30 ottobre 2011

Leggende friulane
La danza dei muarz

jackolanternprocessione
Vista la ricorrenza che cade domani, e il numero di consensi che ho ricevuto per il precedente post, direi che cosa buona e giusta è pubblicare una bella leggenda friulana a tema.
Con la leggenda di oggi siamo a Gorizia. Non è la mia zona di nascita, ma la leggenda mi ha affascinato così tanto che non potevo fare a meno di proporvela.

«Il giorno dei morti i goriziani rivolgono il pensiero ai poveri defunti. È credenza che per due notti le anime vadano a visitare brevemente le loro vecchie case, vagando per i corridoi, intrufolandosi negli angoli ed in quei luoghi che erano stati loro cari in vita. Poi, raccolti in processione, raggiungono il camposanto e scompaiono. Hanno l’aspetto di immagini bianche o di fiammelle.
Una volta, in un villaggio friulano, una vecchia, spinta dalla curiosità, volle assistere alla processione delle anime. La sera, quando la campana aveva già suonato per la seconda volta, suo figlio si recò in chiesa, assieme agli altri contadini, per dare – come è usanza – altri due rintocchi di campana in memoria dei defunti. Intanto in casa la vecchia madre pregava il rosario dei muarz. Quando il figlio tornò a casa, ella tagliò il pane dei muarz che poi, secondo il rito, viene mangiato con una preghiera.
Al prolungato suono della campana del paese i defunti si risvegliarono. Mentre il figlio andò a dormire, la donna rimase alla finestra con gli occhi fissi nel buio. Quando suonò la mezzanotte si sporse dalla finestra.
Da lontano avanzava il corteo di spiriti avvolti in vesti candide. La donna riconobbe molti di coloro che le passavano davanti, ma tutti procedevano muti verso la chiesa. Allora cominciò ad aver paura, chiuse la finestra e si coricò. Il giorno dopo raccontò al figlio l’accaduto della notte. Egli si preoccupò molto per la madre e temette per la sua vita. Dopo qualche giorno infatti la vecchia s’ammalò e morì.
È questa la pena per chi osa spiare la segreta processione notturna dei morti»1
Spero che la lettura sia stata di vostro gradimento.
A domani!

E.

1. Anton von Mailly, Leggende del Friuli e delle Alpi Giulie, Editrice Goriziana, Gorizia, 1986, pp. 62-63

6 commenti:

  1. Evviva!
    Questi post me li leggo alla velocità della luce!

    RispondiElimina
  2. Il post mi è piaciuto tanto e qualche brivido mi è sceso per la schiena...a questo punto,metto su un pezzo dei Black Sabbath :)

    RispondiElimina
  3. @Blackswan: le tre note del Diavoloooooooooooooooooo! XD XD XD

    E.

    RispondiElimina
  4. brrrrrrrr......

    un tantino lugubre... caro il mio emanuele, ciao a presto..

    RispondiElimina
  5. @Massimo: come spesso accade con la tradizione popolare :)
    Ciao ciao!

    E.

    RispondiElimina

Cari lettori, ho deciso di aprire i commenti anche agli utenti anonimi però, vi chiedo per favore, firmatevi. Così almeno potrò chiamarvi per nome e non "Anonimo".
Vorrei inoltre ricordare che non siamo qui per insultarci e/o insultare a caso, ma solo per esprimere le nostre opinioni(che non contengano insulti gratuiti ed espliciti riferiti al contenuto dei post). Commenti con insulti al sottoscritto o alle persone che commentano i post verranno sistematicamente cancellati, oppure potrei tenerli ma solo per sfottervi un po'.


E.