16 novembre 2011

Delle paure di un aspirante scrittore

scrittura creativa

È un po’ di tempo che mi sveglio con la sensazione di essere vuoto. Completamente.
Dormo quelle cinque o sei ore e al momento del risveglio non riesco a trovare un motivo valido per abbandonare il mio morbido e caldo giaciglio.
Mi sento vuoto. Senza niente da dire. È come se tutto quello ho dentro io l’abbia esaurito già da un pezzo. Niente più emozioni, niente più pensieri. Solo un grande nulla che pian piano si impossessa della mia inerme figura.
Ho paura che si tratti di qualcosa di irreversibile, di un gioco impossibile da fermare che pian piano mi ridurrà a uno stupido caprone, a uniformarmi con la dannata massa.

Non voglio. Devo sforzarmi, questa non è una battaglia che si vince rimanendo inermi.
Decido, come volontario, di scendere sul campo di battaglia per fronteggiare lo schieramento avversario. Io, solo contro mille e mille aggressioni sistematiche, prodotte da un sistema che non permette alla mente umana di vagare libera nelle sue verdi praterie.
Ci vogliono far credere che lo scopo della vita sia l’avere tutto e subito, senza controllo, senza pause, senza il tempo necessario per permettere al pensiero di stare al passo con gli eventi e, di conseguenza, formulare qualche obiezione a riguardo.
Vogliono farci credere che la creatività umana spetti solo a pochi eletti, privando un giovane volenteroso dei mezzi di cui abbisogna per stupire il mondo con la sua nuova invenzione, con i suoi sogni.
Per non parlare di coloro che vanno fieri della loro professione di critici. Boriose teste di cazzo i cui unici obiettivi sembrano essere l’annichilimento delle giovani speranze e la conservazione, in quanto tale, del mondo di loro competenza. Dalle loro parole traspare paura e odio nei riguardi delle novità che potrebbero cambiare totalmente il loro metro di giudizio infangato dalla preservazione dell’antico, del già letto e già visto.
C’è da dire, però, che non sono tutti così. Una speranza per la novità continua a persistere, anche con il continuo scontro con il passato, con la conservazione di un’immagine positiva e bigotta del mondo in cui viviamo. Le loro controparti, dall’alto dei loro gradi, vengono comunque tenute più in considerazione, per il semplice motivo che fanno parte esse stesse di quel sistema marcio e corrotto di cui si vantano di essere i rappresentanti.
Sento continuamente voci che annunciano la caduta di questo sistema, ma finché il denaro continuerà a essere il suo principale alimento sarà impossibile cercare di cambiare le cose. La tua invenzione porta profitti? No? Allora non c’è spazio per essa, a meno che non si riesca, in qualche modo, a uniformarla al mercato, colui che domina la nostra vita.
La parola d’ordine è standardizzare. Non si pensa più alla particolarità di un’opera, alla sua unicità. Tutto deve essere conforme allo standard che riesce a vendere. «Sì, interessante, ma va un po’ troppo fuori dai canoni… non siamo sicuri che potrebbe vendere». Cosa può esserci di più avvilente?

Forse il mio senso di vuoto è provocato proprio dalla mentalità dominante che vi ho appena descritto. Un cancro così esteso che molte volte riesce a uccidere persino le semplici ispirazioni che possono cogliermi durante una camminata per le strade di una città.
Paura che la creazione alla quale sto lavorando possa venire additata come inutile, non vendibile e quindi da scartare.
Bisogna essere forti per resistere a tutto questo, e ho sempre pensato di riuscirci. Tuttavia, a volte, queste paure riescono a cogliermi nei momenti in cui, probabilmente, il mio ego è così assorto nei suoi pensieri da abbassare le difese esterne.
È una battaglia continua, e c’è il rischio che la voglia di abbandonare la propria posizione riesca a convincermi definitivamente nel farlo.
So però che voglio tentare, a costo di perdere tutto ciò per cui porto avanti la mia passione. Anche perché la vittoria, o la sconfitta, non sono da considerarsi onorevoli se prima non si ha lottato.

