti sto lavorando a un nuovo spazio, che funzionerà come una sorta di sito ufficiale, per il quale non dovrò straziarmi (ero arrivato a questo livello) ogni giorno che passa. Sarà uno spazio totalmente libero dall'ansia della pubblicazione e che farà da contenitore per tutto ciò che riguarda le mie produzioni.
Questo non è un addio a Blogger, è solo un cambio di rotta per scindere scrittura vera e propria e blog (non che quest'ultimo non faccia parte della scrittura, ma le due cose sono un po' diverse). Questo blog continuerà ad andare avanti, e questo è molto importante perché grazie a lui ho conosciuto persone fantastiche che condividono le mie stesse passioni e grazie alle quali molte volte si è potuto discutere dei molti argomenti da me proposti. Quindi, capirete, non posso certo dirgli addio da un giorno all'altro.
Per quanto riguarda il nuovo spazio virtuale posso solo dirvi che si chiamerà Diario di Scrittura, su piattaforma Wordpress, e sarà una sorta di mia finestra "professionale" sul mondo. Per ora non posso aggiungere altro, lo sto ancora perfezionando. Il design sarà semplice e snello, adatto alla lettura (perché per questo è nato). C'è anche da dire che non esiste da questa settimana, in realtà ci lavoricchiavo già da un paio d'anni, da quando scoprii la suddetta piattaforma di blogging.
Se volete sapere la data di lancio vera e propria non vi resta che rimanere collegati con questo blog oppure mandarmi una mail su Google+ o su Facebook.

Be', speriamo in bene. Intanto Emanuele Secco's blog continuerà a proporvi le cose più disparate, come ho sempre fatto e mi piace fare tutt'ora.
'Fanculo ai consensi e alle visite, torniamo alle origini.
Come recitava il sottotitolo? Ah sì: Todo para la diversión. Vediamo di tenerlo a mente.


E.

19 luglio 2012

Leggende friulane
Il tesoro dell'Orcul


Quanto tempo è passato dall'ultima leggenda friulana? Mi risponderò da solo: sono passati più o meno due mesi. Troppo. Mi faccio schifo da solo.
Mi scuso con tutti, ma il fatto di non sapere quando si avrà un attimo libero per scrivere un post ha fatto scivolare lentamente l'appuntamento nell'oblio della dimenticanza (e di questo ne sono molto dispiaciuto).
Dai, però. Sono tornato, e oggi pubblicherò per voi l'ultimo capitolo, per il momento, per quanto riguarda la figura leggendaria dell'Orcul (link ai post precedenti: post1 e post2).
Rosazzo, paese nominato nella leggenda, si trova a circa metà strada tra Cividale e Cormons, nel Friuli centro-orientale.
Bon, bando alle ciance e diamo il via alla leggenda di oggi:
« A suo tempo l'Orcul volle visitare il Bosco Romagno presso Rosazzo, nelle cui vicinanze viveva un terribile avaraccio. Quest'uomo malvagio, cui si attribuiva perfino un assassinio commesso per avidità, aveva una figlia bella e virtuosa.
Poiché per denaro era disposto a sacrificare anche la propria figlia, un giorno disse all'Orcul: -Se mi procaccerai grandi ricchezze ti darò mia figlia in moglie-. L'Orcul lo prese in parola e lo condusse nel bosco. Fermandosi in una radura, disse al suo accompagnatore: -Qui sotto è sepolto un tesoro di oro. Mentre tu andrai a prendere la figlia io scaverò la buca. Fatti trovare qui al tocco della mezzanotte con la pariglia di buoi e con tua figlia-.
L'Orcul si mise subito all'opera: con le sue mani adunche scavava rimuovendo enormi quantità di terra e di sassi. Quando scese la notte l'imbuto scavato arrivava fino all'inferno. Da lì l'Orcul tirò fuori il tesoro e aspettò il futuro suocero. Nel frattempo costui era arrivato a casa e aveva intimato alla figlia di prepararsi per le nozze con il mostro. Rimanendo vane tutte le suppliche, per la ferma volontà dell'avaraccio, la madre della fanciulla implorò l'aiuto delle buone fate del vicino Colle di San Biagio. Infatti, la donna aveva più volte aiutato queste fate a lavare le vesti nel ruscello. Le buone fate aggiogarono subito due mucche nere al loro carro, andarono incontro nel bosco a quel padre snaturato e, senza farsi accorgere, riuscirono a sottrargli la figlia nel buio.
Quando il malvagio arrivò sul luogo convenuto vide l'Orcul con accanto il sacco pieno di luccicanti monete d'oro. I due stavano issando quel peso scintillante sul carro quando s'accorsero che la giovane non vi era seduta. Allora l'Orcul volle scaricare il sacco mentre l'avaro tentava di impedirglielo. Ne nacque una rissa e infine tutt'e due con carro, carico e pariglia precipitarono nella buca profonda.
La gente che vive nei paraggi della "Buca del Mare" - com'è infatti chiamata quella buca nel bosco - racconta che d'inverno, verso la mezzanotte, spesso si sentono provenire dalla voragine il muggire dei buoi, i lamenti dei dannati e il tintinnio delle monete d'oro. »
Bueno!
Per ora penso di aver concluso il capitolo Orcul (sempre che non riesca a trovare nuovo materiale a proposito).
Dal Secco è tutto per oggi. A presto!


