1 luglio 2011

L’America!

sottofondo: Nino Rota & Carmine Coppola – The Immigrant

emigrati

Qualche settimana prima di imbarcarmi vidi per la prima volta il mare. Mi stava chiamando.
Sentivo una voce levarsi dalle onde, ero immobilizzato dinnanzi a cotanto splendore.
Mio padre mi disse che la nave che avevamo davanti agli occhi ci avrebbe condotti verso un futuro migliore. Allora non capivo cosa volesse dirmi, ma sapevo di non poter obbiettare.
Durante la traversata incontrai molti volti nuovi. Nei loro occhi, come nei miei, regnava la speranza, la voglia di vivere, la volontà di ricominciare.
Dando l’addio al mio paese avevo pianto. Mi resi subito conto che tutte le persone attorno a me avevano provato le mie stesse e identiche emozioni. C’era nostalgia nelle loro voci, ma non più di tanta.
Eravamo tutti uniti, e tutti con uno scopo in comune: una nuova vita.
Quel giorno ero sul ponte di prua, giocando con i miei coetanei. Erano ormai diverse ore che la nebbia avvolgeva la nostra nave.
Stavo per rilanciare il pallone verso i miei compagni di gioco, quando all’orizzonte cominciarono a delinearsi i lineamenti di una donna. In quel momento realizzai che il viaggio era giunto al termine.
“L’America”, gridò un uomo a un paio di metri da me.
In men che non si dica adulti e bambini si sporsero dalle ringhiere applaudendo, cantando, ridendo e salutando quell’enorme donna di metallo.
Quel giorno ero ancora un bambino, ma riuscii a intuire dal sorriso dei miei genitori che tutto quel viaggio l’avevano fatto per me. Per non farmi crescere come erano cresciuti loro, per darmi qualche possibilità in più, per tentare di farmi diventare qualcuno contribuendo alla costruzione di un mondo nuovo.

Oggi sono cresciuto, e so che quel mondo nuovo è stata solo un’illusione. Tuttavia ringrazio profondamente i miei genitori per averci provato, e per avermi dato la possibilità di provare a cambiare le cose.
Grazie.

 

E.

28 commenti:

  1. L'America...oh sì. Bello e commuovente, mi ricorda molto Baricco...bravissimo Ema.

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  2. E' un pò quello che succedeper i libici ora, sembra che gli italiani si siano dimanticati di essere stati immigrati anche loro!

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  3. Ho le lacrime agli occhi...

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  4. "Succedeva sempre che a un certo punto, uno alzava la testa… e la vedeva."

    Bellissimo pezzo, bravo! ;)

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  5. @Laura: chissà perché ti ricorda Baricco ^^

    E.

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  6. @Waterwitch: in realtà non pensavo ai giorni nostri, però è proprio come dici tu :-)

    E.

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  7. @gian_74: chissà perché mi hai sparato 'sta citazione eh?! ;-)

    E.

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  8. Per non dimenticare ,che siamo stati anche noi emigranti.Serena notte a presto

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  9. @Cavaliere: eh già... e neanche in pochi... possiamo dire di aver "invaso" gli USA e l'America del Sud?

    E.

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  10. Che bel post, geniale, bravissimo.

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  11. @Karma: ma grazie :-) sempre troppo gentile :-)

    E.

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  12. @Paòlo: ma quante gentilezze :-)

    E.

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  13. Umh... io sono convinta, avendo letto altre cose, che puoi riscriverlo meglio... scusa, ti commento poco, e arrivo qui per criticare...
    L'eco di Baricco è troppo forte, secondo me dovresti cercare un modo per usare la "memoria dei poeti" che sia più silenzioso... io quel grido L'America... lo eliminerei...
    tanto Baricco si sente lo stesso...
    Non mi torna molto poi la incosapevolezza del figlio "Allora non capivo cosa volesse dirmi, ma sapevo di non poter obbiettare. " con la consapevolezza di due righe dopo "
    Nei loro occhi, come nei miei, regnava la speranza, la voglia di vivere, la volontà di ricominciare".
    La fine riscatta un po' tutto, anche se mi sembra che il racconto ci arrivi con velocità eccessiva...
    Ultima cosa... anche se si può scrivere in due modi a obbiettare preferisco obiettare...
    Ora scusa tutto questo sproloquio, e il mio andare contro corrente... ma, ripeto, secondo me, sai scrivere "più " di così...

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  14. @Sasha: adesso provo a risponderti:
    1) L'influenza di Baricco si sente tanto perché ho voluto che fosse così; mentre scrivevo pensavo lui, e su questo non posso farci niente. A dirla tutta volevo citare testualmente il passo di Novecento :-)
    2) Il narratore non è un bambino, ma un adulto, quindi è normale che ricordando sappia di cosa erano carichi gli occhi di quelle persone. Non è chiaro però ad un bambino.
    3) La velocità del finale è pienamente voluta, non volevo dilungarmi troppo, anche perché più che un racconto vero è proprio si tratta di una sorta di "esercitazione".

    Spero di averti risposto in modo esauriente, e poi vorrei dire solo una cosa: finalmente qualche critica :-)
    Comunque sappi che terrò da parte i tuoi preziosi consigli, non si sa mai :-)

    E.

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  15. Caro Emanuele... rispondo alle tue perchè le avevo tenute in considerazione mentre scrivevo le mie note. Il contrasto tra la consapevolezza e l'inconsapevolezza in quelle due frasi si sente proprio perchè la visione in quel momento è del bambino, è negli occhi dei bambini che scrivi c'era speranza e voglia di ricominciare... sentimenti troppo forti e consapevoli rispetto all'inconsapevolezza del bambino, nel loro sguardo mi aspetterei di più l'inquietudine, lo stupore, la paura o la curiosità... più della voglia di ricominciare che è un sentimento adulto.
    Non avevo dubbi che tu volessi citare Baricco, però abusare della memoria dei poeti è un po' come svilire quanto si scrive, sei sul filo della copiatura ed è rischiosissimo starci su, non sembra copiato.. non è questo che voglio dire, ma personalmente adoro i collegamenti e le eco letterarie, ma più soft... comunque questa critica è gusto personale, la citazione pura ha un suo senso comunque... te lo concedo.
    Anche il finale, in realtà la velocità ero certa che fosse voluta, però l'ho letta come un po' troppo scivolata...
    stilisticamente non perfetta... come esercitazione è buona, in quanto tale, ti lancio una sfida... prova a giocarci e vedere se riesci a migliorarla ;P
    Io adoro fare critiche letterarie... :D

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  16. @Sasha: l'ho notato :-)
    Sulla consapevolezza ora mi rendo conto che hai pienamente ragione.
    Che dire: magari in un futuro non molto lontano accetterò la tua sfida ^^

    E.

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  17. .. :p come vedi sono un lettore attento :P leggo poco ma bene...ciao a presto!

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  18. @Sasha: e questo non può non farmi piacere :-)
    A presto

    E.

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  19. Piacere di conoscerti.
    A presto.

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  20. Racconto magnifico che mi fa anche pensare che é largamente dimenticato il fatto che un po' tutte le famiglie italiane hanno vissuto emigrazioni del genere ...

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  21. @Gianna: il piacere è tutto mio :-)

    E.

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  22. @Adriano: eh già... ce lo stiamo dimenticando un po' troppo in fretta...

    E.

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  23. ciao, non so come ho fatto ad approdare qui, ma son contenta che sia successo!
    piacere, crisceppina

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E.