24 dicembre 2011

Per un buon Natale…

Ci toccano gli auguri, ma prima lasciatemi dire una cosa alle persone credenti.

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Questa notte volete veramente pregare in onore di Gesù? Fatelo a casa vostra in compagnia dei vostri cari e delle persone a cui più tenete.
Provate a seguire qualche mio piccolo consiglio.

Non mettete piede in luoghi costruiti sul sangue di mille e mille e mille innocenti bruciati vivi perché considerati eretici e coi soldi della povera gente.
Non ascoltate le parole di uomini che pretendono di predicare la povertà indossando abiti riccamente addobbati e ricamati.
Boicottate il Vaticano. Si regge solo grazie ai vostri soldi e al potere di cui lo investite. Non permettetegli di controllarvi, di bloccare il vostro metro di giudizio, di manovrarvi la vita.
Non date alla Chiesa, istituzione criminale il cui intento è solo quello di arricchirsi sulle vostre spalle, questa soddisfazione.
Loro non sono dio e di certo non andrete all'inferno per aver rifiutato di piegarvi al loro volere. Cominciate a mostrargli che il benessere della vostra anima non è loro prerogativa. Cominciate a dire no a tutte le discriminazioni che portano avanti da secoli e secoli.

Detto questo, auguro a tutti coloro che credono un Buon Natale.
Per tutti gli altri... buone feste!

 

E.

22 dicembre 2011

Solo io, e la Lettera 25


Non ci credo. Sei giorni dall'ultima annotazione sono davvero troppi.
Finalmente un po' di tempo da dedicare alla mia cara MOLESKINE. Il mio diario di scrittura, lo scrigno dei miei pensieri.
È incredibile come nel giro di un paio di settimane la scrittura del romanzo abbia risucchiato ogni mio pensiero concentrandolo su di essa. Secondo lei non ho una decina di racconti vecchi da correggere, non ne ho uno da pubblicare sul blog e, soprattutto, non esiste quel foglio scritto a mano in cui riposa, ormai da una settimana, un incipit (che a mio parere è ottimo) per un altro racconto.
Niente.
Non deve esistere altro. Neanche il blog.
Ogni tanto riesco a ribellarmi a quella pila di fogli che giorno dopo giorno diventa sempre più alta, ma mi accorgo fin da subito che ogni mio pensiero è rivolto alla Lettera 25 e alla crazione di un mondo tutto mio.

...

Ecco.
I pensieri verso il romanzo sono tornati con la loro imbattibile forza, sicuri che non oserò oppormi alla loro invasione.
Niente barriere.
Niente rifugi.
Niente scuse.
Niente rimorsi.
Solo io, e la Lettera 25.
Che il blog abbia pietà di me. E anche voi (che vi sto trascurando un po' troppo).



E.

P.S.: devo finalmente decidermi a stilare, sul quaderno MOLESKINE, la lista dei personaggi. Così da non dover aprire ogni volta il taccuino e perdere così tempo prezioso a cercare le annotazioni che li riguardano tra decine e decine di apgine fitte di scrittura. Sarebbe una buona idea.



MOL1, p. 74-77

20 dicembre 2011

Lettera a Dio



Caro Dio (o come diavolo vuoi essere chiamato),
come butta?
So benissimo che è un po' di tempo che non mi rivolgo a te. Ricordo ancora l'ultima volta: è stata più di 7 anni fa, quando ti maledissi per aver permesso che mio fratello finisse sotto un treno che gli avrebbe amputato di netto il braccio sinistro e metà gamba sinistra.
So benissimo di non essere stato credente in questo periodo di tempo, o meglio, di essermi riservato il lusso del dubbio. Esiste un dio o non esiste? Di certo non sarò io a trovare una risposta alla domanda che più ha assillato l'uomo nella sua millenaria storia.

Oggi ho deciso di rivolgermi a te non per capriccio o per egoistico interesse personale, ma per chiederti una semplice cosa: fai sparire dalla faccia della Terra il fondamentalismo religioso. Guarda, te lo chiedo con tutto me stesso.
Non ne posso più di vedere un mondo governato da gente che crede in un serpente parlante, o che Noè sia riuscito a ripopolare il mondo trasportando in un arca una coppia per ogni animale.
Non ne posso più di leggere di guerre scatenate dall'odio religioso, di discriminazioni fatte in tuo nome, di persone che hanno la presunzione di assoggettare le menti degli uomini in tuo nome.
Sono profondamente convinto che tu tutto questo non lo volevi, quindi, te lo chiedo col cuore: per una volta occupati di persona della faccenda.

