31 maggio 2012

Il tempo di una sigaretta


Pochi minuti.
Solo pochi minuti di scrittura.
So che in questo momento dovrei studiare, ma la tentazione è troppo forte.
Cinque minuti. Giusto il tempo di una sigaretta. Giusto il tempo di estraniarmi un po' dal libro di arte e vagare col pensiero.
Avevo voglia di prendermi un momento, di mollare tutto e farmi così un po' di cazzi miei. Purtroppo, però, il rimorso è sempre pronto ad azzannarmi il collo coi suoi denti appuntiti. Il suo alito fetido mi riempie le narici, provocandomi più di qualche conato di vomito accompagnati dalla solita stretta allo stomaco.
-Studia, studia!- mi dice. -Sei indietro rispetto ai tuoi programmi!-
Se è per quello mi sembra sempre di essere indietro con lo studio. Ma vaffanculo! La sigaretta non è ancora finita e la matita scorre bene sul foglio.
Frucio di graffite e profumo di carta immacolata. Una buona carta, questa. Adatta alla scrittura.
Solo qualche tiro poi basta. 'Fanculo, voglio godermi ogni momento di questa pausa.
Scrivere senza avere un motivo. Questa è vita.
Il pensiero è l'unica cosa libera che ci rimane. Non esistono catene né recinti. Ma forse quest'ultima parte è un po' troppo scontata.
Ultimo tiro.
Sigaretta finita.


E.


MOL1, pp. 117-119

26 maggio 2012

Manie in stesura

Ovvero, dell'eterna paura che un qualsiasi Shooter
si presenti alla nostra porta.


Giornata di scrittura intensiva.
I pensieri scorrono così veloci che le dita faticano a stargli dietro.
La mente ha definitivamente imboccato il sentiero che porta all'infinito della fantasia.
I personaggi palpitano nel foglio, vivono di vita propria. La loro voce riempie le mie orecchie.

TAC-TAC-TAC-TAC.
Ticchettio regolare e, a metronomo, musicale dei tasti.
La pagina si riempie con facilità. Tratti neri contenenti la mia anima.

Il posacenere è ricolmo.
Un'altra sigaretta non può che farmi bene. Aiuta a concentrarmi.
Il bicchiere è vuoto. Dico solo che si svuota con una certa regolarità.
Tra un po' avrò bisogno di un'altra bottiglia.

TOC, TOC!
Qualcuno bussa alla porta.
Non voglio alzarmi.
Se mi volete tornate più tardi.
TOC, TOC!
Non voglio sentire.
TOC, TOC!
'Fanculo, arrivo!

Apro la porta...


«Lei ha rubato il mio racconto...»

Fuck!


E.

23 maggio 2012

Dr Sleep.
Sinossi ufficiale del seguito di Shining


Come ben sapete (e se ancora non sapete correte a leggervi il post di lunedì) il re dell'horror Stephen King ha ufficialmente annunciato che il grande Shining avrà un seguito, Dr Sleep per l'appunto.
Di seguito vi riporto la sinossi ufficiale del romanzo:

«Il ritorno di Stephen King ai personaggi di uno dei suoi romanzi più famosi ci racconterà la vita un Danny Torrance ormai di mezza età e di una dodicenne decisamente speciale la cui vita sarà messa terribilmente in pericolo.
I True Kont sono un gruppo di persone che si muove lungo le autostrade americane in cerca di sostentamento e beni di primissima necessità. All’apparenza innocui e pietosi, Danny sa che gli appartenenti al gruppo sono in verità esseri quasi immortali la cui esistenza è legata alla capacità di assorbire l’energia rilasciata dai detentori dello shining, uccidendoli.

Dopo la terribile esperienza dell’Overlook Hotel vissuta nell’infanzia, Dan ha dovuto fare i conti con gli strascichi di quella vicenda per tutta il resto della sua vita, e combattere quotidianamente con l’eredità di violenza, alcolismo e disperazione lasciatagli dal padre. L’uomo trova un po’ di pace solo in seguito al trasferimento in una cittadina del New Hampshire, una piccola comunità solidale ed empatica dove, oltre a frequentare con assiduità gli Alcolisti Anonimi, trova lavoro come infermiere presso un ospizio, dove grazie allo shining è in grado di rendere il più dolce possibile il trapasso degli anziani ospiti dell’istituto. Aiutato in questa bizzarra pratica da un gatto molto particolare, Dan diventa Dr. Sleep.

