28 giugno 2011

Smile

sottofondo: Sir Charles Spencer Chaplin – Smile

chaplinsmile

«Un giorno senza un sorriso è un giorno perso»

Sir Charles Spencer Chaplin

 

Un giorno senza sorriso. A volte capita.
Sono quei giorni in cui tutto sembra crollarci addosso. Quelle ore che sembrano infinite, in cui ogni preoccupazione possibile e immaginabile ci coglie in quello che forse è il momento in cui siamo più vulnerabile: la tristezza.
A volte l’assenza di sorriso non ha una spiegazione. Viene e basta. Capita… come un fulmine che colpisce il tronco di un albero o la marmitta della macchina che, di punto in bianco, decide di non funzionare più.
Non sappiamo bene perché certe cose capitano, ma ci tocca subirle. E la maggior parte della volte dobbiamo farlo in silenzio.
Ci sono momenti in cui questa tristezza riusciamo ad accettarla, e altri in cui non siamo in grado di capacitarcene.
La momentanea estinzione di quella spontanea e magnifica contrazione dei muscoli facciali che è il sorriso ci manda in paranoia. Ci rende incapaci di compiere anche le più piccole azioni del quotidiano con la stessa forza che da sempre ci ha contraddistinto.
Qualche volta questo malessere interiore si traduce in rabbia, nociva per noi e soprattutto per chi ci è vicino. Siamo solo capaci di attaccare tutto quello che ci circonda con un feroce e istintivo assalto alla baionetta. Ma sappiamo benissimo che i primi che si sentiranno affranti da questo comportamento saremo noi.
Molte volte una scappatoia può essere la scrittura, ma non sempre funziona. Nella maggior parte di questi momenti non riusciamo nemmeno a tenere una penna in mano, figuriamoci a scrivere delle frasi sensate su un foglio.

L’unica medicina contro questi momentanei attacchi di depressione sembra essere una sola: il sorriso di un innocente monello.
In quel sorriso è contenuta l’essenza della felicità, dell’innocenza, della spensieratezza. È un sorriso privo di quel sottofondo di preoccupazioni che ammorbano la vita adulta, libero da tutti quegli impegni, anche troppo banali, che ci assillano non permettendoci più di vivere la nostra vita.

Molti considerano questo mondo e questa vita solo una valle di lacrime, un passaggio infelice che ci tocca attraversare per poi giungere alla beatitudine eterna.
Ebbene no, non sono d’accordo. In questo senso la nostra presenza in questo mondo non avrebbe molto senso. Non posso accettare l’idea che tutto quello che sto facendo per me stesso, e per permettermi un bel giorno di vivere in pace con me stesso, sia considerato inutile e futile da una manica di imbroglioni sfaticati la cui unica preoccupazione è la pace divina.
No!
La mia vita è qui, ora… e se non mi adopero per viverla nel migliore dei modi sono sicuro che la rimpiangerò per l’eternità.
Per questo, quando i momenti di tristezza che dicevo prima mi assalgono penso alle parole che ci lasciò il Maestro Sir Charles Spencer Chaplin:

«Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi»

 

E.

23 giugno 2011

La gabbia

prigione

Scappando nel vuoto,
fluttuando in una rete,
intrappolato tra catene e fulmini,
scelgo il silenzio,
niente urla,
niente aiuto,
niente inutili richieste.

Niente carcerieri…
dalle iniquità circostanti,
e volontariamente,
mi sono richiuso.

Solo, io…
niente interferenze.

 

E.

21 giugno 2011

La sessione è finita. Vado in pace…


Eh sì… finalmente è finita.
La sessione di esami che mi ha tenuto impegnato in questi mesi è giunta al termine.
Ah… che liberazione.
Questo post non sarà molto lungo, macché. Ho solo bisogno di riprendermi un attimo e di sgombrare la mente da quella caterva di nozioni che ho dovuto immagazzinare nel cervello.
Devo dire che questi mesi sono stati un inferno.
Oggi ho dato un’occhiata al mio Diario primo di Scrittura e, con sgomento, ho notato che l’ultima idea scritta risaliva al 24 maggio. Mi faccio schifo da solo...

Non c’è dubbio: queste settimane di vacanza saranno dedicate alla lettura e alla scrittura. Il mio amico Duende mi sta già fissando ininterrottamente da ore, ansioso di suggerirmi quelle idee che per settimane ho dovuto accantonare per concentrarmi meglio sullo studio.
Tra breve avrete un nuovo racconto. Ve lo prometto :-)

Per ora è tutto, carissimi!
A presto!