Ok... ciao.

Emanuele

P.S.: Un piccolo suggerimento. Per assicurarti sul fatto che quei porci retrogradi siano attaccati alla fede invece che al potere e al denaro, prova a mandarci un Gesù omosessuale. Così staremo a vedere...


E.

18 dicembre 2011

Un traguardo a lungo atteso

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«Contate le vostre pagine, ragazzi, contate... anche i romanzieri lo fanno. Bisogna vederli, quando raggiungono la pagina 100! È il capo di Horn del romanziere, la pagina cento! Arrivato lì, stappa una piccola bottiglia interiore, con discreti salti di gioia, sbuffando come un cavallo da soma, e poi via, si rituffa nel calamaio per affrontare la pagina 101. (Un cavallo da soma che si tuffa in un calamaio, grande immagine!)»1

 

Loro stappano una bottiglia mentale. Io ho appena stappato una bottiglia reale di brandy.
24 anni che aspetto questo momento. E solo negli ultimi due ci ho creduto fino in fondo.

Salute, ragazzi. Cheers!

 

E.


1. Daniel Pennac, Come un romanzo, Giacomo Feltrinelli Editore, Milano, 2009, p. 98

16 dicembre 2011

Un giro alla Feltrinelli di Verona

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Per tutti gli accaniti lettori di Verona e provincia ormai non è più un mistero: il marchio Feltrinelli è tornato in città. E lo ha fatto decisamente in grande. Non tanto per quanto riguarda lo spazio totale della libreria, su due piani e con una superficie totale di 1500 metri quadrati circa, ma per la magnificenza che si respira al suo interno. Pochi passi al suo interno e ti rendi conto che il libro è l’invenzione migliore che l’uomo abbia potuto creare nella sua millenaria storia (e come darmi torto). Un po’ come capita nelle poche e piccole librerie tradizionali che ancora ci restano, ma in quei luoghi tale sensazione è ancora più forte.
Erano ormai una decina di anni, da quando chiuse il negozio di dischi Ricordi, che il marchio non puntava più su quella che, ora come ora, sta diventando sempre di più una delle città più importanti dell’intero Veneto. Come potevo io, amante della carta stampata, non recarmi nella loro nuova libreria? Diamo un’occhiata al suo interno.

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Questa è una veduta parziale del piano terra, dove potremo trovare le novità, le offerte e molti libri in lingua straniera. Insieme ad agende e un vero e proprio bar.

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Primo piano, sala di narrativa fantastica. Qui potrete trovare gialli, horror, fantasy, thriller e chi più ne ha più ne metta. Peccato però che anche qui io non sia riuscito a trovare On Writing di Stephen King, libro che cerco ormai da un paio di anni e che sembra non si stampi più.

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Secondo piano, sala di hobbistica, turismo, cinema, arte e musica. Questa sezione non è di mio particolare interesse, ma merita comunque tutta l’attenzione del mondo. E devo dire che ci ho già trovato qualche chicca da comprare assolutamente.

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Secondo piano, sala di religioni, psicologia, filosofia e scienze umane varie. Devo ripromettermi di dargli un’occhiata più approfondita.

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Secondo piano, sala di lettura. Questa sala è stata una sorta di sorpresa per me. Non avevo mai visto una cosa del genere in una libreria facente parte di una grande catena come la Feltrinelli. Sarebbe bello provare ad andarci a studiare.
Come ultime istantanee vorrei proporvi quelle scattate nel reparto musica, film e videogame.

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Vi dico subito che ho tralasciato le sale dedicate alla musica classica e alla lettura per ragazzi, ma forse potranno essere argomenti per qualche altro post :)


Bene, penso di aver finito con questa sorta di reportage. Se non ci sentiamo prima vi auguro un buon fine settimana e vi lascio con la citazione che compare sul nuovo libro di Umberto Eco, Costruire il nemico e altri scritti occasionali.

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Parole sante e tristemente vere.

 

E.

12 dicembre 2011

Untitled’s Fragments pt.2

Altri due brevi estratti dalla prima stesura della trama in lavorazione in questo periodo.

pulp

«Come da programma, pensò. Niente di nuovo. Di solito era proprio quando si trovava in cesso che gli venivano le idee migliori. Una volta, mentre stava cagando, riuscì a tessere l’intera trama per un racconto che, solo un paio di giorni dopo, avrebbe contato trenta pagine di lunghezza.
Per molte persone un cesso è questo: una fonte d’ispirazione.»