Ma l’incontro con la sfuggente Abra Stone comporterà un’ulteriore rivoluzione nella sua vita: la ragazza infatti possiede il più potente shining mai visto, capace di rievocare nella mente di Dan un passato di dolore e terrore proprio nel momento in cui il nostro si troverà a combattere per la propria vita e per quella della giovane…»

Non so voi, ma io mi sto già leccando le labbra. Speriamo bene.
E per quelli che masticano l'inglese (o meglio, l'americano) lascio anche il video della lettura del primo capitolo del libro fatta da King in persona.


A presto!


E.

21 maggio 2012

Un seguito per Shining? Certo che sì!
Si intitolerà Dr Sleep.
Parola di Stephen King


Scrittore amato e odiato. Le sue storie, tra alti e bassi, non hanno mai mancato di stupire il pubblico, sia per la frequenza di pubblicazione ché per la profondità psicologica presente in esse.
Si può dire tutto a proposito di Stephen King, e per certi episodi letterari portanti la sua firma non posso fare a meno di criticarlo, ma non si può certo dire che la sua sia una fama immeritata. La sua fantasia sembra essere un pozzo senza fondo, come le tasche di coloro che gli hanno permesso di intascare i diritti su ben 300 milioni di copie vendute (me compreso, anche se conosco bene il fondo delle mie saccocce).
Molti puristi lo criticano, definendolo solo uno scrittore da fiction. Per quanto mi riguarda non mi sento di criticarlo per questo anche perché, nonostante tutto, i personaggi delle sue storie sono vivi e pulsanti, ricchi di pensieri, rimpianti e passati di cui non vogliono spendere nemmeno una parola. La loro è una vita vera e propria, una presenza che si manifesta in carne e ossa nelle immagini scaturite dalla lettura del libro King-signature che abbiamo tra le mani.

Come ho scritto qualche riga fa, le sue scelte (come quelle di tutti del resto) a volte lasciano un po' a desiderare, e penso proprio che quest'ultima novità non potrà non creare scalpore.
Ebbene sì, avete letto bene il titolo, Shining sta per tornare. Parole dello stesso King, estratte da un'intervista, che ora vi riporto:

«Il mio agente sta facendo il tira e molla per Dr Sleep, che è il seguito di Shining, ma io ho continuato a rimandare la consegna del manoscritto perché volevo un po' di tempo per respirare».
Perché scrivere un seguito di Shining?
«So che è rischioso dire che riprenderai in mano un libro molto popolare per scriverne il seguito. Uno magari l'ha letto da ragazzino, poi da adulto legge il seguito e gli sembra molto bello. La sfida, però, è che può essere altrettanto bello, o comunque diverso. Ti dà qualcosa con cui misurarti. E poi volevo sapere cosa sarebbe successo a Danny Torrance da grande».

Non so ancora cosa pensare riguardo a questa sua scelta di scrivere un seguito per il bellissimo Shining, ma sono convinto che entro il 2013 (o giù di lì, anche se spero prima) saprò cosa pensarne.
Sempre nell'intervista da cui ho tratto il breve estratto che vi ho proposto si evince che Dr Sleep non sarà l'unica novità targata King: dobbiamo aspettarci un nuovo episodio della serie de La Torre e Nera, e si intitolerà The Wind Through the Keyhole.
Avete perso. Non si tratta del finale che tanto attendete. L'autore ha dichiarato che, benché si tratti dell'ottavo episodio, in ordine cronologico si collocherà tra il quarto e il quinto.
E, come se non bastasse, un nuovo romanzo dal titolo Joyland (sempre che non si tratti di un working title) è in fase di scrittura, e tratterà di un serial killer che colpisce nei parchi dei divertimenti.

