9 novembre 2012

Passi di libri, passi di vita
Jack Kerouac, I sotterranei


Pensare che è passato più di un anno da quando ho scritto l'ultimo post di questa rubrica mi fa stare molto male. Come se avessi smesso di leggere, come se non avessi avuto più tempo per adorare e adottare nuovi libri.
Per fortuna non è stato così.
È anche vero che non sono uno di quelli che si vantano di leggere centinaia e centinaia di libri all'anno (e davvero non so come facciano), ma nel mio piccolo faccio il possibile.

Bene, passiamo al libro di oggi.
Jack Kerouac, considerato come uno tra i più influenti scrittori americani, nonché padre della beat generation, è molto famoso per il suo stile insolito, che lui chiama Prosa Moderna o Spontanea. Questo tipo di scrittura, secondo le sue parole, è composto da «ondate spontanee e prive di revisioni, rapide, mozzafiato, come il jazz».
E sono proprio ondate ininterrotte di parole a dar vita a I sotterranei. Paragrafi lunghi anche pagine e pagine senza la presenza di un punto, virgole a quantità, quasi un flusso ininterrotto di pensieri che si intersecano tra loro per dar vita alla narrazione vera e propria della storia.
Se devo ammetterlo, la lettura de I sotterranei non è stata facilissima. Prima di tutto non avevo mai letto niente di Kerouac. Secondo, non ero molto abituato al tipo di prosa usato dall'autore. Non c'è che da abituarsi a questo tipo di scrittura e vedrete che, superata anche pagina 20 o 30 (prendetevela pure comoda per acclimatarvi a dovere) la lettura scorrerà liscia come l'olio.
E passiamo subito a un estratto (in questo caso l'incipit):
«Una volta ero giovane e avevo le idee molto più chiare e sapevo parlare di tutto con intelligenza nervosa e con lucidità e senza il bisogno di tanti preamboli letterari come questo; in altre parole questa è la storia di un uomo insicuro di sé, al tempo stesso di un egomaniaco, naturalmente, non sto scherzando affatto - tanto per cominciare dal principio e lasciare che la verità venga a galla, ecco quello che farò -. Cominciò una calda sera d'estate  - ah, lei era seduta su un parafango con Julien Alexander che è... fatemi cominciare dalla storia dei sotterranei di San Francisco...»1
 Che dire, mi auguro solo che questo umile post vi abbia un po' incuriosito. Ovviamente, dopo la lettura di questo libro, ho già Sulla strada che mi aspetta (tra qualche libro lo leggerò).
Buona lettura!


E.


1. Jack Kerouac, I sotterranei, Mondadori, Milano, 2012, pp. 3

2 commenti:

  1. qualche mese fa ho letto Sulla strada e l'ho trovato tremendo, però son contenta di averlo letto perchè è un libro che ha fatto la storia e per dare dei giudizi su qualcosa è bene prima conoscerla

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    1. Eh mamma mia, è davvero così terribile?

      E.

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