E.


1. Anton von Mailly, Leggende del Friuli e delle Alpi Giulie, Editrice Goriziana, Gorizia, 1986, pp. 88-89 

15 luglio 2012

Black Stone Cherry
Blame It On The Boom Boom

Decisamente la colonna sonora di quest'estate fatta di pochi momenti di pausa. Pochi, certo, ma che siano intensi, cazzo!


It feels so good
And you knew that it would
When we're bringing on the boom boom
And you're so sweet from your head to your feet
When I'm giving you the boom boom
Yeah don't wake up in the morning
In somebody else's room room
Blame it on the boom boom


E.

11 luglio 2012

Computer e Monster

Ovvero, come riuscire a mantenere la propria lucidità mentale con un esame di Fossaluzza


Dico solo che vorrei essere come lui.
Guardate anche solo per un momento la sua espressione beata. Sì, sta dormendo e non ha pensieri, proprio come vorrei essere io adesso.
Qualche pausa me la prendo, certo, ma si tratta sempre di quei canonici dieci minuti, l'abitudine ordinaria da quarto d'ora accademico che non riesce ad abbandonarmi.
In questi pochi momenti presi nei pochi giorni che mancano all'esame Mr. Bean sembra essere l'unica cosa che riesce a distrarmi. Una comicità inglese, certo, ma semplice e spensierata che riesce a liberarmi la mente per qualche minuto. In questi minuti l'esame di arte non esiste, è più lontano del Giappone per quanto mi riguarda.
Ormai non so più dire quante pagine mi manchino da ripassare, quanti schemi da rivedere prima del momento cruciale, prima di trovarmi davanti a quel fottuto foglio e a quelle maledette otto domande che possono mandare in crisi anche il più preparato degli studenti.


Questo esame è diventato un'ossessione. Sono otto mesi che io e la mia ragazza ci stiamo dietro, e nei giorni immediatamente precedenti all'esame solo la Monster, una bibita energetica in stile Red Bull, riesce a tenerci svegli. Il caffè è acqua, ma questo è solo un piccolo prezzo per essere uno studente universitario.
Computer e Monster. I nostri principali strumenti in questi ultimi giorni di studio matto e disperatissimo. Manco fossimo un cazzo di Giacomo Leopardi a caso. 'Fanculo lui e la sua mania per la conoscenza, in questi momenti vorrei solo immergermi in una vasca piena di acqua fredda, con un buon libro a farmi compagnia e innumerevoli sigarette da fumare.


La scrivania è un ammasso di libri, decine e decine di pagine stampate e lattine vuote.
Siamo alla frutta. Farci distruggere per un esame. Tuttavia è una nostra scelta. Abbiamo scelto un dato percorso e dobbiamo portarlo a termine. Visto il mio passato un altro ripensamento è, perdonate il gioco di parole, impensabile (anche tenendo in conto la mia salute mentale).
Nozioni, nozioni e ancora nozioni. Ecco cos'è questo esame dell'arte. Un insieme inutile e aberrante di nozioni la cui gran parte tra qualche giorno avrà già detto adios alle nostre sinapsi.
Possibile che la storia dell'arte bisogni studiarla in questo modo?
Possibile che, da una materia del genere, non si possa far accrescere ancora di più l'interesse dello studente verso quest'affascinante insieme di culture, influenze e innovazioni?
Possibile che un professore, critico d'arte, del genere non capisca che, più delle nozioni riguardanti la vita, gli spostamenti e varie date di un autore, è più importante insegnare un metodo critico oggettivo/soggettivo che magari ci possa tornare utile?