Sembra proprio che King si diverta ancora a scrivere, e questo non può che essere un bene sia per lui ché per noi. La sua mente sembra confermarsi per l'ennesima volta quel pozzo fondo fin oltre le radici della Terra; anche se, e questo è un mio modestissimo parere, sembra che il nostro caro americano stia mettendo nero su bianco quante più idee possibili prima di incappare nell'unica cosa di cui non riuscirà mai a scrivere (facciamo i dovuti spergiuri).
So solo che mi appenderò vicino al computer la pagina che lo ritrae, chissà che non mi porti fortuna. A voi invece lascio la seguente immagine ritraente un giovane King nel suo studio.


Adios, cari!
A presto!


E.

20 maggio 2012

Pensieri e novità al termine di un triennio di lezioni


Una piccola svolta nella routine nella quale sono coinvolto. Anzi, due piccole svolte. Per quanto riguarda la prima ci ho messo due giorni per venirne a capo, rendendomi poi conto della sua veridicità.

Primo, sono ufficialmente finite le lezioni del triennio.
Già.
È un po' strano pensare che dal prossimo semestre non dovrò più preoccuparmi di rispettare degli orari, di andare ogni giorno fino a Verona perché obbligato dalle lezioni e tornare a casa a orari improponibili. Sarò una sorta di freelance universitario, gestendomi in tutto e per tutto quello che rimarrà da fare prima della laurea (sperando che sia veramente così).
Ora scrivo così, ma vi giuro che venerdì, dopo aver terminato l'ultima lezione, mi sentivo un po' strano. Ero felice e triste allo stesso momento. Dopo tre anni questo è un bel colpo.
Come niente mi tornarono alla mente i ricordi dei miei primi giorni nella facoltà di lingue, di quando ho conosciuto quei fantastici ragazzi che avrebbero poi formato la "compagnia universitaria" (che dopo tre anni è ancora ben salda). Ricordi riguardanti le ore passate al bar, studiando e cazzeggiando alla grande, scambiandosi opinioni, ripassando per gli esami e cercando di tranquillizzarci a vicenda nei giorni fatidici. Proprio un bel gruppo, e spero vivamente che l'amicizia consolidatasi durante quest'avventura universitaria duri negli anni a venire (un po' come succede con certi compagni di naja).
In seguito ho ripensato molto ai dubbi e alle incertezze di cui ero vittima durante il primo semestre del primo anno, a come poi sono riuscito a lasciarmeli alle spalle studiando e dandomi da fare; senza contare del supporto dei miei amici.
Tre anni fantastici, anche se molto faticosi. A dire la verità non quanti anni di vita ho perso preoccupandomi per gli esami.
Ora verrà la parte più dura: gli ultimi esami prima della laurea. So già che sarà un periodo intenso fino allo sfinimento, ma va bene così. È una mia scelta e voglio portarla avanti fino alla fine.

Ok, passiamo pure alla seconda novità: sono stato ammesso al tirocinio di Prestampa ed e-book. Per farla breve: il corso consisterà in prove pratiche su tutti i processi di creazione del layout, impaginazione e bla bla bla che avvengono prima della stampa di un libro (o della creazione dell'e-book vero e proprio).
Dico solo che venerdì ho fatto i salti di gioia quando l'ho scoperto. Sono felicissimo, un altro passo utile per quanto riguarda la mia formazione per quello che potrebbe diventare un futuro impiego (incrociamo le dita a dovere). Senza tralasciare il fatto che è anche per quello che ho comprato il caro Dorian.

Bene, per ora non ho altre novità universitarie.
Ci sentiamo presto!


E.

17 maggio 2012

All'Università di Verona
l'Arte fa da padrona


Voglio presentarvi una delle tante mirabili opere che adornano una delle tante toilet (chiamiamolo pure cesso) dell'Università di Verona.
Potete notare che lo stile, sobrio e minimale solo in apparenza, è ricco nel suo tono bicromatico di sottili venature, quasi fosse una pittura eseguita senza pensiero e mente alcuna a quello che sarebbe stato il risultato (una vera e propria pittura di getto). Senza dimenticare lo sfumato che caratterizza ogni pennellata costituente l'opera.
Quella che state osservando è un'opera a più mani. Infatti non si conosce ancora il numero preciso degli artisti coinvolti nella stesura di questo capolavoro (figuriamoci i loro nomi). Quello che sappiamo di loro è che, al 99%, si tratta di studenti universitari, annoiati e vogliosi di pura trasgressione.

