29 ottobre 2012

Halloween
Una festa più italiana di quanto sembri


Sono anni e anni che, nei giorni che vanno tra l’ultima settimana di ottobre e la prima di novembre, il nostro paese viene investito da polemiche, comizi e dibattiti riguardanti l’appartenenza o meno della festa di Halloween alla nostra tradizione.
In televisione, in radio e nell’editoria assistiamo a un sempre maggiore coinvolgimento da parte di “esperti”, nella maggior parte dei casi una massa di ciarlatani demonofobici e falsi moralisti, che si scannano su dettagli infimi derivanti dal poco studio delle parecchie fonti disponibili a livello nazionale. Fonti che testimoniano in Italia la presenza di tale festa anche quando la festività di stampo americano, se così si può chiamare, ci era sconosciuta.
Se Halloween fosse solo una festa straniera e la sua importazione fosse dovuta solo a suggestioni cinematografiche, allora perché il quarto giovedì di novembre non ci inventiamo di festeggiare il Giorno del ringraziamento mangiando il famoso tacchino? Forse perché quest’ultima sembra non attrarre a dovere i giovani e meno giovani (anche se negli USA il culto del tacchino è sentito benissimo da tutti). Detto questo, sono convinto che ci sia una spiegazione più profonda al fatto che Halloween ha avuto così tanto successo nel nostro paese. Ma andiamo con ordine.

Le origini di Halloween sono da imputare all’epoca pre-romanica. Il periodo in cui si festeggiava tale evento (portante il nome di Samhain o Sauin) era considerato come una sorta di capodanno, un passaggio dalla stagione della luce, in cui le bestie venivano portate ai pascoli e si coltivavano i campi, alla stagione buia e fredda.
Gli antichi credevano che in questo periodo dell’anno il passaggio da una stagione all’altra rappresentasse anche una spaccatura spazio-temporale in cui il mondo dei vivi e dei morti entravano in contatto. In questo modo, si pensava che le anime dei defunti dessero vita a vere e proprie processioni per i villaggi, visitando le case dei loro discendenti. A questo proposito c’è anche da dire è sempre esistita una differenziazione in defunti considerati “buoni” e defunti “cattivi”. I primi sono spiriti amorevoli, in grado di proteggere i loro cari e di portare felicità nelle case che visitano. I secondi, invece, sono adirati e vendicativi, spiriti pronti a minacciare ritorsioni se le loro richieste di sostentamento non verranno accolte dai vivi (ricorda qualcosa?). Queste differenze diedero vita a riti di accoglienza e a vere e proprie misure difensive e scaramantiche.
Fin dal periodo pre-romanico era d’uso mascherarsi con pelli d’animali, fare dei grandi falò propiziatori e, per quanto riguarda i bambini e i poveri, fare delle lunghe questue in nome dei morti a scopo protettivo e scaramantico; a volte minacciando la venuta di qualche disgrazia se la richiesta fosse stata respinta.
Quando i Romani entrarono in contatto con le civiltà celtiche, identificarono Samhain con la loro Lemuria (o Lemuraria), l'insieme di feste che venivano celebrate tra il 9, l'11 e il 13 maggio (calendario corrente) per esorcizzare gli spiriti dei morti. I conquistatori, visto il sentimento che suscitava la ricorrenza celtica, decisero di lasciarla intatta.
Con l’avvento della Chiesa romana assistiamo, il 13 maggio del 610 d.C., all’istituzione della festività di Ognissanti da parte di papa Bonifacio IV. Il giorno venne dedicato al Pantheon, alla Vergine Maria e a tutti i santi. Si può supporre che la scelta della data derivi dalla Lemuria, nel suo giorno di massimo splendore.
La Chiesa tentò invano di cancellare le celebrazioni manistiche che non richiedevano, e non volevano, un suo intervento in campo (come Samhain), quindi decise, nell’VIII secolo d.C. di spostare la ricorrenza di Ognissanti al 1° novembre; questo avvenne prima solo a Roma. Entro il 1475, con papa Sisto IV, tutta la Chiesa d’Occidente si adeguò alla festività autunnale di Ognissanti, integrandosi così con i culti pre-cristiani dopo aver tentato inutilmente di cancellarli.