Per oggi abbiamo finito. Mancano due giorni all'esame, ma per oggi non riusciamo più ad assorbire una qualche data del cazzo.
L'unica consolazione, visto che i video di Mr. Bean sono finiti, è quella di guardare 'sto branco di casalinghe disperate indagare sui vari omicidi e sotterfugi che sembrano regnare nel loro quartiere residenziale sono-ricco-sfondato-sono-pieno-di-soldi-e-non-so-nemmeno-da-dove-vengono-visto-che-non-faccio-un-cazzo-tutto-il-giorno.

Meno male che l'esame è andato.
Adesso posso concentrarmi un milligrammo in più su me stesso, ma sono sicuro, e lo voglio dire, che questa non sarà l'ultima volta in cui Computer e Monster accompagneranno le mie giornate.


E.



Post dedicato a Mirko, Alice, Veronica e a tutti quelli che hanno dovuto sostenere l'esame di Storia dell'Arte Moderna del prof. Fossaluzza.
devo dire però che la più grande dedica va a Eleonora, la mia ragazza. Ci siamo sostenuti a vicenda giorno dopo giorno e alla fine ce l'abbiamo fatta a superare i 450 anni di storia dell'arte nell'arco di due parti di esami (un anno complessivo di studio). La terza parte, per quello che penso, sarà tutta in discesa.
Tutte le mie foto potete vederle sul mio album Flickr

8 luglio 2012

Hemingway, svelati i 47 finali di
Addio alle armi


Qualche news letteraria che non fa mai male.
Per quanto ne sappiamo Ernest Hemingway era un vero perfezionista. Ci basti pensare ai numerosi abbozzi di introduzione scritti per Festa mobile, o al fatto che la stesura di Addio alle armi, il suo capolavoro sulla Prima guerra mondiale, sia stata riscritta ben 39 volte (fatto confessatoci dall'autore stesso in una sua intervista del 1958).
Notizia di questi giorni è che Seán Hemingway, pronipote dell'autore e fautore delle ultime edizioni di Festa mobile, sia riuscito a rinvenire tra gli appunti di lavoro del suo noto parente ben 47 variazioni per quanto riguarda il finale di Addio alle armi. Cancellature, abbozzi, rifacimenti e abbandoni riguardanti a volte una sola riga e altre interi paragrafi.

Notizia che non può far altro che riempirmi di gioia è che la prossima settimana verrà pubblicata una nuova edizione di Addio alle armi comprendente i 47 finali e anche alcuni dei titoli che l'autore aveva pensato per quelle 300 pagine; per fare un paio di esempi si passa da Love and war a Of wounds and other causes.
Sicuramente questa nuova edizione sarà un'occasione in più per conoscere il lavoro dello scrittore e le sue incertezze, cosa che rende la sua figura più umana e meno lontana da quelle che sono le aspirazioni dei giovani autori spesso spaventati dai mostri sacri della letteratura.

Non mi nascondo certo dietro un dito, vi confesso infatti che non ho ancora letto l'opera ritenuta centrale del lavoro di Hemingway. Infatti penso che questa nuova edizione sarà una spinta in più per farlo.
A presto!


E.

5 luglio 2012

Qualche novità... fotografica

Era un po' di tempo che, tra un esame e l'altro, mi trovavo a pensare al fatto che avevo bisogno di qualcosa di nuovo. Avevo bisogno di inquadrare una visione, un momento, una particolare sensazione o semplicemente un dettaglio qualsiasi che riusciva a colpire la mia attenzione per poi renderlo alla mia maniera, secondo una mia visione.
Volevo rendere il blog personale nel suo massimo, andando a ridurre al minimo l'utilizzo di immagini estrapolate dal seppur utile Google Immagini. Volevo che l'immagine del post fosse stata scattata per il post. Ogni articolo sarebbe stato costruito completamente da zero, immagini comprese.


Proprio per questo sabato scorso mi sono finalmente deciso a comprare una fotocamera digitale. Per iniziare ho deciso di provare con una Samsung ST200F, facente parte dell'ultima produzione di casa Samsung.
Posso dire di essere soddisfatto per l'acquisto, infatti mi permette, pur essendo una compatta, di imparare a giocare con vari settaggi per avere l'effetto che desidero su ogni foto. Ovvio che non potevo cominciare con una reflex, sarebbe stato un po' come il passo più lungo della gamba.

Be', devo dire che mi sono preso abbastanza nel far foto e posso anche dire che l'idea di combinare le fotografia alla scrittura mi attizza parecchio.
Intanto, se volete, andate a dare un occhiata al mio album fotografico su Flickr. Per ora troverete i miei primi esperimenti (di cui vi lascio un esempio), però in futuro forse potrà esserci qualcosa di ancora più interessante.


A presto!


E.