Cosa possiamo capire ammirando questo leggiadro e opulento insieme di arabeschi a metà tra un barocco e un rococò?
La voglia di comunicare un qualsiasi ché non è una novità per quanto riguarda la pittura. Qui abbiamo a che fare che un'unione tra pittura e scrittura. Sono infatti le varie frasi a formare il tessuto pittorico, rivelandoci una grandissima volontà di riportare alla ribalta uno stile vicinissimo al pulp. Abbondano infatti riferimenti al sesso, sia nella sfera omosessuale ché in quella eterosessuale, e all'abitudine quotidiana umana di produrre materia fecale. Vi sono anche degli errori di calligrafia, ma fa tutto parte di un contesto più grande.
Il fattore più interessante però rimane la frattura col passato, anche per quanto riguarda gli strumenti di pittura. Se, infatti, gli affreschi hanno sempre goduto di una certa regola fissa per quanto riguarda le tinte e i materiali riparanti, in questa occasione i maestri ci hanno mostrato come un affresco possa essere dipinto anche solo con l'ausilio di una penna a sfera o di un pennarello indelebile a punta larga.
Unica figura vera e propria è una palla da biliardo che, secondo alcuni critici, sta a simboleggiare la vittoria ottenuta con quest'opera. Probabilmente gli artisti erano coinvolti in una scommessa e proprio per questo hanno dato vita a un tale capolavoro.

I messaggi portatici da questa opera, di cui potete comunque vedere solo uno scorcio (in realtà l'opera si estende sul muro per la quasi totale sua interezza), riguardano i tempi moderni: questo mondo è uno schifo, popolato da persone in cerca perpetua di sesso e nient'altro (a pagamento e non). I pilastri su cui si fonda la nostra società sono marci, tenuti insieme con il nastro adesivo da uomini la cui unica preoccupazione è il denaro, tramite il quale sono convinti di poter comprare ogni cosa.
Il messaggio che possiamo leggere in corrispondenza dell'angolo in alto a destra di questo scorcio è la rappresentazione di mille e mille voci che non riescono a sostenere una situazione di simile degrado. È la voce di coloro i quali si sentono traditi dal sistema mondo e dalle sue autorità. È la rabbia provocata dai mille e mille soprusi ai quali sono giornalmente sottoposti i cittadini italiani, consenzienti o no riguardo al governo.
È ora di dire basta, di mandare a cagare (citando letteralmente) qualche testa incoronata e ricominciare a vivere. Ce ne fossero di più di pittori del genere.

Sì, ok. Mi sono improvvisato storico dell'arte. Se da una parte fa molto figo dall'altra mi ricorda che ho due parti di storia dell'arte da portare questa sessione.
Ma senza fare tutta 'sta manfrina, non pensate anche voi che 'sti coglioni imbrattamuri debbano cercarsi un'altra occupazione all'infuori dell'università?
Ecco cosa succede in cesso quando si è così ottusi da non riuscire a rendersi nemmeno conto che quello che si tiene tra le dita è il pennarello sbagliato.


E.

16 maggio 2012

Leggende Friulane
L'Orcul e sua moglie


Ed eccoci qui per il secondo appuntamento riguardante la figura leggendaria dell'Orcul (link alla prima parte).
È bello vedere come, nella maggior parte dei dettagli riguardanti questa e altre leggende, si possa risalire a un'origine in comune per quanto riguarda le culture sviluppate dai popoli europei. I mostri, le creature delle tenebre, le paure recondite del popolo sono sempre quelle, anche spostandosi a migliaia di chilometri di distanza dal proprio luogo di nascita. Molti, erroneamente, pensano che la comunanza di queste tradizioni sia dovuta all'importazione o meno, in epoca moderno-contemporanea, di usi e costumi stranieri (soprattutto grazie al cinema e alla televisione). Balle, queste superstizioni sono fissate nel nostro dna; forse cambierà qualche dettaglio, ma la base è sempre la stessa.