Quello che molti ciarlatani non tengono presente, è che il nome stesso della ricorrenza moderna deriva proprio dalla festività di Ognissanti. Infatti, il nome Halloween, deriva dalla contrazione dell’inglese All Hallows even’, letteralmente “sera di Ognissanti”. Per come la conosciamo oggi, anche grazie ai film di matrice americana, la festività deriva dall’importazione in territorio statunitense di usanze riscontrabili in Irlanda e in Scozia grazie alla forte migrazione di tali popoli avvenuta nel XIX secolo.
Non facciamo l’errore di pensare che tali usanze divenute americane non trovino un riscontro con la nostra tradizione.
Nel nostro territorio assistiamo, fino a pochi decenni fa (precisamente fino al secondo dopoguerra), alla presenza di tradizioni e culti rivolti ai morti che hanno tutta l’aria di condividere l’origine con il moderno “dolcetto o scherzetto”.
A quanto pare, nemmeno l'utilizzo della zucca è prerogativa esclusivamente americana. A Raiano, in provincia di l’Aquila, nel 2003 Damiano Venanzio Fucinese scrive che «un tempo, fino a una cinquantina d’anni fa, i ragazzi preparavano la checòcce, le zucche. Vuotavano delle grandi zucche e ci praticavano dei fori che riproducevano il naso, gli occhi e la bocca; un grosso buco alla base consentiva di introdurvi una candela accesa». Ancora, Lombradi Satriani e Meligrana, scrivono che a Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, «fino a qualche anno fa, nel giorno dei morti i bambini andavano per le case, portando una zucca svuotata e lavorata a mo' di teschio, nel cui interno era accesa una candela. Con questa maschera mortuaria chiedevano: 'ndi dati i beneditti morti? ricevendone in cambio cibi e più raramente soldi». Testimonianze riguardanti zucche intagliate non mancano nemmeno in Sardegna e in qualche zona del Friuli.
In tutto il territorio italiano troviamo testimonianze di grandi cene in onore dei morti, di gruppi di bambini che bussavano alle case per ricevere qualcosa da mangiare, di travestimenti terrificanti e di giochi la cui funzione era la protezione dagli spiriti maligni. In Friuli, in Veneto e in Piemonte sono forti le testimonianze di bambini e poveri che bussavano di casa in casa chiedendo qualcosa da mangiare. Molte volte i bambini minacciavano anche uno scherzo o un dispetto, oppure la venuta di uno spirito maligno, se la loro richiesta non fosse stata accolta dai padroni di casa.
Non mancano i riti di accoglienza dei morti nelle proprie case. Per quanto riguarda la Liguria, Giardelli scrisse che la mattina di Ognissanti «bisogna preparare ben pulite e riordinate le camere e alzarsi presto per lasciare il letto ai morti, stanchi del viaggio. Si avrà inoltre l’avvertenza di porre del cibo sulla tavola, perché possano rifocillarsi». Questa usanza si trova in tutta Italia e riguarda le anime benigne di cui ho parlato sopra. Per farsi un'idea più precisa riguardo alle tradizioni italiane, comunque, consiglio la lettura del libro Halloween, nella notte che i morti ritornano, di Baldini e Bellosi.

