25 maggio 2011

Pensando ai giovani e al loro rapporto con la tecnologia

È un po’ di tempo che un pensiero in particolare mi frulla per la testa. In realtà ce ne sono tantissimi, ma questo mi sembra degno di attenzione; se non da parte mia che scrivo, almeno da parte vostra che vi dovete sorbire le mie pippe mentali.

bambino-computer

Che sia giusto far avvicinare le nuove generazioni ad Internet già in tenera età?

Mi spiego: ogni mattina passo con la macchina davanti ad una scuola elementare e, sarò sentimentale, ma mi sembra di non scorgere più quei sorrisi pregni di innocenza e gioia di vivere che hanno sempre caratterizzato l’infanzia. Sono tutti ammusoliti, tristi e ingobbiti. Tengono la mano del genitore con enorme fatica, e una volta che si trovano tra gli amici non sanno parlare di altro se non di videogiochi.
Non sono stato un santo da piccolo. Ammetto che anch’io avevo il Game Boy, ma niente di più (videogiochisticamente parlando). L’unico computer presente in casa, si parla degli anni ‘90, apparteneva a mio fratello (che allora frequentava le scuole superiori) e in rari casi potevo toccarlo, sempre però sotto la supervisione di un “grande”. Ancora mi ricordo le sberle prese per aver usato il computer senza permesso ed essere stato scoperto.

Oggi cosa si fa?! Sembra che appena un bambino cominci a camminare abbia già un cellulare in tasca, mai che la mamma si preoccupi di non vederlo più in cucina e allora lo chiami per poi scoprire che il pupo si trova in salotto. In quei pochi istanti ha già rovesciato tre vasi, mangiato coccinelle con contorno di terra, tirato la coda al gatto, spalmato di crema il tavolino, rotto il piatto di ceramica preso al mercato delle pulci per una sciocchezza, e rovinato con la penna biro quel bellissimo divano di pelle orgoglio del maschio di casa; tutte cose che feci (non quella del gatto però), ma senza la rompitura del cellulare.
I giochi tradizionali? Macché! Appena i tati riescono ad acquisire una anche minima capacità articolatoria alle falangi delle dita, gli si piazza davanti uno schermo e una tastiera, facendogli provare l’ebbrezza del primo rincoglionimento da videogame ad opera di Lo Scoiattolo Smerdolo e i Cattivi Porcelli MangiaMele.
Dove sono finite le Lego, orgoglio di noi provetti architetti?
Dove sono finiti i soldatini, orgoglio di noi provetti distruttori?
Dove sono finite le macchinine? E dove i palloni, le pistole di plastica e tutti quei meravigliosi giochi che ci tenevano impegnati per ore?

I genitori, colpevoli di aver comprato il computer, ci provano anche a farli riaffezionare ai buon vecchi giochi di una volta, magari comprando quei kit da giovani poliziotti comprendenti pistola, distintivo, radio, manette, gatto a nove code, perizomino FuckmeCop e manganellone dritto e duro da usare con chi vuoi, ma è tutto inutile. Dopo il divertimento dei primi 5 minuti il bravo poliziotto se ne va a cagare, tornando a passare la sua giornata su Mortal-Suicide-Inchiappett-Kombat XXXVIII (adesso è cresciuto, e lo Scoiattolo Smerdolo non attira).
E via così fino al fatidico giorno in cui al genitore non viene l’idea di far provare, al suo prediletto, l’ebbrezza di Internet e di lasciarlo da solo nel girovagare per la Rete.
Da qui la vita del soggetto prende una inarrestabile accelerata verso il baratro. Non sarà più capace di scrivere in italiano, passerà le ore a farsi quante più seghe possibile davanti ad una webcam (in collegamento con una zoccolina dall’altra parte del mondo) e a cercare di avere più amici virtuali possibile.