 

E.

34 commenti:

  1. In cima al blog di un mio splendido Amico (Lucien della "Teiera Volante") spiccano queste parole di Tom Waits:
    «Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui».
    Quando uno la pensa così, ha già vinto. Comunque vada. E tutto il resto se ne vada affanculo!!!!

    Un abbraccio, fratello.

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  2. solo se ci credi puoi andare avanti, dì Fanculo al senso di vuoto, quello che ogni tanto provo anche io, ribellati e aspetta che il corso naturale della vita vada avanti e ti dia delle belle risposte ... io credo molto nel destino, credici anche tu :P

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  3. Strafottitene di schemi ed idee altrui, scrivi quello che più ti senti di scrivere.

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  4. Questi pensieri purtroppo frullano sempre anche nella mia testa... e cerco di non farmi abbattere! perché nella nostra società purtroppo è così: se hai uno stile che vende allora ok, altrimenti vai a casa; se sei famoso puoi pubblicare anche se scrivi merda, se non sei nessuno vai a casa. Bella prospettiva vero? Pure io sento quell'impellente bisogno di emergere... di distinguermi... e forse è questo continuo desiderio che mi tiene a galla... è il percorso che facciamo, i tentativi e i fallimenti che ci forgiano... e bisogna avere un'infinita pazienza!! Detto questo, ti consiglio di leggere questa intervista che io ho trovato davvero utile e stimolante: http://www.sottoifioridililla.com/2011/11/intervista-roberto-allegri-scrittore.html

    spero che ti sia d'aiuto! :)

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  5. Il sistema può esser vinto. Anche io condivido la sensazione di vuoto ma non posso stare fermo

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  6. Interroga il tuo cuore ed ascolta la tua fantasia;avrai,forse,una possibilità in più.

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  7. Sono più di dieci anni che scrivo, per lavoro e per pura, semplice e intima passione. Questi periodi capitano spesso. Sono all'ordine del giorno. Ci si può sentire vuoti e non scrivere per parecchio tempo, anche anni. Ma è solo una pausa, durante la quale la mente si riposa e assorbe... quando tornerà in carreggiata la creatività sarà esplosiva. Il solo fatto che tu ora stia riflettendo su queste cose ti fa capire che non cederai mai all'inerzia e al nulla, sarai sempre in grado di riflettere e agire.

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  8. smetti di aspirare. aspirare ad un ruolo e' correre appresso ad un piccolo sogno borghese. la ricetta sicura per l'infelicita'. piuttosto vivi e scrivi. e quando quello che credi un tuo pensiero, ti accorgi che e' condiviso da parecchie persone, identico, allo stesso modo, abbine sospetto e sforzati di pensare altro.

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  9. Sai, capita anche a me di avere quella sensazione, di temere di aver detto già tutto, di aver bruciato tutto come un fuoco di paglia...e di sentirmi vuoto. Ognuno di noi reagisce al mondo esterno come capita, come può, come è capace di fare e, a volte, capita anche questa cosa qui, del sentirsi esauriti. Credo però che sia, più che altro, come la muta del serpente, ci si squama dentro fino a far uscire un'altra livrea piena di colori e cose da dire, almeno, questo è quello che ti auguro :)

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  10. Hanno già scritto tutto gli altri...aggiungo solo che ti capisco al 100%

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  11. Gli standard: come sono stati creati, si possono levare, penso. Basta che lo vuoi: tu se vuoi, lo fai :)
    E se ti capita di sentirti vuoto: goditela che è una sensazione passeggera, che già nel momento che la analizzi ti stai riempiendo di giustificazioni o accuse, a volte non necessarie.
    Abbiamo fasi alterne, ci sta, penso.
    In bocca al lupo e in culo alla balena.
    Si son troppo raffinata, lo so lo so che ci vuoi fare .. ;)

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  12. Tu, senza voglie? Senza ispirazione? Senza un perchè? Non ci credo, sarà solo un momento no!