 

E.

15 giugno 2011

Quando si permette ad un paramecio di parlare(?) di precariato

sottofondo: Fabrizio De André – Un Giudice
 

«Basta con la retorica del precariato, visto che ci sono 4 milioni di stranieri che vengono a fare i lavori che gli italiani non vogliono fare, quando ci sono 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano, quando ci sono le imprese che cercano specializzazioni che non trovano perché nessuno vuol fare quei lavori»

«Basta con la retorica ci vuole concretezza. Ogni tanto c'é una madre che si lamenta con me perché suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: 'Bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette', lei risponde sempre 'eh no!'. Se vuole lavorare, invece, quello é il modo migliore. Scaricare la cassette! Per tutti gli italiani! E magari anche raccogliere le mele delle sue parti»

E pensare che questo è un ministro della Repubblica Italiana...
È proprio vero che quando si ha una poltrona con la quale coprirsi il fondoschiena ci si sente in potere di dire quello che si vuole.
Ammettiamolo… è molto improbabile come situazione, e quando me l’hanno raccontata non riuscivo a crederci. Mi sembrava di ascoltare una barzelletta.

Caro Ministro Brunetta,
lasciamo stare il farlocco video di spiegazioni che ha fatto diffondere tramite le maggiori testate nazionali e i giornali di partito; da come illustra i fatti è chiaro che è lei a fare disinformazione.
Vorrei solo dirle che in questo momento vorrei che fosse qui, davanti a me, solo per dirle che è un paramecio, un parassita, un essere unicellulare senza cervello… e vista la statura che si ritrova e l’ipotetico volume complessivo del cervello (se così lo possiamo chiamare) che possiede, be’, la classificazione le calza a pennello.
Sulla sua persona le maldicenze che spiegava il Maestro Faber, nella sua canzone Un Giudice, prendono piena forma. Cito i versi della canzone: «Un nano è una carogna di sicuro, perché ha il cuore troppo troppo troppo vicino al buco del culo».
Grazie a lei, e a tutta la classe politica della quale fa parte, ogni giorno mi accorgo il fondo del burrone è infinito, in quanto non sembra esserci un limite alle vostre indecenze.

 

E.

13 giugno 2011

Quando uno non sa più a che santo votarsi… c’è Morgan Freeman

diosettimana

Non sono un tipo da preghiere… però penso che in qualche raro caso possano fare anche bene.
Stamattina è stata una di quelle poche volte in cui mi sono rivolto direttamente a Lui (ovviamente non lo chiamo Signore, Padre o altre cagate simili).

"Ciao tu,
non è che gliela metteresti nel culo anche questa volta?
Per tutto il resto sai cosa voglio, quindi è inutile che io stia qui a ripetertelo.
Sempre tuo (forse),
E."

Detto, fatto!
È ormai definitivo che il Referendum ha raggiunto ampiamente il quorum e la vittoria dei 4 ha una media del 95%.
Forse Dio esiste, e magari ha le stesse fattezze di Morgan Freeman… o forse è solo il buon senso dei cittadini ad essersi finalmente risvegliato.

 

E.

11 giugno 2011

Pensierino sul referendum

L'altro giorno ho sentito dire che il Presidente del Consiglio si asterrà dall'esprimere il proprio voto al Referendum abrogativo del 12 e 13 giugno (domani e dopodomani), sostenendo la tesi che il non recarsi alla urne è un diritto del cittadino.
Certo che è un suo diritto!
Per fortuna abbiamo ancora diritto a manifestare e usufruire della nostra autonomia decisionale nell'espressione del voto. Per non dire poi che, il diritto al voto, è una cosa così preziosa che possiamo anche astenerci dal servircene.

Caro Presidente del Consiglio,
vorrei dirle solo una cosa: quando una persona decide di non servirsi di un suo diritto, mi pare anche giusto che scelga di tacere una volta visti i risultati. Come tutti coloro che si vantano di disertare le elezioni politiche, regionali, comunali ed europee per poi continuare a lamentarsi dello stato in cui versa il paese, delle tasse che sono aumentate, ecc. Eviterò di dire di quanto un Presidente del Consiglio sbagli a fare questi tipi di comunicati, dovrebbe vergognarsi solo per averlo pensato.
Quindi ci faccia il piacere di non mettersi a piangere, e di non cominciare a lanciare attacchi a destra e a manca, durante il suo ennesimo comunicato televisivo per commentare il risultato di questo referendum.
E speriamo che tutti coloro che hanno già deciso di non votare, e che sono inamovibili sulla propria scelta, seguano questo esempio.

