27 gennaio 2012

Hey! C'è un Secco in biblioteca! pt.4


Infine ci siamo. Tra neanche un paio di ore finirò il turno ridotto di oggi e mi appresterò ad abbandonare il mio posto di lavoro. 150 ore. Traguardo raggiunto. Non so ancora se essere felice o triste, ma so che in un modo o nell'altro la quotidianità dettata dal lavoro mi mancherà.
I due sentimenti continuano a scontrarsi, portando con loro le giuste motivazioni. Pensa che non tornerai più a casa stanco morto, potrai andare a letto anche un po' più tardi e dedicarti così alla scrittura e al blog... verissimo. Pensa che avrai più tempo per studiare... vero anche quello. Pensa che le tue giornate ormai non saranno più scandite dagli orari della biblioteca... vero, ma saranno scandite dal ritmo dello studio. Pensa che non dovrai più svegliarti tutte le mattine alle 6.40 per prendere l'autobus... su questo ho qualche dubbio. Pensa al fatto che ti stava piacendo quel lavoro, e che saresti disposto a farlo per tutto il tempo che ti rimane da passare in università e anche oltre se non riesci a trovare di meglio... su questo non ho niente da dire, giustissimo.
Queste e mille altri pensieri scorrono per le mie sinapsi, intrecciandosi in mille nodi elettrici.

A pensarci bene penso che questo posto mi mancherà.
Mi mancherà il contatto giornaliero con migliaia di opere in lingua originale e degli autori più diversi.
Mi mancherà l'atteggiamento quasi informale (dico quasi) che ero riuscito ad instaurare con la responsabile e qualche professore.
Mi mancherà il fatto di ricoprire un posto di responsabilità all'interno dell'università; tutto quello che vuoi ma essere bibliotecario è una bell'affare, soprattutto perché quello che gestisci è un vero e proprio tesoro culturale.
Mi mancheranno i dubbi imbarazzanti dei professori riguardo alle reali collocazioni dei libri (non difficili) e la loro incapacità (solo per alcuni) di riporre i libri in ordine all'interno dell'armadio. Sembra che questi punti vadano ben aldilà delle capacità di alcuni (e alcune) di loro.
Mi mancherà la sensazione di estremo potere derivata da coloro che si scusano per aver riportato un libro in ritardo (qua scherzo!).
Mi mancherà il profumo dei libri, vecchi e nuovi, che per qualche ora al giorno riempie i miei sensi facendomi toccare con mano il significato della parola 'pace'.

Ok, basta. Non voglio rischiare di cadere nel melodrammatico. Non ne ho alcuna intenzione.
Il pensiero che mi conforta e che tra un po', non so di preciso quando, arriveranno i soldini e così potrò finalmente procedere con un certo acquistone che ho in progetto da anni; sempre che all'ultimo minuto non vengano fuori esigenze di altro tipo (sempre meglio essere prudenti).

Bene. Con oggi si chiude la rubrica sulla mia esperienza in biblioteca (o forse ci sarà solo un altro post). Vi saluto e vi auguro di passare una buona giornata.
Devo finire il mio ultimo turno. Capitemi.
A presto.


E.

16 commenti:

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    1. Be', è anche da ottobre che ci sono dietro XD

      E.

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    2. Quello è vero, e al momento ti invidio solo l'avere più tempo e calma per studiare!

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    3. Su questo ti do ragione. Ne è cosa da poco.

      E.

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  2. Però è vero, un po' mancano queste esperienze quando finiscono.

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  3. Ci fossero bibliotecari come te, le cose girerebbero decisamente meglio!
    Coraggio mai dire mai!

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    1. Mi sono appena accorto di avere ancora un po' di commenti ai quali rispondere. Scusate il ritardo!

      Ma dai :) mi fai arrossire sai...

      E.

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  4. Uff, devo restituire l'Ageno (la temibile Ageno!) e speravo proprio di trovarti! :D

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    1. Ageeeeeeeeeeeeeeeeeeno! Eh, pensa che è colpa di filologia ;)

      E.

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  5. Di sicuro ci raggiungerai con altre elettrizzanti notizie!

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    1. Eh, ci vuole del tempo. Almeno un'altra decina di giorni.

      E.

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  6. Ti capisco bene!! In questi casi gli scontri tra sentimenti contrastanti sono la cosa che mi uccide... :)! Ma poi tutto si assesta e passa.

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    1. Dipende :) A volte ci sono anche situazioni che possono non risolversi mai, ma meno male che non mi sono ancora capitate.

      E.

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  7. nonostante tutto quando un'esperienza finisce dispiace sempre un po' ...

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E.