Poi ci lamentiamo se i giovani di oggi, sì anche quelli della mia età, sono per la maggior parte dei mentecatti analfabeti incapaci di elaborare un proprio pensiero e che ondeggiano, come una fottuta boa, tra una moda e l’altra.
Sono certo che la tecnologia non è il solo artefice di questo disastro, ma riconosco che ne è una delle principali cause. Da dove deriva il loro lessico incomprensibile? Da dove si creano una visione distorta della sessualità? Da dove deriva il loro fottutissimo sms-style? Da dove deriva il loro disinteresse per la lettura?
Siamo arrivati al punto in cui un individuo che si sforza di parlare e scrivere in un italiano corretto (almeno spero di saperlo fare) viene deriso e preso in giro dalle masse e additato come fossile.

Cari genitori, lo so. Molte volte non vi sentite in grado di imporre la vostra autorità (sarà brutto da dire ma certe volte lo si deve fare) e allora optate per la facile carta del “viziare il proprio figliolo perché io non ho mai avuto tutte le possibilità che ha lui oggi”. Non voglio incolparvi a prescindere, ma diciamoci la verità: qualche volta una sberla fa sempre bene. Anch’io ho fatto le mie cazzate quando ero piccolo, e qualche sberla (solo qualche?) l’ho presa, e fidatevi: me le ricordo tutte.

Volete che i vostri figli tornino ad essere teneri e spensierati bambini?

  1. Il pargolo non deve avere accesso libero a Internet fino alla quinta, massimo quarta superiore (fidatevi che funziona); Le ricerche per la scuola? Che vadano a farsi la dura gavetta in biblioteca, così magari imparano anche un po’ di italiano (che male non fa);
  2. Un taglio ai videogiochi. Il mio primo computer l’ho ricevuto in terza superiore, ma solo perché facevo un ITIS, e lo stesso i videogiochi occupavano il 60% del mio pomeriggio. Se proprio non riuscite a staccarlo dallo schermo portatevi dietro il cavo di alimentazione del suddetto computer;
  3. Cominciate anche con il non farli uscire il sabato sera già in tenera età. Le mie prime uscite notturne le ho fatte a 17 anni, e solo quando raggiunsi i 19, finite le scuole, l’orario di rientro divenne quasi illimitato (adesso lo è, ma ho quasi 24 anni eccheccazz’!);
  4. Fategli spegnere il computer e mettetegli un libro in mano. Se trovate la formula giusta riuscirete a farli innamorare della carta stampata. Fidatevi, con me ha funzionato;
  5. Qualche litigata ci può stare, ma insegnateli cos’è il rispetto;
  6. Se scappa di casa per uscire con i suoi amici, al suo ritorno dategli una di quelle sberle che non si dimenticherà per tutta la vita (a volte ne basta anche solo una, ma bella cattiva);
  7. Se proprio volete fargli usare il computer, tenete a mente che ci sono in Rete una quantità impressionante di software educativi.

Va be’, basta. Forse ho passato un po’ il limite, ma la scrittura di questo post mi è letteralmente esplosa dalle mani quando lessi la notizia che Zuckerberg era deciso (per poi smentire) di aprire Facebook anche ai minori di 13 anni (come se molti di loro non lo usino già).
A presto,

 

E.

49 commenti:

  1. son pienamente d'accordo con te ... io ho trascorso la mia infanzia a leggere leggere e leggere tanti libri, e quando non leggevo o giocavo o disegnavo ... il mio primo cellulare l'ho avuto in seconda superiore e per di + lo dovevo dividere con le mie 2 sorelle, facevamo un giorno a testa, per non parlare del computer che l'abbiamo comprato l'ultimo anno di superiori e senza internet, perchè dovevamo scrivere la tesina per l'esame di stato. penso che non avrei voluto un'infanzia diversa da questa, non sono stata condizionata dalle tecnologie e ho passato il mio tempo all'aperto. Penso che un giorno, quando e se avrò un figlio sarò molto severa con lui ... i bambini non hanno bisogno di cellulari, ne di stare al computer o fissi a giocare ai videogiochi ... la scelta di abbassare l'età su Facebook è ridicolo, se fossi un genitore, col cavolo che lo farei segnare, se vuoi parlare coi tuoi amichetti lo fai a scuola, ai giardini o al parco.