Ok, scrivendo di certe cose mi viene voglia di scrivere post su post sull'argomento, meglio fermarsi e concentrarsi su ciò che si sta facendo, rimandando al futuro un eventuale lavoro più ampio e approfondito.
Torniamo a noi. Con l'estratto di oggi conosceremo la moglie dell'Orcul, la Orcule (o Storcule). Ma bando alle ciance, e buona lettura:
« La gente della Bassa racconta che una volta due mostri, l'Orcul e sua moglie, l'Orcule (Storcule, Orcae), compirono le loro malefatte nella zona. Erano giganti; l'Orcul aveva il collo lungo e certe mascelle che lo facevano sembrare un mostro marino. Spesso metteva i piedi su due campanili e stava in agguato per provocare danni e fare brutti scherzi alla gente ignara. Prediligeva divorare i bambini, mentre sua moglie si divertiva a disturbare con brutti scherzi i lavori domestici delle donne. Per la loro corporatura goffa, i due non si fermavano che in pianura e, per compiere le loro malefatte, sceglievano giorni particolari. Quando, per la dura condanna inferta loro durante il Concilio di Trento, essi improvvisamente caddero morti a terra, i contadini del Friuli, radunatisi in fretta, scavarono una fossa profonda e li spinsero dentro. Poi gettarono sopra della terra: è da lì che ebbe origine la collina di Corona.Talvolta, però, durante i temporali o i terremoti, i due si svegliano per compiere nuove malefatte. »

E.


1. Anton von Mailly, Leggende del Friuli e delle Alpi Giulie, Editrice Goriziana, Gorizia, 1986, p. 88

15 maggio 2012

Bad mood


Gli esami sono ufficialmente iniziati.
Studio, studio, libri, libri, studio, studio, libri, libri.
Manca qualcosa di importante.

Manca la voglia?
Manca l'ispirazione?
Manca la voglia di scrivere?
Manca il suono delle dita sui tasti del computer?
Manca il ticchettio della macchina da scrivere?
Manca il dolce suono prodotto dalla matita che scrive sulla carta mille e mille parole?
Manca il contatto perpetuo con le Moleskine?
Manca la voglia di sedermi alla scrivania e mettere a punto la nuova trama?
Mancano le idee scaturitemi anche solo da un tramonto?
Manca il tempo per pensare a nuovi post?
Manca il tempo per occuparmi del blog?

Sì.
In realtà manca ognuna delle cose sopra elencate.
La verità...

Manca il tempo per pensare all'infuori dello studio.

Foxtrot Uniform Charlie Kilo


E.

13 maggio 2012

Studyin' can't stop the music

Un'altra giornata di studio totale è già iniziata da un po'.
Meglio ascoltare qualcosa che riesca a infondermi un po' di sana energia e buona volontà.




Slash feat. Myles Kennedy
Back From Cali

Woke up this morning all alone
I got a ringing in my head
I couldn’t take it anymore today
She left me here for dead
Ohh Woah yeah yeah…

And it should come as no surprise
I shoulda known it form the start
The lights are faded and I can’t deny
This place ain’t got no heart

Oh you can’t hear me tonight.
You can’t hear me tonight

You’ll have to carry me back from Cali
I’m tired and broken and I lost my way
You’ll have to carry me back to where I belong
You’ll have to carry me back from Cali
I don’t want money I don’t need no fame
You’ll have to carry me back to where I belong

I got to leave this angel city
But I can’t do it by myself
So if you please mama can you save me
Before I blow this life to hell

Ooooooo
Mama grab me by the feet and just drag me home

You’ll have to carry me back from Cali
I don’t care if you think I’m to blame
You’ll have to carry me back to where I belong
You’ll have to carry me back from Cali
The angel city where the devils play
You’ll have to carry me back to where I belong

Yeah…
You can’t hear me to night
You can’t hear me to night
You can’t hear me to night
You can’t hear me to night
I’ve lost my way I’m so alone
And all I want is to come home.



E.