Perdonatemi... ma quando sento certe cose non riesco a starmene zitto.
Sperando di riuscire a mettergliela nel culo,

 

E.

9 giugno 2011

Vacanze di luglio

Ebbene sì, in questi giorni è stata confermata la mia occupazione principale per la seconda settimana di luglio: andare ospite a casa di mio fratello a Carpineto Romano, un paesetto in provincia di Roma. Sperando che il nuovo romanzo trovi veramente forma definitiva.

carpineto romano

Sarà una settimana di puro relax, dedicata allo sgombero mentale da tutte quelle nozioni di cui sto riempiendo il cervello durante questa sessione di esami.
Ovviamente non potrò negarmi un bel giro in quel di Roma, portando la mia dolce metà a visitare quei luoghi che visitai da bambino.

castel sant'angelo

Se penso che riuscirò ancora a girare per le strade della nostra capitale mi viene la pelle d’oca dall’emozione; sono infatti quasi undici anni che non entro nella magnificente Basilica di San Pietro, e magari questa volta riuscirò anche ad apprezzarla di più. So benissimo che è il simbolo principale delle nefande indulgenze ecclesiastiche, ma non posso fare a meno di rimanere senza fiato davanti a cotali opere d’arte.
Infatti in questi casi preferisco parlare di arte, non di religione (e meno male).
Chissà… magari riuscirò anche a conoscere la mitica Annarella :-)

Senza contare che un giorno lo dedicherò al portare la mia favolosa metà a visitare Segni, il paesetto in cui vissi per tre anni.

segni

 

E.

8 giugno 2011

Emanuele Secco’s Blog è CO2 Neutral

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Bene, bene, bene. Ve l’avevo promesso e finalmente l’ho fatto. Fatto cosa? Ovviamente ho aderito all’iniziativa Co2 Neutral.
Lo sapevate che ogni blog rappresenta un emissione annuale di diossido di carbonio pari a 3,6 chili (8 libbre)? E che ogni albero ne assorbe circa 5 chili (11 libbre) ogni anno?
Bene. Adesso pensate ad un gruppo di persone che hanno ideato qualcosa per far sì che il pianeta sia un po' più verde e l'aria più pulita.
Questa iniziativa ha lo scopo di piantare un albero per ogni blog che deciderà di farsi avanti. Basterà inserire il logo nel proprio blog o sito, scrivere qualcosa sulla propria adesione e mandare un mail agli amministratori ai capoccia perché il gioco sia fatto (ovviamente informazioni più dettagliate potrete averle consultando il sito dell’iniziativa).

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Sperando che anche voi prendiate parte a questo progetto, vi lascio con una citazione che mi pare appropriata:

«Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto»

Henry David Thoreau

 

E.


Dove pianteranno gli alberi?
Doveconviene.it pianta con voi e il vostro blog degli alberi in partnership con www.iplantatree.org, iniziativa ecologica tedesca che ha già realizzato opere di riforestazione in diverse aree.

Si ringrazia:
Doveconviene.it
che raccoglie i volantini della maggior parte delle catene commerciali (Mediaworld, Unieuro, Ikea solo per citarne alcune), in modo che gli utenti possano sfogliare i volantini e confrontare le offerte in un unico luogo prima di fare acquisti.
I volantini sono divisi per categoria: elettronica, supermercati, discount, bricolage, arredamento, abbigliamento e viaggi.
Per ogni catena, oltre al volantino in validità, vengono visualizzate quali sono le filiali più vicine a casa, complete di orari di apertura, ad esempio:
http://www.doveconviene.it/catena/expert - Volantino Expert
http://www.doveconviene.it/catena/unieuro - Volantino Unieuro
http://www.doveconviene.it/catena/lidl - Volantino Lidl
http://www.doveconviene.it/catena/leroy-merlin - Volantino Leroy Merlin
http://www.doveconviene.it/catena/ikea - Volantino Ikea
Inoltre iscrivendosi al servizio di Shopping @lert si può ricevere una email di notifica gratuita ogni volta che viene pubblicato un nuovo volantino vicino a casa, per la categoria merceologica di interesse.