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  2. Condivido fino all'ultima sillaba. E anche più di una sberla se si mette SkRiVeRe KoSì, se pretende le cose perchè "Gli altri ce le hanno", se va in giro col cappuccio in testa e gli occhiali da solo giganti anche col buio, se non studia, se si fa le foto col cellulare e ci scrive sopra "PeRke iO pOxXo E tU no!" o "BiMbA FaShIoN", è da spaccare di legnate!

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  3. @Francescast.84: parole sante! Per carità, anch'io ho avuto i miei videogiochi, ma certo non passavo i pomeriggi chiuso in casa; per quello ci sono gli anni di università XD.


    E.

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  4. @Waterwitch: c'è sempre l'opzione "fustigazione pubblica in chiesa" ^^

    E.

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  5. E' quello che ho sempre pensato anche io. La tecnologia sta uccidendo la fantasia dei bambini ma non solo, sta uccidendo i valori della vita. Io sono rimasto male quando una volta, che ero al mare, invece di vedere bambini chiassosi che facevano le piste con le palline o che si fanno scherzi con l'acqua, ho visto bambini sotto l'ombrellone che giocavano insieme col Nintendo DS. Cazz, hai il mare che non lo vedi mai e ancora vuoi usare il Nintendo, che tanto potrai usare per 11 mesi? Che tristezza.

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  6. Concordo più o meno con tutto. Io però prenderei a legnate i genitori, perché cazzo, se fate i figli poi assumetevi la responsabilità di educarli! I miei ricordi d'infanzia più belli sono quelli delle guerre a palle di fango e devo dire che a casa mia le regole erano chiare e andavano rispettate da tutti, grandi e piccoli, che poi, una famiglia in cui ci sono regole e comportamenti da rispettare, non è necessariamente una famiglia noiosa, anzi, la mia esperienza dice proprio il contrario!!! :D

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  7. No, la chiesa no, è diseducativa!
    Io già lo so che i miei evantuali figli mi odieranno fino ad almeno 20 anni, ma almeno saranno indivudui pensanti.

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  8. Condivido a pieno quanto hai detto!
    Oggi come oggi, i bambini sembrano più degli zombie che dei teneri pargoli!
    Che poi mi chiedo a 6 anni, cosa faranno mai con il cellulare???
    Io il pc l'ho avuto in 1 media, ma non avevo internet, ne stampante! Per cui quando c'era da fare una ricerca, la cercavo sui cd enciclopedici che uscivano con i vari giornali e mi armavo di pugno per ricopiare tutto davanti a un quaderno! Internet l'ho avuto in 4 superiore e con una sorta di abbonamento a consumo, che ti obbligava per forza ad usarlo solo quando necessario!

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  9. hahahah! lo scoiattolo smerdolo è fichissimo!! hahahah! comunque scherzi a parte.. concordo pienamente.. questi bambini hanno le tasche piene di tecnologia..quando ero bambina io in tasca al massimo tenevo delle figurine... Bellissimo post! A presto.. Sibilla

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  10. @Paòlo: che tristezza quando vedo cose del genere...

    E.

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  11. @Lumaca: guarda, non ho voluto sproloquiare contro i genitori proprio perché di questi tempi molte coppie sono costrette sia a far figli che a lavorare, non dico però che così sono esentati dal fare il proprio dovere :-)

    E.

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  12. Pienamente d'accordo, internet è sicuramente fonte di conoscenza...ma a parer mio questa conoscenza abbraccia troppi campi, che dovrebbero rimanere celati ai più piccoli..almeno per un po'... Inoltre lo sviluppo della fantasia viene frenato, con internet è tutto già bello pronto...Un bel libro fa la differenza, innanzitutto è composto da parole, come elemento essenziale..e qualche illustrazione ci sta, invece sul web i bambini sono bombardati dalle immagini.. Tra le chiavi di ricerca del mio blog c'era: come scrivere il tema di saluto 5 elementare....
    All'epoca della 5° elementare ..non sapevo assolutamente dell'esistenza dei computer!E i temi me li facevo da sola...
    ps. gli under 13 ci sono già su fb...