10 maggio 2012

Leggende friulane
L'Orcul nelle montagne


Bello! Mi è bastato saltare una puntata di questo appuntamento settimanale per dimenticarmene completamente. Quindi eccomi qui, nelle soffuse luci di un mercoledì sera qualunque, a scrivere un post che da una cosa come 48 ore avrebbe già dovuto trovarsi sul blog.

Oggi tocca agli orchi, o meglio all'Orcul. Quella di questo leggendario personaggio è forse una delle figure più famose dell'immaginario friulano. Proprio per questo non dimentico di ricordare e segnalare la sua comparsa ne L'Ultima Valle di Carlo Sgorlon (post sul libro).
Visto che quanto c'è da dire sull'Orcul viene già spiegato alla perfezione nel brano di oggi, bando alle ciance e buona lettura:
« L'Orcul, che come l'italiano Orco, il francese Ogre, il tirolese Orge o Norge, trae il nome dall'antico dio degli Inferi, Orcus, è uno spirito montano ed è anche per i friulani l'uragano reso persona. Molto abile nel cambiare l'aspetto, nelle Alpi friulane assomiglia in tutto al genio Rübezahl. La maggior parte delle leggende che riguardano quest'ultimo vengono riferite anche all'Orcul. Le sue metamorfosi vanno spesso a danno degli uomini. A volte si mette sulla strada a forma di pallina. Quando però qualcuno vuole passargli sopra, di colpo si gonfia fino a diventare un enorme pallone che si mette ad inseguire il passante spaventato finché questi non cade privo di sensi.
Oppure, con l'aspetto di asino, tira colpi mancini ed è fortunato il cavaliere disarcionato che se la cava con ferite lievi.
I contadini cercano di tenerlo lontano dalle cucine e dalle stalle, ricorrendo a determinati incantesimi. Quando scompare, lascia dietro a sé un odore sgradevole. Da ciò il modo di dire nel Litorale e nel Tirolo: -Puzza come l'Orcul-.
Talvolta rende difficile il viaggio al viandante mandando pioggia e gelo. Se questi poi scivola, si sente sghignazzare l'Orcul dal bosco.
Spesso attira in zone sconosciute i viandanti che la mattina dopo si ritrovano sfiniti nel punto in cui erano partiti la sera precedente. A ciò si riferiscono parecchi detti del Goriziano. Al marito che rincasa tardi la moglie suol chiedere dove l'abbia attirato l'Orcul. In Friuli si dice: sembrare l'orco (avere la raucedine), voce di orco (voce bassa e rauca), ha visto l'orco (è antipatico), ecc. »
Avendo trovato altre leggende riguardanti questa magica figura sono tentato seriamente di scrivere altri post a riguardo. Sempre sperando di farvi cosa gradita :)


E.


1. Anton von Mailly, Leggende del Friuli e delle Alpi Giulie, Editrice Goriziana, Gorizia, 1986, pp. 87-88

7 maggio 2012

Federico Moccia sindaco.
I lucchetti ringraziano.


Quest'uomo(?) è diventato sindaco?
Dopo il bunga bunga assisteremo allo scandalo Babi e Step.

Nuove opere diventano nitide all'orizzonte. La prima sarà un ponte interamente costruito di lucchetti, per non parlare dell'esenzione dall'IMU per i proprietari in possesso di più di tre lucchetti (procurateveli in fretta).
Da domani il bonus assessoriale sarà un lucchetto in oro massiccio con la scritta "Fede & Tu x forever. Ti amo di bene".
Pronti per la politica alternativa del movimento 3MSC?
Cuoricini e sesso adolescenziale a tutti voi! Buona vita!


E.

6 maggio 2012

6 maggio 1976

6 maggio 1976.
Ore 21:00:12.




Trentasei anni fa, la mia terra ha tremato.
Trentasei anni fa, il terremoto del Friuli.


E.

3 maggio 2012

Morton Rainey docet


«The only thing that matters is the ending. It's the most important part of the story. And this one is very good. This one is perfect.»
«Know I can do it, Todd Downy said, helping himself to another ear of corn from the steaming bowl. I know in time her death will be a mystery, even to me.»

Se lo dice Morton Rainey, lo dico anch'io.


E. 

