16 agosto 2012

16/08/2012
happy b-day C. Bukowski

Sono seduto alla scrivania. Il caldo mi opprime. Fottuta estate, sempre odiata da quando ero bambino.
Piccole gocce di sudore mi rigano il volto. Ogni cinque minuti devo fermarmi per passarmi un fazzoletto sul volto, per asciugarlo. E dicono che l'estate sia la stagione dell'allegria... a me sembra quella dei fottuti masochisti. Pensateci un po': passano ore e ore a dormire sotto il sole, lamentandosi poi se la pelle gli si brucia. Coglione, vorrei dirgli, ti sta bene, te la sei voluta. Probabilmente se dicessi una cosa del genere verrei subito attorniato da una schiera pressoché infinita di sbarbatelle in bikini che reclamano i propri diritti e che puntano il dito contro quello che vedono come simbolo incarnato del maschilismo più becero. Ma andate a sdraiarvi ancora sotto il sole, dico io, non ho certo bisogno del vostro starnazzare, anzi, magari stasera mi mangerò le vostre belle chiappette cotte alla piastra.
Magari ci sarà ancora qualche invettiva da parte di quelle femministe improvvisate, ma poi basta. Il mio pensiero, in quel momento, sarà rivolto solo alla tenera carne delle loro chiappe cotte al sole, magari condite con un goccio d'olio d'oliva e una spruzzatina di succo di limone. Paradiso del cannibalismo.

Qualcuno passa per strada, una figura familiare, e attira la mia attenzione. Mi alzo di colpo e appiccico il naso alla finestra, tirando le tende. Do un'occhiata all'orologio, poi rialzo lo sguardo.
Eccolo, è lui. Sempre alla stessa ora, ogni giorno che passa. Il suo tragitto è semplice, lineare: esce di casa, fa qualche decina di passi, entra nel negozio di liquori all'angolo della strada e poi torna indietro.
È lo scrittore. Sì, è lui. È quello che non piaceva né a mia madre né a mio padre. Chissenefrega, io impazzivo per i suoi racconti.
Il suo stile è semplice e scarno, potente però come un pugno che ti colpisce in pieno volto. Quando leggi ti senti male, perdi sangue e ti viene da vomitare. Non perché non sia bravo, attenzione, ma forse perché è proprio uno scrittore con le palle. Di quelli che non glielo metti nel culo.
Rimango fermo. È entrato nel negozio di liquori. Guardo l'orologio, due minuti e sarà fuori.
Eccolo... come da programma.
Forse dovrei scendere di corsa anche solo per stringergli la mano, complimentarmi per il suo lavoro.
No, forse domani.
Però sono due anni che dico 'no, forse domani'.
Ah, 'fanculo al domani.
Mi tiro su i pantaloni, infilo le pantofole e esco di corsa da casa. La porta sbatte, rumore di legno scheggiato. Che mi facciano causa.
Oggi è il giorno giusto, mi dico. Oggi è il giorno giusto.


Cheers, man...


E.

10 commenti:

  1. Io odio il caldo con tutta me stessa, la mia pelle non lo sopporta (sono decisamente diafana) e nemmeno il mio corpo. Dovremmo creare un manifesto di protesta contro le tipe in bikini che pensano solo al segno del costume :)

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    1. Ecco che mi segnava il tuo commento come spam.
      Eh eh. Per le tipe in bikini mi trovi sempre pronto ;)

      E.

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  2. Me piace! (da leggere alla romana, come sai fare te... e anche Er Micio)

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  3. Di B. mi piace la poesia "e così vorresti fare lo scrittore?"
    (qualche giorno lo parafraserò con un post "e così vorresti fare il blogger?")
    ... e la citazione "La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ne impiega troppo"

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    1. Riletta proprio ora, con estremo piacere :)
      Grazie del commento!

      E.

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  4. Noto che il caldo ti ha dato alla testa e vedi fantasmi nella nostra bella città! : ))

    Ciao Cri

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    1. In verità immaginavo di essere nella Los Angeles degli anni '80 :)

      E.

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    2. Uhm mi hai tratta così bene in inganno : )))
      ....aggiungo che mi piace come hai scritto...
      Ciao : )

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