31 maggio 2012

Il tempo di una sigaretta


Pochi minuti.
Solo pochi minuti di scrittura.
So che in questo momento dovrei studiare, ma la tentazione è troppo forte.
Cinque minuti. Giusto il tempo di una sigaretta. Giusto il tempo di estraniarmi un po' dal libro di arte e vagare col pensiero.
Avevo voglia di prendermi un momento, di mollare tutto e farmi così un po' di cazzi miei. Purtroppo, però, il rimorso è sempre pronto ad azzannarmi il collo coi suoi denti appuntiti. Il suo alito fetido mi riempie le narici, provocandomi più di qualche conato di vomito accompagnati dalla solita stretta allo stomaco.
-Studia, studia!- mi dice. -Sei indietro rispetto ai tuoi programmi!-
Se è per quello mi sembra sempre di essere indietro con lo studio. Ma vaffanculo! La sigaretta non è ancora finita e la matita scorre bene sul foglio.
Frucio di graffite e profumo di carta immacolata. Una buona carta, questa. Adatta alla scrittura.
Solo qualche tiro poi basta. 'Fanculo, voglio godermi ogni momento di questa pausa.
Scrivere senza avere un motivo. Questa è vita.
Il pensiero è l'unica cosa libera che ci rimane. Non esistono catene né recinti. Ma forse quest'ultima parte è un po' troppo scontata.
Ultimo tiro.
Sigaretta finita.


E.


MOL1, pp. 117-119

4 commenti:

  1. Capita sempre anche a me.
    Il fatto è che se non assecondo immediatamente quel bisogno di scrivere per "cazzi miei" non riesco a fare altro. Posso avere da studiare, da lavorare, da mandare avanti la casa o da salvare il mondo, ma se non scrivo quel qualcosa che mi solletica e mi pungola, non possono andare oltre. Si tratta di un'esigenza quasi fisica, sacrosanta.

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    Risposte
    1. Alla fine bastano solo 5 minuti :)
      Ora come ora devo accontentarmi di quello per continuare, visti gli impegni universitari che non mancano mai.

      E.

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  2. Wow come mi piace questo testo scritto così di getto, spontaneo e chiaro nei concetti, sciolto e veloce come la sigaretta che hai appena fumato! Bravo....ciao : )

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