1 maggio 2012

Buon primo maggio a tutti!

Oggi niente leggenda.
Per vari impegni che ho avuto in questa settimana l'appuntamento con la rubrica Leggende Friulane viene spostato a martedì prossimo. E poi non ho molta voglia di parlare di favole, favolette, spiritelli e cazzi vari in questi giorni.
Sempre più spesso mi dico che con questo blog dovrei rimanere fuori dagli eventi di cronaca. Non per disinteresse, ma perché vorrei offrirvi qualcosa per non pensare alla merda che ogni giorno ci viene spalata addosso da un branco di finocchi dal vestito firmato. Il più delle volte riesco a resistere alla tentazione di scrivere qualcosa di attualità, altre volte invece fallisco. Questa volta rientra tra le ultime.


Siamo tutti scandalizzati. Ultimamente gli scandali della politica investono le nostre esistenze, i nostri portafogli e le nostre fonti di informazioni. Ormai non esiste altro, e vorrei ben vedere.
Uomini scellerati posti a governare un Paese che grazie a loro sta crollando a picco. Non sto parlando solo dell'attuale governo tecnico, no. Molti di voi forse mi sfiduceranno dopo quello che sto per dire, ma l'attuale situazione italiana, per come la vedo io, non è certo colpa del governo Monti. Certo, ci stanno tassando a ritmo di samba, ma se ci pensiamo quelli che ci hanno ridotto in questo modo sono tutti coloro che sono venuti prima di colui che giornali e telegiornali chiamano "il professore".
Non era per caso un certo nano che per tre anni ha sostenuto che la crisi avesse risparmiato l'Italia? Non era lui che quando la situazione si è fatta inequivocabile si è svegliato e ha informato gli italiani sulla gravità della sua crisi economica?
E vogliamo risparmiare tutti gli altri? Certo che no. Se oggi l'Italia è un Paese fondato sulla corruzione lo dobbiamo anche a loro. Quindi non prendiamo subito una parte o l'altra. «Eh, ma con Prodi...», «eh, ma con Silvio...», «eh, ma con la sinistra...», «eh, ma con la destra...»... balle! La colpa è di tutti.
È inutile che molte persone, di basso o alto quoziente intellettivo che sia (anche se per la maggior parte dei casi si tratta di deficienti a 5 stelle), continuino a portare avanti campagne fondate su ridicoli distinguo tra elettori di destra e di sinistra. Ormai siamo tutti nella merda nello stesso modo; senza dire poi che i confini tra le due correnti ormai sono così labili e sottili da essere inutili. Perché non mettere da parte la propria nostalgia per un dittatore ormai morto, l'amore incondizionato che si prova per un uomo ricoperto d'oro dalla testa ai piedi che predica la sola ricchezza spirituale e l'ammirazione per ideologie vecchie e superate per non costruire un futuro migliore?
La politica ormai ha definitivamente perso quello che dovrebbe essere il suo scopo primario: il benessere del cittadino. Noi, come cittadini, veniamo messi da parte e tirati in ballo solo quando fa comodo, solo quando bisogna tentare di riparare i danni, solo quando non si ha il coraggio di far pagare fino all'ultimo euro il disastro mandato avanti per anni e anni.
Esistiamo solo quando si arriva alle elezioni. In quell'inferno che è la campagna elettorale veniamo quasi coccolati, allettati da mille e mille promesse riguardanti un eventuale miglioramento delle nostre condizioni di vita. Quale politico si è poi ricordato di noi una volta salito al potere? Sono stati in pochi... troppo pochi. E ora si sono estinti.
Anche coloro che sembravano (dico "sembravano") duri e puri si sono rivelati essere dei ladri. Ormai non si salva nessuno, neanche il più decerebrato di loro.
Per non parlare poi di quelli che fanno bandiera delle proprie convinzioni religiose per accaparrarsi più voti, scandalosi e ridicoli.

Nella nostra disastrata situazione politica il fatto è solo uno: ci credono ancora troppo coglioni, troppo sempliciotti per pensare con la nostra testa. E il brutto è che lo siamo.
In caso contrario loro non ci sarebbero più.


E.