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  13. @Waterwitch: hai tutta la mia approvazione, ma bisogna comunque lasciarli liberi di credere in quello che vogliono (lo dico anche perché la mia morosa è credente, ma non nel senso schifoso che ripudio). Certo è che una presa di coscienza verrà incoraggiata :-)

    E.

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  14. @Karma: infatti penso che, una volta capiti i loro motivi, tu ti sia resa conto che i tuoi genitori hanno fatto solo bene a mettere certi "paletti" :-)

    E.

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  15. @lo scrigno di Sibilla: a preso cara :-)

    E.

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  16. @Artemisia1984: certo che ci sono già, ma vuole far sì che la cosa venga pienamente legalizzata. Perché secondo lui Facebook fa parte dell'educazione. Bello eh?!

    E.

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  17. Un Emanuele molto ma molto saggio, che temo rimarrà inascoltato... comunque i prossimi genitori, quelli della tua generazione, saranno l'ultima, esile speranza, l'ultimo possibile baluardo contro la tecnoscimmia che avanza: questo scempio, questo mostriciattolume analfabestia, è infatti un regalino, e mi spiace dirlo, dei genitori della MIA generazione...
    Le cose stanno proprio come dici tu: se un'analfabestia scrive (perché è questo il dramma: scrivono! ridateci gli analfabeti totali di una volta, che facevano meno danni!) "ti o detto" risparmiando l'"acca" (cazzo che gran risparmio! che furbizia! che intelligenza!) se osi riprenderlo sarai TU a venire deriso!!

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  18. Sottoscrivo ogni singola parola.
    Ma, cambiando un attimo prospettiva, cosa pensare della miriade di trenta-trentacinquenni di oggi, cresciuti senza cellulare e senza internet, che skrivono kosì come tanti bimbiminkia e che si riempiono di bolle al solo contatto con una pila di pagine rilegate? Guarda, ogni volta che apro facebook e leggo come si esprimono questi cosiddetti ADULTI do il cencio in terra con i coglioni.

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  19. MI trovi in perfetta sintonia, sono piena di perplessità anche io. Penso che un bambino debba stare più tempo che può fuori, calpestare a piedi nudi la terra, arrampicarsi sugli alberi e giocare... per la tecnologia avrà sin troppo tempo.

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  20. Il troppo come tutte le cose fa male.Saluti a presto

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  21. Non toccare a miei nanetti dell'asilo la playstation, detto questo...detto tutto...mica colpa è loro...ma di chi li educa.

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  22. Potranno essere di qualsiasi religione vogliono e di qualsiasi orientamento sessuale pure, purchè usino il cervello anche li.
    Esempio: vogliono essere cattolici, perfetto, purchè poi non vengano a casa il venerdì a dire "Io la fetta di carne non la mangio perchè se no vado all'inferno, me lo hanno detto le meastre ed i compagni di classe" oppure che diventino razzisti verga i gay e stronzate del genere, perchè sarei capace di trasformarmi in Hulk!!!
    L'ambiente e le persone che frequenti possono farti il lavaggio del cervello. Alle elementari avevo una maestra di religione che cidiceva di bruciare (bruciare non buttare)tutto quello che aveva un minimo a che fare con le altre religioni. Un mio compagno ha bruciato la video cassetta de "Il piccolo Buddha" che è un film bellissimo!!!
    Quando ho detto casa quello che ci aveva detto la maestra, mia madre è andata a scuola urlando con la maestra stessa e poi con la preside, perchè aveva cercato di farci il lavagggio del cervello a tutti in modo stupido e perchè aveva esortato bambini di 7 anni a fare falò!!!

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  23. D'accordo in tutto e per tutto.... mio nipote ha cinque anni e ovviamente il pc è vietato anche perché non saprebbe nemmeno usarlo... in compenso mi batte con la playstation!!! aiuto....

