6 giugno 2012

Pause/Break


E poi ci sono quei giorni in cui riesci a fermarti per un momento. Pensare, riflettere. Persino riuscire a elaborare un unico pensiero senza che la sua linea d'onda venga continuamente disturbata dalle preoccupazioni quotidiane.
Ti siedi e pensi. Nessuna barriera.
I libri sono lì, fermi e muti. La stessa cosa vale per quelle fottutissime carte che il capo ti aveva ordinato di finire prima di subito.
Tranquillo, puoi fermarti. Nessuno interferirà nel tuo rapporto intimo col pensiero che poco a poco investe le tue sinapsi scorrendo come acqua all'interno del tuo cranio.

Ah cazzo, ci sono altri compiti da sbrigare!

La tua mano è già protesa verso la penna, la tastiera pronta ad essere maltrattata. Mille mail da spedire, mille pratiche da sistemare, mille cartellette di carta gialla da consegnare.

No, fermo.
Pensa al muratore che finalmente può concedersi una buona sigaretta tra una badilata di malta e l'altra. La sua mente è libera, al massimo pensa solo a ciò che farà a casa; che con molta probabilità sarà stendersi sul divano per guardare un po' di tv prima di sedersi a tavola per mangiare.
Pensa a come se la gusta quella sigaretta.
Pensa alle sue membra indolenzite e doloranti che finalmente trovano un attimo di pausa.
Pensa all'importanza di quei cinque minuti.
Cinque minuti, il tempo di una sigaretta.
L'unica differenza tra te e il muratore sono gli organi usati per lavorare. A lui è toccato il lavoro manuale, una bella bestia se solo pensi al sole che picchia d'estate o ai pinguini che girano d'inverno.
A te tocca il lavoro congeniale: carte, carte, carte, carte.
Fermati, dunque.
Pensa che quelle braccia e quelle gambe indolenzite siano la tua mente. Anch'essa ha bisogno di una piccola pausa. Sarà pure una macchina perfetta, ma troppo lavoro fa male a tutti.
Cinque minuti, ti dico, giusto il tempo di una sigaretta.

Inutile, ce l'ha sempre vinta lui, eh?!
Adesso fermati pure. Cinque minuti non hanno mai fatto male a nessuno. Dopo un po' di riposo il lavoro scorre anche più tranquillo.
Fidati, è così.


E.



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