7 giugno 2011

Blogger: bacheca rinnovata per gli utenti di Blogger in Draft

Questa mattina, accendendo il computer per controllare le novità riguardanti il blog, rimasi piacevolmente colpito da una cosa: mi si parò davanti agli occhi un’interfaccia tutta nuova.
Eh sì, agli utenti che utilizzano Blogger in Draft, come il sottoscritto, è stata data la possibilità di provare la tanto decantata nuova bacheca per poter inviare a Google ultimi suggerimenti o bug reports.
Visto che sembrate essere tutti ben curiosi per la novità che molto presto vi si parerà davanti agli occhi, eccovi qualche screenshot per ingannare l’attesa.

Home Page
homepage

La homepage che ci troviamo davanti agli occhi è cambiata parecchio vero? Somiglia molto più ad un lettore di feed rss. L’elenco dei blog che gestiamo è stato spostato nella colonna di sinistra, sotto al riquadro del profilo utente.
Una delle cose che si possono notare subito è l’ammorbidimento per quanto riguarda i colori che questa nuova interfaccia ci offre.
Bon, clicchiamo su Bacheca, sotto al nome dei vari blog, ed entriamo nella sezione riguardante il blog che ci interessa.

Introduzione
introduzione

Ecco la pagina introduttiva del vostro blog, nella quale vengono racchiuse varie info di base: vari dati riguardanti post e commenti (colonna di destra), delle statistiche veloci veloci (centrale)  e il menù di navigazione (spostato nella colonna di sinistra).

Editor di Post
post

E finalmente eccolo qui… un editor a tutta pagina! Comodo eh?! Evito di farvi vedere il nuovo elenco dei post, tanto è molto simile a quello di prima.
Nella sezione cerchiata sono compresi i menù Etichetta, Pianificazione e Opzioni, in una posizione che, a mio avviso, è molto più accessibile che in passato.

Pagine
pagine

Nella nuova interfaccia di Blogger l’ordine con il quale appariranno le pagine statiche sui menù dei vostri blog è stato integrato nella pagina Pagine e reso finalmente perfettamente funzionante.
L’editor delle pagine è uguale a quello dei post, quindi anche questa volta avrete una schermata bella ampia che vi permetterà di lavorare con più facilità.
Provare per credere…

Statistiche
statistiche

Nella pagina Statistiche non ci sono cambiamenti radicali, però ho voluto mettervela perché è veramente carina :-)

Layout
layout

Nessun cambiamento radicale nemmeno nella pagina di gestione del layout tranne una cosa: dov’è il link per accedere alla pagina in cui si modifica il codice dell’intero modello? Mah…

Modello
modelli

Sezione Modello. Che dire… da qui potrete accedere al Design di Blogger per modificare la grafica del vostro blog. Anche qui manca il link di cui dicevo sopra.

Impostazioni
impostazioni

Ed ecco la pagina delle opzioni. Anche qui il cambio di grafica si fa vedere. È tutto più intuitivo e raggiungibile. Anche se non sono sicuro che sia stato mantenuto l0 stesso numero di opzioni che vi erano in precedenza… dovrei fare un controllo comparato.

 

Cosa posso dire per concludere. A mio avviso il rinnovamento dell’interfaccia sembra essere fatto veramente bene, non sembrando essere uno di quegli aggiornamenti fatti solo per il puro gusto di intasare e bloccare la piattaforma per qualche tempo.
L’unico appunto che vorrei fare, ancora, riguarda la mancanza del pulsante Modifica HTML. Metti che uno debba fare delle modifiche direttamente nel codice del modello, mi spiegate come diavolo riuscirebbe nel suo intento?
Sperando di avervi fatto cosa gradita,

 

E.

6 giugno 2011

6 giugno

palle

Eccomi qui finalmente. Dopo un fine settimana che, essendo di festa, avrebbe dovuto permettermi di scrivere più di un post. Dico avrebbe, perché in realtà è stato così intenso che non mi ha dato nemmeno il tempo di fare un giro per i vostri blog.
Giovedì ero così convinto di riuscire a studiare qualcosa che, arrivate le 11.30 di mattina, mi dissi che quello sarebbe stato un giorno di festa anche per me. In culo allo studio… tiè! Per non dire poi che lo stesso giorno vennero a trovarci mio fratello e la sua compagna, per rimanere poi fino a ieri.
Con la convinzione della giornata di “festa” arrivai a venerdì, in cui qualcosa riuscii a fare, ma si trattò di così poco che quasi quasi non lo conto come giorno di studio.

