28 febbraio 2012

Un blog alla costante ricerca di un sottotitolo

sottofondo: Zucchero - Madre Dolcissima

amanuense

A volte ci sentiamo animati da cose veramente piccole. Ci sentiamo grandi e potenti, anche solo per essere venuti a capo di una cosa piccolissima, quasi insignificante per tutti quelli che non sono noi stessi.
Oggi è una giornata di quelle. Meglio fare una piccola introduzione però.

Il blog che avete aperto nel browser, e del quale state leggendo un articolo, nella sua breve ed intensa vita (per com'è stata fino ad ora) ha sempre avuto un piccolo problema: non riusciva a concentrarsi su un singolo argomento. O meglio, io non ci riesco mai. Il fatto è che ci sono così tante cose che stimolano il mio interesse, che il semplice rifugiarmi in una cosa per sempre mi andava strettissimo come concetto.
Se questo può essere considerato un problema da poco, ce n'era un altro che mi assillava senza sosta: la scelta del sottotitolo. Dovete sapere che, fin dalle sue origini e a dispetto del titolo, questo blog non ha mai avuto un sottotitolo fisso. Ci sono state aggiunte, tagli e altro ancora, finché un bel giorno non mi decisi a toglierlo completamente.
Da quel giorno mi sentii un po' perso. Mi spiego: era come se avessi perso di vista il mio vero obiettivo.
Era come se la mancanza del sottotitolo avesse tolto al blog la sua essenza, la sua anima.
Era come se la mancanza del sottotitolo avesse tolto a me la voglia di scriverci.
E per questo stavo male. Non sempre, intendiamoci, ma sentivo che le cose non erano apposto come al solito, come avevo imparato a scoprire nei mesi precedenti. Così mi trovai a pensare ad un altro valido sottotitolo, in grado di rimpiazzare quel Todo para la diversíon che mi aveva accompagnato per più di un anno e mezzo di blogging (sempre considerando aggiunte e tagli vari).
Inutile, per mesi e mesi pensai a una valida citazione che potesse farmi riscoprire l’essenza del blog senza però incorrere nel vecchio sottotitolo. Ammetto di aver preso in considerazione qualsiasi autore io abbia mai letto. Ad un certo punto mi trovai anche a voler inserire un intero paragrafo tratto da Festa Mobile di Hemingway. Arrivai perfino al punto di considerare alcune citazioni prese dai film che più preferisco. Tuttavia sentivo che ancora non c’ero. Non dovevo usare parole di altri, sarebbe stato come affibbiare ad altri individui la paternità del blog; e non volevo che questo accadesse.
Intanto i giorni passavano, e gli esami riempivano sempre più le mie giornate fino a farmi quasi dimenticare del problema al quale non riuscivo a trovare una soluzione.
Una volta finiti gli esami ricominciai a pormi lo stesso interrogativo che mi assillava ormai da mesi: che sottotitolo avrei mai potuto mettere al blog? Dopo un paio di giorni decisi di non pensarci più. Di solito queste cose vanno così: meno ci si pensa e meglio è. E infatti ieri, mentre guardavo un film, la soluzione è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Decisi subito che era quella giusta.
Ed eccoci arrivati a questo post.

Perché, dunque, un sottotitolo del genere? La risposta è molto semplice. Sul blog ho sempre parlato di tutto: musica, libri, film, università, della vita, della morte... A volte ho scritto dei racconti, a volte delle poesie, ma non l'ho mai fatto con la presunzione di voler imporre agli altri il mio modo di scrivere o il mio modo di pensare. Quello che veramente mi premeva era che il blog, come insieme di articoli, fosse una costante ricerca e, se vogliamo, di esposizione di quello che sono io come persona.
Questa è sempre stata un po’ la mia missione e allo stesso tempo il motivo stesso per cui ho creato questo spazio, anche se a volte mi sembrava, e mi sembra tutt’ora, di non essermi spinto così a fondo nella ricerca. Ma in fondo il blog è ancora giovanissimo, quindi rimettiamoci al lavoro.

 

E.

23 febbraio 2012

Qualche appunto facendo ordine

sottofondo: Chopin – Polonaise

scrivaniaEinstein

Ok, fatemi mettere un attimo in ordine tutto. Questi due mesi mi hanno scombussolato non poco. No, non faccio il solito universitario cazzone che per aver dato un esame in un anno si sente stanco, semplicemente sono uno studente universitario nella media, che dopo un semestre di studio e lavoro quasi senza sosta si sente stanco. E concedetemelo.
Uno dei miei primi pensieri? Naturalmente il blog. Troppo a lungo questo spazio ha sofferto della mia assenza. Potevo nel mio primo giorno di vera pausa, dopo un intero semestre, non mettermi a scrivere qualcosina per il mio spazio virtuale? Proprio no, quindi eccomi qui.

Bisogna mettere ordine. Troppe cose lasciate in sospeso anche durante il periodo di studio appena passato. La scrivania per esempio, diventata un infernale cubicolo intasato di tutto e di più. La macchina da scrivere sommersa da fogli scritti a metà, fermi. Il laptop che a stento riesce a trovare un suo posticino. Libri, libri e ancora libri, comprese le dispense, i quaderni, gli appunti, penne, matite, evidenziatori scarichi e nuovi, forbici e una pinzatrice (senza contare il fastidioso numero di puntine e graffette). Le Moleskine ancora infilate nella borsa, testimoni della mia mancanza di tempo anche solo per poggiarle sulla scrivania. Tuttavia non volevo che tornassero in questa versione disastrata del loro mondo; per loro la scrivania deve essere linda, lucida (nel senso scrittorio) e pronta ad accoglierle.