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  24. In linea di massima sono d'accordo con voi. Però il discorso non è così semplice come sembrerebbe. I tempi cambiano e i bambini (così come i genitori) si adeguano ai cambiamenti, almeno finché vivono in una società. È inevitabile. È successo con le generazioni prima delle nostre, i miei nonni sono cresciuti con la guerra, i miei genitori a 13 anni lavoravano già e non esistevano neanche i lego, o meglio: non potevano permetterseli.
    Noi possiamo, anzi, dobbiamo avere un controllo ferreo della situazione però c'è un limite psicologico che va esaminato con estrema cautela. Un bambino completamente fuori del contesto sociale verrà certamente discriminato dai coetanei. Come giustamente dici se parlano di videogiochi tutto il giorno e mio figlio non sa cosa siano, di cosa parlerà con i compagni?
    Quindi va bene il controllo e la vigile attenzione, ma non si può imporre uno stile di vita del tutto estraneo al contesto in cui vive, anche se lo ritengo più giusto. È il duro prezzo da pagare per il nostro benessere. Io ho un figlio di due anni e ancora non ho di questi problemi, cerco di educarlo nel migliore dei modi e vedo che già ha una certa affinità con i libri, però sono consapevole che la vera lotta inizierà con la scuola...

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  25. Ciao Emanuele! Esprimi molto bene anche i miei pensieri! Confido nella nostra generazione, noi "futuri genitori" abbiamo una grande responsabiltà, ma sembrerebbe che molti di noi siano dotati di quel tanto di sale in zucca che fa sperare in un cambio di tendenza... Staremo a vedere!!! C.

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  26. @Scriba: oddio... spero proprio di non rimanere inascoltato :-)

    E.

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  27. @web runner: sono i personaggi che chiamo pre-tardoni-con-smania-di-moda-e-giovinezza :-)

    E.

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  28. @Laura: eh già... quello che dico io è: un po' di playstation ci sta anche, ma no tutto il giorno.

    E.

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  29. @Waterwitch: che schifo. Pensa che io avevo un prof di religione del genere i primi tre anni di superiori. Mi ricordo ancora la volta in cui disse testuali parole: «i Musulmani, puah. Noi abbiamo ragione e loro hanno torto».
    Questi individui sarebbero da bruciare in un fuoco purificatore.

    E.

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  30. @gian_74: non dico di estraniarlo da tutto e da tutti. Esiste una misura.
    Certo converrai con me sul fatto che far uscire la sera un bambino dai 12 ai 14 anni (perché sono ancora bambini) e permettergli di stare fuori fino all'ora che vuole, non è di certo scusabile con l'etichetta "società".

    Quando ero piccolo i miei genitori mi facevano giocare ai videogiochi, ma solo al Game Boy (il nintendo non l'ho mai avuto, e nemmeno lo rimpiango) e di certo quando c'era il sole la prima cosa che mi veniva in mente era di uscire fuori a giocare (per i videogiochi c'erano le giornate di pioggia, e anche lì prediligevo i soldatini).

    Il discorso delle generazioni passate secondo me non regge, e ti spiego il perché: i nostri genitori o i nostri nonni non si sono trovati, da bambini, davanti ad una tecnologia così invasiva. Quando ero piccolo io esisteva una sorta di equilibrio, ma oggi è stato del tutto rotto.

    Spero che il tuo figliolo divenga un lettore con i fiocchi :-) :-)

    E.

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  31. @winnie: esatto, staremo a vedere :-)

    E.

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  32. @emanuele: Certo che bisogna trovare una misura, ma non è per niente facile te lo assicuro. Anche perché concedere una cosa ad un bambino, anche solo una volta per loro è acquisita. Con questo non voglio giustificare i genitori che piazzano i figli davanti alla tv o al pc senza controllarli, anzi quelli sarebbero da radiare dall'albo! Però è anche vero che una volta almeno la madre faceva la casalinga e aveva tempo da dedicare ai figli, oggi, se non si lavora in due non si riesce ad arrivare a fine mese e allora devi ricorrere a nonni, baby sitter eccetera. E le variabili aumentano.
    Per quanto riguarda le generazioni passate, mio padre diceva le tue stesse cose dei cartoni animati! ;)
    Spero anche io che mio figlio diventi un grande lettore e magari uno scrittore, spero di trasmettergli la passione. ;)
    Bel blog, lo infilo nel blogroll!! ^_^

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  33. @gian_74: la storia dei cartoni animati l'avevo anche pensata :-) ma alla fine un cartone animato non può di certo competere con il magnetismo che le teconologie di oggi emanano verso i più piccoli e non solo; vedasi i quarantenni in fila per ore per comprare un iPad, il dispositivo a mio avviso più inutile che esista sulla faccia della terra, senza sapere che cosa stessero per comprare.

