3 aprile 2012

Leggende Friulane
La veste della giovane morta


Eccoci qui con un'altra leggenda friulana.
Quest'oggi siamo a Trieste, città che, come tutto il Friuli, è ricca al suo interno delle più svariate leggende riguardanti sia il mondo reale che quello della superstizione.
Con questa leggenda impariamo una grande verità: il morto è morto, meglio non disturbarlo con i nostri sciocchi desideri mortali.
Non a caso il testo che vi propongo oggi ha un argomento in comune con quella della settimana scorsa (link): una sorta di sacralità e il potere derivato dalle vesti appartenute o che si trovano sotto l'influenza di un defunto.
A voi la leggenda:

«In Cittavecchia, a Trieste, viveva una sartina chiamata Ninetta. Una volta fece una scommessa: durante la notte sarebbe riuscita a tagliare un pezzetto del vestito di una morta nella cappella mortuaria sul colle di San Giusto per poi portarlo a casa. Così s'incamminò. Raggiunta la cappella del Cimitero vi trovò la salma di una giovane defunta e velocemente le tagliò un lembo dell'abito. Poi corse a casa e vi arrivò quando ormai suonavano le undici. La sartina mise il pezzo di stoffa in una scatola e si coricò. A mezzanotte fu svegliata da un rumore sinistro che la fece alzare nel letto e guardarsi attorno. In quell'istante la porta della camera fu spalancata e lentamente entrò la morta di San Giusto.
La povera Ninetta rimase pietrificata dalla paura mentre l'altra avanzava dicendo: «Perché mi hai derubata? Ora dovrai ricucire il lembo di stoffa proprio dove l'hai tagliato!». Ninetta tutta tremante prese il pezzo di stoffa dalla scatola e, come meglio poté nella sua paura, lo ricucì. Dopo l'ultimo punto il fantasma scomparve.
Il mattino dopo Ninetta fu trovata  stesa per terra, ancora in camicia, nel mezzo della camera. In mano teneva l'ago e lo agitava in aria: era uscita di senno.»

E qui la domanda di rito: cosa ne pensate di questa storia appartenente alla tradizione popolare? Se volete fatemelo sapere.
Vi informo da subito che sto lavorando ad un paio di post che ritengo, per quello che valgono, abbastanza interessanti, sia da un punto di vista storico ché di tradizione popolare. Un solo indizio: Cividale del Friuli. Ovviamente non saranno i prossimi post che pubblicherò, in quanto necessitano di un lungo lavoro anche di documentazione per poter finalmente vedere la luce su questo blog.
A presto!


E.

1. Anton von Mailly, Leggende del Friuli e delle Alpi Giulie, Editrice Goriziana, Gorizia, 1986, p. 55

10 commenti:

  1. Sempre interessanti i tuoi post! ;)

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    1. Ok, mi fanno schifo e li leggo per puro masochismo :)

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    2. Mi piace come spiegazione ;)

      E.

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  2. Non conoscevo questa leggenda e grazie di averla condivisa con noi.

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  3. Per caso quando ti riferisci a Cividale intendi dire che parlareai anche del Ponte del Diavolo?
    Ne parlai a suo tempo anche io; ritengo che sia una delle leggende friulane più belle.
    Ciao.

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  4. Ogni regione ha delle legende tutte sue, mi piace scoprirne di nuove... :)

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