Un obiettivo riuscii a portarlo a termine sabato, giorno in cui, tra un pranzo di famiglia e un temporale che nel pomeriggio rischiò di allagare tutta la strada davanti a casa, il fatto di aprire il libro e darmi da fare non risultò essere un peso. Peccato però per il blog, anche se in quel giorno riuscii a rispondere ai vostri commenti sui post della settimana.
Anche per sabato si trattò di una serata bruciata, con una cena improvvisata con mio fratello e i suoi amici che, con estremo piacere, mi tenne in dolce, fumosa ed etilica compagnia fino alle ore piccole.
Domenica mattina fu un disastro: tra mio fratello e la sua compagna che dovevano andare via, quindi preparare tutto, e la poca voglia di fare che mi investì in pieno non riuscii a fare niente. Però il pomeriggio riuscì a portare i suoi frutti. Infatti, armato di estrema pazienza, le mie belle 40 pagine di libro vennero lette e sottolineate.
Tempo per fare un giro da voi o scrivere? Neanche l’ombra.

E finalmente eccoci alla giornata di oggi, durante la quale sono riuscito a portarmi in pari con il programma di studio che avevo faticosamente stilato all’inizio di questa sessione di esami; scoprendo poi di aver largamente superato lo scritto di livello B1 di lingua spagnola.
Imprevisti? Be’, quelli non possono mai mancare. Oggi pomeriggio la mazzata rappresentata dalla notizia di non essere riuscito a passare lo scritto di livello B2 di inglese mi ha mandato per una buona decina di minuti in crisi, costringendomi a rivedere il programma per questa sessione si esami e, in maniera disperata, a convincermi a tentare di portare la prima parte dell’esame di Storia dell’Arte Moderna il 6 luglio (contando che il 5 avrei il concerto dei Dream Theater in quel del castello di Villafranca di Verona).
Bello eh?!
Per riprendersi basterebbe pensare che c’è di peggio nella vita (ovviamente non parlo del weekend di festa).

Alla fine, cosa volevo dire? Non mi ricordo…

 

E.


Domani dovrei riuscire a passare dai vostri blog :-)

2 giugno 2011

Redenzione mentale

redenzione

Segretamente
spazio nell’infinito.
Costantemente
entro nel mio destino.

La conoscenza,
la libertà
e la volontà di cambiare,
e di comunicare,
e di pensare
letture senza vincolo alcuno,
pagine sfogliate
nel buio.

Letture indecifrabili
vado capendo,
inserendomi in un mondo,
di leggere anime
nascoste.

Inesorabile e vicina,
la caduta dall’olimpo,
senza freni,
senza rimorsi.

Esterno sapienza,
ricevo schiaffi in pieno volto.
Storie di secoli,
storie di uomini e donne,
grandi nei loro intenti,
inutili negli scopi.

Sbagliando si riflette,
sempre con amarezza,
convinti che,
la redenzione,
da qualche parte… ci attenda.

 

E.

1 giugno 2011

S. Maria Assunta. Da pieve a Duomo di Gemona del Friuli

sottofondo: Michael Bublé – Home

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Forse qualcuno di voi sarà curioso riguardo alla storia del duomo che potete ammirare sulla testata del mio blog. Ad altri sono sicuro che non può fregargliene di meno.
Be’, oggi ho voglia di raccontarvi a grandi linee la sua storia.
È ormai assodato che si tratta del Duomo di Gemona del Friuli, cittadina friulana in provincia di Udine e di origini celtiche.

Le prime testimonianze di insediamenti di origine celtica risalgono intorno al 500 a.C., quando la cittadina rappresentava il passaggio obbligato che dall'Adriatico si dirigeva verso i valichi alpini nord-orientali. Il passaggio passava per l’attuale centro cittadino, via sicura che affiancava le antiche paludi del fiume Tagliamento.
In epoca romanica diventa parte della via Julia Augusta, come ci è testimoniato dalla fontana Silans (trad. dal latino = fonte).
Possiamo trovare una menzione alla cittadina di Gemona nella Historia Langobardorum di Paolo Diacono e risalente al 611 d.C., nella quale nota ci viene presentata come un castello inespugnabile.
Il periodo che ci interessa è proprio quello che va dal XII al XIV secolo, quando Gemona era prima libero comune e poi importante centro di traffici commerciali sotto al Patriarcato di Aquileia.
La prime notizie che abbiamo del duomo risalgono al 1190, quando era ancora la chiesa di Santa Maria Pieve; diventata poi, nel 1217, Pieve di Santa Maria Assunta.