    Purtroppo il discorso del lavoro è vero, e devo darti ragione.

    Tecnologia ai bambini? Certo che si può, magari con una cosa per volta. Non è possibile che un bambino di 6-7 anni abbia già: lettore mp3, playstation, wii, nintendo ds, cellulare e, di questi tempi, ficchiamoci pure dentro un cazzo di iPad.

    Grazie della tua aggiunta :-) mi è piaciuta questa piccola discussione :-) Spero di trovare presto un tuo commento.

    E.

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  34. Quanta saggezza in queste parole!

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  35. Concordo.
    è fondamentale che i bambini tornino a fare i bambini e che certi "mezzi" siamo utilizzati da chi è in grado di capirli (che poi anche su questo ci sarebbe molto di cui parlare)
    Un saluto.

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  36. Ho visto il Duomo di Gemona il giorno dopo il terremoto... poi, ho giro-vagato senza imbrogli.
    Pseudonimo

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  37. Ciao Emanuele,condivido il tuo pensiero,da quando ero piccolo io le cose sono cambiata e di molto....molte cose in peggio,finalmente sono riuscito a sbloccare Blogger,è un periodo che fa i capricci.
    Buon week.

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  38. @Marcello: infatti il mio riferimento ai trenta-qaurantenni in fila per comprare un iPad senza sapere nemmeno a cosa servisse ne è un esempio :-)

    E.

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  39. @Anonimo: posso solo dire che ogni volta che vedo le foto di quell'evento mi vengoono i brividi.

    E.

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  40. @achab: eh già Comunque su google chrome io non riesco nemmeno ad accedere a blogger. Mi tocca usare Safari.

    E.

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  41. Permettimi di non essere completamente d'accordo. Un bambino rimane ignorante nel momento in cui genitori, maestri, amici... non danno il giusto esempio. Spesso sono loro i primi a non leggere, a non educare al pensiero ragionato... Un bambino è curioso per natura, riempie gli adulti di domande cui spesso costoro non sanno rispondere: la cosa da fare, in questi casi, è prendere un'enciclopedia (anche online) e cercare la risposta. Ciò aiuterebbe anche a lavorare in autonomia. Ma tanti genitori sono pigri; tanti maestri, invece di premiare la curiosità, se la prendono col bambino che disturba la lezione: perché mai, allora, il bambino dovrebbe comportarsi diversamente?

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  42. @Marco: certo, esistono anche quei casi. Però, per come la vedo io, la troppa tecnologia (una sorta di "trovare la pappa pronta") riduce anch'essa le potenzialità mentali del bambino che si appresta a diventare un giovane adulto. O no?

    E.

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  43. ciao Emanuele
    sono super d'accordo con il tuo ragionamento

    le nuove generazioni troppo super tecnologiche non vanno bene...
    figurati che conosco una bambina a cui per la Comunione (10 anni) è stato regalato l'iPad... sarà che cresce alta e che l'iPhone già lo aveva ricevuto per natale, ma sempre una bambina è...

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  44. ciao, molto dipende dai genitori. ho due bambini, il più grande ha 3 anni e mezzo. se ha ilpermesso, lui accende il pc, sceglie l'utente, si connette a internet, apre il browser e clicca sulla pagina dei suoi giochi. questo non significa che non faccia anche tutto il resto....leggiamo sempre libri, si disegna, si fanno passeggiate e lavoretti di tutti i tipi. del resto con due genitori a cui piace stare un po' al pc il figlio non poteva fregarsene completamente. il tutto sta nella giusta misura secondo me
    un abbraccio

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E.