«Il grasso irlandese deteneva la legge all’interno del suo locale, e sembrava proprio che i quattro sicari italiani lì presenti, tre morti e uno agonizzante, avessero compreso il suo straordinario potere solo durante lo scontro a fuoco appena terminato.
Per i quattro picciotti gli ordini erano stati semplici: strappare il BeerALot dalle grinfie di Joseph, e se qualche irlandese figlio di puttana si fosse ribellato alla transizione allora avrebbe mangiato la polvere per sempre. Peccato che don Spinelli, il loro boss, non avesse considerato l’estrema fedeltà che ogni cliente dimostrava verso Joseph»

 

E.

8 dicembre 2011

Lettera 25 pt.2

Ormai tutti avrete saputo del nuovo arrivo: una fantastica Olivetti Lettera 25 (link all’annuncio).

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Ho voluto aspettare qualche giorno prima di scrivere la seconda parte del post a lei dedicato, per avere modo di provarla per bene e avere qualcosa da dire a proposito.
Che dire, sembra magia. Sembra che la mia cara macchina da scrivere sia in possesso di un qualcosa che riesce a tenermici incollato per ore e ore, senza sentire stanchezza né niente. Solo voglia di scrivere, di passare alla pagina successiva. In questi giorni mi sono trovato a passare dalla prima alla decima pagina senza accorgermene, battendo di gran lunga quelli che erano i miei vecchi record di scrittura al computer; una sorta di conto delle pagine scritte in base al tempo, un piccolo esercizio che tengo a mente proprio per esercitarmi affinché la scrittura sia il più fluida possibile.
Il riempimento della pagina è un po’ più lento, certo, ma forse è meglio così. Si riesce a pensare meglio a ciò che si sta scrivendo, prendendo l’atto della scrittura in sé come un’onda fluida che con lentezza continua e continua nel suo incessante scorrere.

E poi, che dire a proposito della musica prodotta quando si battono i tasti. Molti lo definiscono un semplice rumore, quasi fastidioso. Per me è musica, sembra quasi che le dita diano il ritmo alla scrittura, accelerando e rallentando a seconda dell’evento o del personaggio descritto.
Per carità, non ho niente contro i laptop, strumenti che considero molto utili e che hanno risolto molti problemi agli scrittori rendendo il loro lavoro più immediato. Ma per come la vedo io la vecchia macchina da scrivere conserva ancora quel fascino del passato quasi cancellato con prepotenza dal presente. Niente margini e a capo automatici, niente rientri prestabiliti… sta tutto nelle mani dello scrittore. Egli deve anche preoccuparsi di costruirsela la pagina, scegliendo mano a mano il formato da lui preferito e con il quale si trova meglio a scrivere. Tutte cose che con un laptop si settano in pochi secondi.

Niente correzione automatica. Niente sottolineature rosse che compaiono automaticamente quando si compie un errore. Non sto qui a dirvi le varie bestemmie tirate contro il dio più vicino quando commettevo i primi errori di battitura scrivendo a macchina… ora me ne sono quasi abituato.
Niente cambio di pagina automatico. Le prime volte il fatto di dover star lì a estrarre il foglio scritto e metterne uno nuovo al suo posto può essere una grande seccatura, ma dopo un po’ di pagine scritte vi assicuro che l’operazione avverrà come in automatico.
La scrittura forse è anche questo… il controllo assoluto sulla pagina che si sta pian piano riempiendo, il battito semi-costante delle lettere che mano a mano vanno a formare una parola, una frase, una riga…

Forse sta proprio nella lentezza il fascino delle macchine da scrivere.
Forse è proprio di quel briciole di lentezza in più che avevo bisogno.
Chissà…

 

E.

6 dicembre 2011

Un ebook natalizio a favore di Wikipedia



Oggi voglio segnalarvi l'ottima iniziativa partita dalla mente di Carolina del blog Sotto i fiori di lillà.
L'idea è quella di pubblicare un ebook con racconti di Natale, per donare poi i proventi della vendita a Wikipedia, che in questi ultimi tempi non sembra passarsela proprio bene.

Qui il link alle istruzioni.
Io partecipo, e voi?
Buon divertimento!


E.

5 dicembre 2011

Lettera 25 pt.1

 

Ed ecco la mia nuova bambina…

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Oggi non riesco a dire altro. Sono troppo felice.
Domani la seconda parte del post.

 

E.