Nonostante tutte le prove riguardanti le usanze in comune con Halloween in territorio italiano, i ciarlatani continuano ancora nella loro strenua battaglia contro tale festa, definendola solo un fenomeno commerciale e demoniaco derivato dall’influenza della cultura statunitense. Non hanno tutti i torti per quanto riguarda la commercializzazione che tale festa ha subito, però sembra che il boom di Halloween sia dovuto proprio a un sentimento derivato dalle nostre tradizioni, tornato finalmente alla ribalta e che sembra non voler andarsene.
Le zucche, i costumi e il “dolcetto o scherzetto” sono solo un fenomeno commerciale? Andatelo a dire a coloro che festeggiavano in tal modo prima che tali usanze venissero etichettate come futili riti atti solo al divertimento dei piccoli.
Da quello che sembra, questo improvviso boom è dovuto non tanto a un influenza statunitense o demoniaca sui i nostri stili di vita, ma di una riscoperta delle nostre vere tradizioni.
Per quanto riguarda la Chiesa, sempre in prima linea contro Halloween, vorrei dire solo una cosa: questa festa porta con sé una vena spirituale pari a poche altre, e anche se i suoi simboli sono di discendenza pagana, non dobbiamo dimenticare che anche il Natale e la Pasqua (per citare le maggiori) adottano simboli e figure derivanti dalla tradizione pre-cristiana. Senza contare il fatto che la stessa Vergine con Bambino è un simbolo che ci deriva dalla cultura egizia.
Perché dunque questa battaglia spirituale portata avanti con tanta presunzione (atteggiamento tipico dell'ambiente ecclesiastico)? Forse per ignoranza. E sappiamo anche che tale caratteristica, se usata nel modo giusto, ha sempre avuto il suo tornaconto; e questo la Chiesa lo sa bene.


Detto questo, buon Halloween a tutti!


E.

22 commenti:

  1. Grazie per le informazioni. Pensavo, anch'io come tanti, che fosse solo una festa commerciale.
    Grazie grazie.

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  2. Della zucca in Sardegna non so niente ma ai tempi in cui era bambino mio nonno buon'anima la festa dei morti si celebrava ancora anche in città - e in certe campagne si è continuato fino agli anni '60 inoltrati: i bambini giravano per il vicinato chiedendo... quello che c'era. Dolci nemmeno a parlarne (e chi li aveva!) però si potevano ottenere delle mandorle e delle castagne :) una festività oggi del tutto dimenticata, se si esclude la sua "recrudescenza" importata d'oltre oceano.

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    1. Beati i nonni e le loro testimonianze. Mia nonna invece mi raccontava che nel suo paese, Faedis (UD), si usavano le zucche intagliate e che una volta si è presa anche un bello spavento a causa di certi ragazzi del paese.

      E.

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  3. Avevo sentito dire che è nata dalle nostre parti. D'altra parte, al di là di come è commercializzata, se ci si sofferma si può trovare in questa festa un clima ed un origine non americano.

    Il problema secondo me è che in Italia è tornata di moda non ripensando al fatto che nei secoli fu una festa nostra, ma solo perché negli USA la fanno. Quindi oltre al danno di copiare il modo di festeggiare degli USA, la beffa di non accorgersi che in realtà la festa è nostrana.

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    1. Diciamo che l'origine non è prettamente italiana, appartiene alle popolazioni celtiche (che si trovavano in buona parte d'Europa).

      E.

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  4. Finalmente qualcuno che è informato sui fatti storici!
    Non riesco mai a far capire alla gente che Halloween non è "una roba da pagani fanatici o un'americanata", ma fa parte delle nostre tradizioni, specialmente per noi che ci troviamo nel nord Italia. E non è nemmeno una cosa celtico-leghista, è semplicemente conoscere la nostra storia.
    Proprio la scorsa settimana sono andata al funerale di una signora del paese e il parroco, nella sua predica finale, ha inveito contro Halloween dicendo che "i nostri morti non camminano fra le zucche in mezzo agli schiamazzi della gente, come purtroppo siamo costretti a subire con queste feste importate, ma dormono sonni tranquilli e bisogna ricordarli in silenzio, raccogliendosi nella preghiera". Gli avrei sputato in faccia! Innanzitutto uno è libero di trascorrere come meglio crede questo giorno di FESTA NAZIONALE e poi non ha fatto altro che dimostrare la sua più completa ignoranza con queste parole!!

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    1. No be', sul nord Italia non ti do proprio ragione. Testimonianze di tali usanze si hanno in tutto il paese :)
      Potresti far leggere al parroco il mio articolo o il libro che nomino all'interno di esso!

      E.

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    2. Ah ma io il parroco meno lo vedo, meglio è...

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  5. Grazie perr questo post. Spero che qualcuno si ravveda.