IO: Decisione di oggi: la scrivania deve essere riordinata.
DUENDE: Perché?
IO: Be’, sono tornato alla vita normale finalmente.
DUENDE: Dare degli esami non la definisci vita normale?
IO: Mi sorprendi, caro Duende. Ma ti rispondo che per la quantità di diottrie, ore di sonno e gradi di salute mentale che ho perso direi proprio di no. Adesso levati dalle palle e lasciami lavorare!
DUENDE: Be’, scusa…
IO: Non andare troppo lontano però.

Il sorriso da folletto che mi rivolge è uno dei più belli che io abbia mai visto in tutta la mia vita. Sa che il suo momento sta tornando.

Dunque rieccomi qui. Con un sacco di cose da dire, ma con il problema di non sapere da dove cominciare. Questo post forse è un piccolo inizio, così, tanto per tenersi un pochino in allenamento.
Questo post è una semplice miscellanea di pensieri pensati e subito scritti? Può darsi. Questo vuol dire che l’importante in questi giorni è fare ordine su tutto.

Un’ultima domanda: ma dove diavolo la metto tutta ‘sta roba? Sembra infatti che nel resto della mansarda non ci sia più spazio. Ci sono libri ovunque, manco fosse una biblioteca, e dispense universitarie che spuntano dagli scaffali. Dove cazzo la metto tutta ‘sta roba?
Una soluzione ci sarebbe: FUOCO E FIAMME! FUOCO E FIAMME!

Magari…
Ma anche no!

 

E.


Piccola postilla di inizio anno. Chissà, magari potrebbe dare vita a qualche nuovo post :)
Libri letti durante la sessione invernale 2012:

  • Stephen King, 22/11/’63;
  • Paolo Villaggio, La vera storia di Carlo Martello;
  • Ernest Hemingway, Festa Mobile;
  • Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.

Band/musicisti con le quali mi sono ripreso malissimo:

  • Pink Floyd;
  • Rob Zombie;
  • Stone Sour;
  • Eddie Vedder.

10 febbraio 2012

Consigli su come affrontare un Blizzard (black metal version)

Qualche consiglio, anche se tardivo, per non farsi cogliere impreparati la prossima volta che un dannato Blizzard colpirà l'Italia. Qui la migliore tradizione northern-ice-cold-darkness-black metal fa da padrona.

1. Pittatevi la faccia. Non importa come, ma l'importante è che i colori siano il bianco e il nero. Assumerete così le sembianze di una vera bestia del nord, a imitazione perpetua delle popolazioni nordiche e alle loro pitture di guerra;
2. Scioglietevi la coda e tenete i capelli a perpetua copertura del viso. Se non avete i capelli lunghi compratevi una parrucca (l'importante è che ogni capello se strizzato possa riempire una tanichetta intera di olio da motore);
3. Per gli uomini: mantenetevi a petto nudo e indossate solo un cappotto di pelle nera e dei pantaloni possibilmente della stessa pelle. Se poi la pelle deriva dalla conciatura di un cristiano, be', ancora meglio.
Per le donne: indossate gli abiti più sexy che avete in casa, l'importante è che siano neri e che le minigonne diano vita più a un 'vedo' che a un 'non vedo';

4. Rovesciate tutti i crocefissi che avete in casa, perché Dio non vi può aiutare in quanto non esiste, ma Satana sì;
5. Uscite e assumete quelle che gli esperti chiamano pose abbathiane. Nella foto potete vederne un esempio;

6. Se mentre siete per strada una persona vi saluta, rispondetegli con tono gutturale pronunciando frasi senza senso alcuno, l'importante è che al loro interno ci siano le seguenti parole: Satan, Burning a Church, Dark Lord, War, Paganism, Misanthropy, Christianity sucks, Ice, Cold, Axe, Fog, Screaming, Sabbath, e altre ancora (se siete in dubbio e la fantasia vi manca consultate pure un dizionario). È apprezzata la conoscenza della lingua norvegese, quindi, se siete capaci, usate quella;
7. Se accanto a casa vostra vi è un bel bosco, tuffatevici in mezzo, magari imbracciando un ukulele e facendo finta di suonarlo. Durante la finta è consigliato fare headbanging (v. scapocciare) a più non posso. Se siete dei batteristi usate pure il ceppo di un albero già abbattuto;
8.Se accanto a casa vostra sorgono delle antiche rovine, indossate un cappello da strega e correte tra di esse imitando le pose e le movenze del primo troll di montagna che vi venisse in mente;
9. Se, nonostante tutto, il freddo continuasse a tormentarvi le indolenzite membra, bruciate una chiesa. Per un buon black metaller sembra essere il metodo più semplice e sicuro per trovare un po' di tepore (o semplicemente per una grigliatina mista veloce);
10. Adorate e venerate Burzum (anche nella sua incapacità musicale).


Che altro aggiungere... in bocca al lupo per la prossima volta!
E che Burzum sia con voi!
(adesso voglio proprio vedere i commenti dei black metallers più incalliti)


E.

1 febbraio 2012

Alitalia, a love story!

Ovvero, quando ci sembra di rivivere il passato dal quale il presente non vuole imparare

 

Visti il maltempo che attanaglia tutta Italia e i disagi provocati da esso, sembra proprio che ogni anno non si riesca a prepararsi a dovere alla neve nonostante la stagione sia l’inverno, vi ripropongo un video che caricai su Youtube un paio di anni fa. Mi sembra che, a parte la diversa natura dei disagi che in queste ore stanno 'bloccando' la nostra vita, il video sia perfetto per la situazione.
Buona visione!

 

E.