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  13. @Zio Scriba: ho copiato la citazione sulla mia Moleskine, e devo dire che da oggi in poi la adotterò come filosofia di vita.
    Grazie, fratello!

    E.

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  14. @Francesca.84: al destino non ci credo, in quanto penso che un essere umano la sua condizione deve crearsela da sé.
    Però un 'fanculo a tutto ci sta sempre ^^

    E.

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  15. @Paòlo: eh, non è semplice. Tuttavia sembra che finalmente io mi sia deciso ^^

    E.

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  16. @Giulia: l'intervista è davvero bello :)

    E.

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  17. @Inneres: ogni tanto mi vedo costretto a rimanere fermo, c'è il rischio che quello che scrivo non corrisponda a quello che mi aspetto da me stesso :)

    E.

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  18. @Costantino: sempre che abbia qualcosa da dire ;)

    E.

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  19. @Veronica: ma che bel commento :) speriamo dai ^^

    E.

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  20. @alpexex: vedo che abbiamo forse una visione discordante per quanto riguarda i sogni. Posso solo dirti che la mia è un'aspirazione che ho sempre avuto, fin da quando ho memoria :)

    E.

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  21. @Baol: posso dire che per ora pare essere solo la mattina appena sveglio il momento in cui mi sento così vuoto. Di solito mi svegliavo e avevo già mille idee... forse è il tepore del sonno autunno-invernale... sarà quello :)
    Il brutto però è che certi giorni sono completamente vuoto... manca la voglia di cominciare a lavorare seriamente al nuovo scritto... mah

    E.

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  22. @Alice: ritardataria eh?! XD (senti chi parla)

    E.

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  23. @chaillrun: e che crepi!
    (te raffinatisssima) XD

    E.

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  24. @Waterwitch: a due giorni di distanza posso darti ragione ^^

    E.

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  25. Scrivi sempre quello che ti piace.
    Salutoni a presto.

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  26. ... e per fortuna che non avevi niente da dire!!!
    Scrivere del niente da dire è dire qualcosa e tu lo hai spiegato molto bene il tuo stato d'animo, il tuo senso di vuoto, la voglia di metterti in gioco senza lasciarti influenzare ma ascoltando solo il tuo cuore... che qualcosa da dire ce l'ha... ed anche la tua bella testa!!!
    Scrivi allora: anche dei tuoi vuoti e delle tue assenze al mondo, del tuo "tanto" da dire.

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  27. Sono circa 5 mesi, da quando è uscito il mio primo libro, che mi sento così, come te. è come se tutto ciò che abbia fatto sia rimasto intrappolato nel passato e ogni volta che prendo la penna in mano, ho paura di sbagliare, di essere banale, di non essere in grado di ripetermi. Non so come uscirne francamente, aspetto la luce, diciamo :-p
    Un saluto

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  28. Ciao. E che è sto abbattimento? Se lo scrivere ti fa stare bene, fallo, e chissene..degli altri. Quello che produrrai sarà una cosa tua, da esserne fieri. Lo so che va solo il commerciale, ma sotto sotto non siamo tutti superficiali e pecoroni... No farti buttare giù. Scrivi molto bene, sei un vulcano di cose da dire...Ascolta di più il cuore e metti per un pochino il cervello in stand-by. Un abbraccio

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  29. hehehe se sei riuscito a scrivere tutto questo sentendoti "vuoto"...bhe che cacchio ci combini quando sei in forma? ;)

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  30. @Cavaliere: eh sembra facile. Penso però che quando si è alle prime armi i mille dubbi siano un fatto normale.

    E.

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  31. @Marcello: io mi sento così, solo a volte, e sto lavorando al mio possibile primo eh?!

    E.

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  32. @viola: l'abbattimento penso sia inevitabile :) Però dai, sono riuscito a rialzarmi ^^

    E.

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  33. @Andrea: diciamo che è merito sia dell'autobus che della Moleskine ^^

    E.

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E.