Ah già, ma cos’è una pieve?
Una pieve (dal latino plebs, ovvero “plebe”) è una chiesa rurale dotata di battistero.
Le pievi sono più che altro diffuse nel Nord Italia (se avete notizia dell’esistenza di qualcuna di esse anche nel Sud fatemelo sapere, ma non penso che ve ne siano).
Questo termine ha una lunga storia. Durante la caduta dell’Impero Romano la pieve era un territorio amministrato da autorità religiose. Con l’arrivo dei Longobardi il significato muta, andando ad indicare la plebe, le popolazioni assoggettate al potere.
Si sa, però, che il termine pieve venne da subito utilizzato per indicare i suddetti tipi di chiesa, che si diffondo a partire dal V sec. d.C. e cominciano ad essere ampliate e dotate di campanili dal IX al X sec. d.C. Dal X sec. in poi, “pieve” diventa ufficialmente il nome dei centri di circoscrizione ecclesiastica come, appunto, la pieve di Santa Maria Assunta.
Ed eccoci quindi all'origine del termine “pievano”, in friulano plevan, che bene si ricorderà chi ha letto Il Formaggio e i Vermi di Carlo Ginzburg e altri libri riguardanti la storia dei piccoli centri friulani (o semplicemente chi parla friulano).

Piccola parentesi sulla terminologia. Dicevamo…
Nel 1290 inizia la ricostruzione della pieve, ad opera dell’architetto-scultore Maestro Giovanni, per farla diventare un duomo a tutti gli effetti. I lavori continuano e nel 1337, il giorno di Pentecoste, il Duomo di Santa Maria Assunta viene consacrato. Nel 1348 un terribile terremoto danneggia l’edificio, il campanile e la figura di S. Cristoforo che «si fesse tutta per lo lungo» (Villani, Cronica).
Durante la sua lunga vita, il duomo ha subito vari lavori di ristrutturazione ed abbellimento, ma il guaio maggiore doveva accadere nel 1976, durante il terremoto che mise in ginocchio il Friuli.

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«Le scosse telluriche del 6 maggio e 15 settembre lesionano gravemente le murature, dissestano il tetto, fanno crollare l’intera navata destra assieme alle cappelle ed alla sacristia, nonché una parte del muraglione che sostiene il sagrato, la parte terminale del frontone della facciata, il soffitto dell’abside e l’intera torre campanaria»1

I lavori di ricostruzione, eseguiti con le sue pietre originali, cominciano nel 1981 per terminare un lustro dopo, il 4 maggio 1986, a dieci anni dalle scosse.
Se vi capita andate a visitarlo. Prima di tutto per omaggiare il lavoro benemerito di coloro che lo ricostruirono pietra per pietra; e questo vale anche per i paesi circostanti a Gemona, come Venzone, il quale Duomo di Sant’Andrea Apostolo è stato anch’esso ricostruito pietra per pietra. In secondo luogo, il Duomo di Gemona ospita opere d’arte davvero interessanti e tesori magnifici da assaporare con gli occhi.
Detto questo, è venuto il momento di terminare questo post, e voglio farlo con un estratto proveniente dal libro scritto da mio fratello, nel quale viene fatta menzione di un episodio che si dice essere accaduto a Gemona dopo la scossa di terremoto che rase al suolo metà Friuli. Lo cito:

«Quel vecchio coperto di polvere frugava tra le macerie del Duomo, ferocemente. Riversava sui detriti una collera antica. Sudava e si affannava, il respiro grosso, affaticato. Bestemmiava tra i denti per lo sforzo ma non rinunciava. Più non trovava e più cercava.
Poi. Un urlo grottesco si alzò dalle sue labbra.
-Guarda! Guarda quello che hai fatto!.
Il vecchio impugnò a due mani il Cristo crocefisso e lo elevò al cielo.»2

 

Sperando di avervi fatto, ancora una volta, cosa gradita,

E.


1. Aa. Vv., Il Duomo di Gemona, Comune di Gemona del Friuli, 1987, p. 14
2.Gianluca Secco, Postumi di un Passato, Aletti Editore di Altre Sembianze S.r.L., Villalba di Guidonia, 2008, p. 50