29 giugno 2012

Personaggi.
Quanto di noi stessi possono sopportare?


Per favore, non venitemi a dire che la costruzione di un personaggio stràfico, un fusto a metà tra il più spietato Michael Madsen e il più alcaponiano-mafio-italoamericano Joe Pesci, non vi è costato giorni e giorni di lavoro. Senza ovviamente mettere parte di voi stessi nella loro personalità. Forse è meglio se mi spiego un po' meglio.

Ho notato che nei miei ultimi scritti (ancora non pubblicati sul blog) e in tutti gli altri, i personaggi erano troppo simili a me (forse solo qualche personaggio secondario non presentava questa caratteristica). La loro definizione non mi costava alcuna fatica e sono arrivato alla conclusione che, oltre a essere stati costruiti in maniera non troppo approfondita, i loro gusti e molte delle loro caratteristiche sono esattamente le mie. Cosa molto utile per fare un po' di auto analisi, ma che non fa molto bene alla fantasia secondo me.
Mi sono reso conto del fatto che la trama aiuta uno scrittore a crescere, ma anche la costruzione di personaggi memorabili fa la sua porca figura. Forse è il punto più importante nella formazione di un racconta storie.
Quanti scrittori si sono resi conto di essere arrivati solo quando sono riusciti a mettere a punto un personaggio completamente estraneo al proprio ego?
Quanti personaggi memorabili si sono rivelati essere l'esatto opposto del loro creatore?
È verissimo il fatto che bisogna mettere sempre se stessi in ciò che si fa, ma a volte fa bene mettere da parte il proprio ego e spingersi più in là verso universi e pensieri che mai avremmo potuto immaginare. Aprire la mente verso parole che mai avremmo pensato di scrivere, questa è la missione. Creare un personaggio da zero e farlo crescere man mano che la storia procede.

Lo scrittore è dio. È colui che decide vita, morte e miracoli delle sue creature.
Lo scrittore è colui che si lascia trasportare dalla storia, ma che in ogni caso mantiene sempre un subconscio controllo di ogni aspetto di essa. Tante volte mi sono ritrovato nella situazione di farmi trascinare dalla storia, ma dentro di me sapevo che essa, per una sua buona riuscita, esigeva sempre un mio profondo controllo.

Mi pare fosse stato Bukowski a dire che un buon scrittore non scrive nulla di valido se non prima di riuscire a estraniarsi dai protagonisti delle sue storie.
Io ci voglio provare, non ho molto tempo, ma sono già al lavoro.
E voi cosa ne pensate?


E.

14 commenti:

  1. Io credo he i personaggi di uno scrittore non muoiono mai quindi lo scrittore stesso è in qualche modo eterno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che tu ti riferisca a "Lo scrittore è dio. È colui che decide vita, morte e miracoli delle sue creature."
      Io intendevo la storia in sé, ovvio che molti personaggi e scrittori sono immortali :)

      E.

      Elimina
  2. Penso che sia normale metterci del proprio in quello che si scrive, specie nel carattere dei propri personaggi, però forse l'abilità di uno scrittore sta proprio nel riuscire a creare qualcuno la cui personalità è diversa dalla propria, un po' come fanno gli attori.

    RispondiElimina
  3. Farei di tutto per non parlare di me stesso nelle mie storia. Non ci riesco, ma un po' alla volta ne uscirò:-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A chi lo dici. Mi ritrovo troppo in alcune cose che scrivo.

      E.

      Elimina
  4. Io penso che non ci riuscirei mai, io che parlo e scrivo quasi esclusivamente dei miei ricordi. Della mia vita. Mi piacerebbe tantissimo estraniarmi da ciò che scrivo e farne uscire qualcosa che viva di vita propria.

    RispondiElimina
  5. Mi pare che Bukowski sia stato invece tra i più solerti a parlare in prevalenza di sé stesso, per lo meno della sua visione del mondo, il che, poi, a mio modesto avviso, configura di solito la migliore predisposizione artistica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lui sì, ma forse diceva così proprio perché non si considerava un buon scrittore (cosa per il quale lo prenderei a schiaffoni se me lo trovassi davanti).

      E.

      Elimina
  6. Dilemma non facile.... Estraniarsi completamente da una propria creatura diventa spesso , problematico.... Senza accorgercene mettiamo dentro qualcosa di personale.Inventiamo qualcosa su noi stessi, ci astrarremmo più facilmente?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mah, chi mai può dirlo.
      Di certo è una bella sfida :)

      E.

      Elimina
  7. Secondo me è praticamente impossibile estraniarsi completamente. Partiamo sempre e comunque da noi e dalle nostre esperienze, anche tentando io l'ho sempre trovato difficilissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh già, è proprio quello il problema. Anche perché, le prime esperienze di scrittura quali sono per chiunque? Il tema che ti fa descrivere una tua vacanza o la tua giornata e, per on dimenticarlo, il diario.

      E.

      Elimina

Cari lettori, ho deciso di aprire i commenti anche agli utenti anonimi però, vi chiedo per favore, firmatevi. Così almeno potrò chiamarvi per nome e non "Anonimo".
Vorrei inoltre ricordare che non siamo qui per insultarci e/o insultare a caso, ma solo per esprimere le nostre opinioni(che non contengano insulti gratuiti ed espliciti riferiti al contenuto dei post). Commenti con insulti al sottoscritto o alle persone che commentano i post verranno sistematicamente cancellati, oppure potrei tenerli ma solo per sfottervi un po'.


E.