3 dicembre 2011

Citando Forrester…

macchinascrivere

Vi dirò, oggi non ho la minima idea di cosa potrà venir fuori da questo post.
Posso solo dire che sono andato fuori, mi sono fumato una sigaretta e poi mi sono seduto davanti al computer e ho selezionato la colonna sonora di Devil’s Reject per conciliare. Un secondo dopo ho cominciato a battere i tasti della tastiera.
In fondo il segreto sembra essere proprio questo, no? Sedersi davanti al computer e cominciare a scrivere. Così, come se niente fosse.
Ormai mi sono dato una specie di regola: scrivere qualcosa ogni giorno. Non importa che si tratti del progetto che sto portando avanti o di pensieri che ruzzolano per le mie sinapsi come mille criceti intenti a far girare all’infinito la loro ruota. Solo scrivere. Sia che si tratti di carta e penna, sia che si tratti di computer.
In fondo il segreto sembra essere proprio questo, no? Mantenere dita, mani e mente in esercizio. Solo così si può arrivare al punto senza tanti fronzoli. Tuttavia per questo post non vale. Possiamo considerarlo come un altro dei miei innumerevoli esercizi. Uno di quei momenti che come se niente fosse mi portano a riempire pagine su pagine della mia Moleskine.
C’è da dire una cosa: lo studio non aiuta. Ma chissenefrega, io mi sforzo lo stesso. Anche se, a dir la verità, ieri ho studiato così tanto che lo scrivere era tra i miei ultimi pensieri.
Poco male, si può sempre recuperare. D’altro canto ho studiato come un cane per avere il fine settimana libero, o quasi. Oggi ho studiato le ultime 8 pagine della settimana. Alla fine di esse non riuscivo a credere di poter avere un giorno di pausa.

Domani.
Domenica.
Divano.

Tutte parole che iniziano con la lettera D. Per i prossimi fine settimana cercherò di ricordarmele molto bene. Una sorta di legge delle 3 D. Un po’ come la legge delle 3 C del buon programmatore che avevo stilato quando ancora studiavo ad Informatica: Cibo, Cochetta, Cristina d’Avena.
Sembrerà strano, ma le canzoni dei cartoni della mia infanzia riuscivano a rilassarmi in un modo incredibile. Forse solo Into the Wild di Eddie Vedder riesce nello stesso intento e forse in minor tempo. Anche se per quest’ultimo si tratta di scrittura, non di programmazione.
Come cambiano i tempi, eh?!
Fino a due anni fa passavo ore su ore davanti allo schermo a scrivere decine e decine, se non centinaia di righe di codice. Ora passo ore su ore a scrivere decine e decine di paragrafi. Cambia la facoltà, cambia il tema di scrittura. Anche se devo dire che in rare occasioni, mentre studiavo a informatica, mi concedevo qualche ora per buttare giù delle idee fin troppo frammentate che mi venivano in mente.

Come cambiano i tempi, eh?!
Nel caso della scrittura no. Si è solo affinata, spero. Ora le idee non sono così frammentate, e la stesura è molto più spedita.
Non ha senso trovare subito la frase perfetta. Niente più ore e ore meditando su una semplice frase ad effetto. Quella arriverà, col tempo e soprattutto con la riscrittura.
Una delle cose più utili che ho imparato in questo periodo è proprio la correzione/riscrittura.
Non ha senso soffermarsi troppo su un dettaglio. È meglio buttarlo giù anche solo per cenni, la buona idea arriverà. L’importante è non far sedimentare troppo la storia che si sta scrivendo. Non lasciarla morire, prima che su carta, dentro di noi. In caso contrario il progetto andrà incontro ad una lenta e dolorosissima morte (sia per lui, ché per noi che ci abbiamo perso intere nottate cercando di portarlo alla luce).
Scrivere, questo è l’importante. Perché, come diceva William Forrester, nel film Scoprendo Forrester, «la prima stesura la devi buttare giù col cuore... e poi la riscrivi con la testa. Il concetto chiave dello scrivere è... scrivere, non è pensare».
Una semplice perla che vale molto più di mille lezioni di Scrittura Creativa tenuta il più delle volte da un incapace. O mi sbaglio?

La voglia di sigaretta sta tornando.
Dalle casse risuonano le note di Seed of Memory.
È arrivato il momento di terminare.
Il punto è stato raggiunto.

 

E.

1 dicembre 2011

Korn - Narcissistic Cannibal & Get Up

Tra gli ascolti più alti della settimana…

Narcissistic Cannibal
(ft. Skrillex and Kill The Noise)

 

Get Up
(ft. Skrillex)

Che dire, niente male come sperimentazione.

 

E.