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    1. Speriamo dai :)
      Sempre che quelli che si devono ravvedere capiscano che non voglio fare il professorino del cazzo, ma solo chiarire alcuni concetti che molte volte vengono travisati.

      E.

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  6. Ci voleva un chiarimento come il tuo! Nella speranza che faccia tacere definitivamente chiacchiere e polemiche su Halloween

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    1. Tanto non si riuscirà mai a far tacere coloro che credono di essere migliori di altri solo perché indossano una sottana considerata sacra o per il semplice fatto che baciano il sacro posteriore dei preti di cui seguono alla lettera le prediche (a volte pura e semplice propaganda).
      Dico solo che un po' più di visione analitica delle informazioni che ci propinano ogni giorno farebbe solo che bene.
      Comunque grazie :)

      E.

      E.

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  7. "Halloween appartiene in pieno all'Europa; semplicemente non si chiamava Halloween nell'Europa meridionale: si chiamava Ognissanti. Ma appartiene a noi: sia nell'Europa settentrionale che nell'Europa meridionale. Ma attenzione: non appartiene alla parte dell'Europa illuminata dalla cultura, ma alla sottocultura, agli esseri inferiori, vale a dire alla cultura contadina. I contadini sono sempre stati considerati esseri inferiori, al punto tale che le parole che indicano contadino - cafone, buzzurro - sono parolacce. I contadini festeggiavano Halloween per conto loro: io ho partecipato personalmente a una di queste processioni nel Canton Vaud, in Svizzera. Se chiedete a persone molto anziane, di 70-80 anni, non tutti evidentemente, ma alcuni vi diranno che la notte di Ognissanti si faceva, senza il prete, una processione, dove si usavano le piccole zucche - non le grosse zucche statunitensi: le nostre zucchette piccole - svuotate e con dentro una candelina; quindi, nel buio totale, queste zucchette sono delle sfere appena luminescenti. Era la festa dei Santi - i miei Santi: nonno Luigi e nonna Carmela, non santa Caterina da Siena e san Francesco d'Assisi - quindi e' una zona di ombra, dove si incontrano i vivi e i morti, ed era la festa delle streghe. Le streghe, che non sono state perseguitate nel Medioevo, ma nell'Evo moderno, e sono state perseguitate piu' in ambiente protestante che in ambiente cattolico - questo molti non lo sanno - erano per il 94% dell'ambiente contadino: erano le donne che curavano con le erbe e assistevano i parti. Qualche volta queste donne facevano disastri, nel senso che sbagliavano il dosaggio delle erbe, che non potevano misurare in milligrammi: basta che la foglia sia stata al sole o all'ombra e il dosaggio della digitale cambia; oppure scatenavano disastri involontariamente, perche' loro curavano prima Beppe che aveva l'erisipela, poi andavano a curare le due partorienti e chissa' come mai tutti prendevano lo streptococco. Peraltro, i medici non facevano meno disastri: basta vedere l'episodio di Semmelweis. La strega apparteneva al mondo contadino: era stata portata via e non l'avevano protetta; quindi Halloween e' anche la festa del perdono, dove si chiede perdono e si da' il perdono, ci si rivede coi propri morti ed e' la festa delle luci nascoste dentro le zucche." (Silvana De Mari, Melog - La realta' condivisa, puntata del 30 ottobre)

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    1. Bisognerebbe stamparlo e appenderlo su tutti i portoni di tutte le chiese.

      E.

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  8. Oramai si commercializza tutto.
    Però a me piace la lettura irlandese, ossia l'inizio di un nuovo anno.
    Detto ciò.
    Lo vuoi un panettone per natale? 1 a 5 €, 3 a 10 €.
    :)

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    1. Solo se mi ci aggiungi una bottiglia di spumante per panettone ;-)

      E.

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  9. Gran bel post...qualcosa conoscevo, ma molte altre mi erano ignote...
    Applausiiii!

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  10. Un conto è quello che sembra, un conto è quello che è:
    http://www.santaruina.it

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    1. Va be', hai voluto fare un po' di spam.

      E.

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E.