24 febbraio 2010

Sprazzi di eventi…

Ah…finalmente eccomi qui dai miei adoratissimi.
Penso proprio di aver finito di star dietro agli abbellimenti per il blog; anche se lightbox continua a darmi problemi…stracazzo di un cazzo.

Come qualcuno di voi saprà, sto scrivendo il mio primo mini-saggio(prevedo al massimo una decina di pagine di word) sulla figura di ser Cepparello(vedi la prima novella del Decameron). Penso che l’argomento del saggio non sia stato ancora preso in considerazione da nessuno…beh, se così fosse, tanto meglio per me. E, sicuramente, non ve lo dirò ora, che lo sto ancora scrivendo. Penso che lo pubblicherò sul blog in formato pdf, liberamente scaricabile sotto licenza creative commons…si vedrà.


Intanto le lezioni sono ricominciate(tranne letteratura spagnola). Per ora, il corso di Letteratura Inglese mi sembra il migliore di tutto l’ anno: la professoressa è veramente una donna in gamba e non è una di quei soliti letterati vecchi ed antiquati; questa è veramente al passo coi tempi, pensate che ci ha consigliato anche vari siti su cui trovare i libri da leggere e studiare completamente gratis. Uno dei siti si chiama Project Gutenberg e, al suo interno, sono raccolti molti libri i quali copyright sono scaduti, e vi consiglio caldamente di darci un’ occhiata.


Adesso scusate, ma devo scrivere a Suor Germana

18 febbraio 2010

Una bella serata del cazzo…

Questi ultimi 10 minuti sono stati densi di emozioni. Proverò a raccontarvela con un minuscolo racconto.

Finita la cena torno su in mansarda per godermi ancora qualche ora davanti al pc, sparandomi un buon film e scrivendo qualche stronzata del cazzo sul mio blog. In definitiva, però, la serata sarebbe stata la solita noia mortale, perché avrei sicuramente scelto un film del cazzo tanto per passare un po’ di cazzo di tempo del cazzo.

Il browser è già posizionato sulla mia pagina di Facebook. Mi siedo sulla mia poltrona preferita, in finta pelle nera o che cazzo ne so di materiale, e comincio a scorrere le news, sospirando ed annoiandomi ad ogni scorrere di rotella.
Ad un certo punto, una foto pubblicata dalla mia grande amica Giulia attira la mia attenzione e mi fa cliccare su di essa.



La foto raffigurava le prime tre tope che compaiono nel film Grindhouse - Death Proof, uno dei migliori film del mio cinematografaro preferito: Quentin Tarantino.




Lascio qualche commento, clicco su quel cazzo di Mi Piace e mi accorgo di una cosa: la mia mano sta automaticamente scorrendo verso l’ interruttore dell’ hard disk esterno, lo preme, e ricomincia a guidare il mouse. Come d’ incanto la freccia bianca clicca sull’ icona di Total Commander e fa scorrere i film contenuti nell’ hard disk fino a trovare Death Proof.

Click Click!
E The Last Race comincia a rimbombare dalle casse dello stereo…

This boring night gonna be a fuckin’ wonderful one. Hasta luego, chicos…
Ci vediamo per un margarita e cibo messicano da Guero’ s ;-)

E.

17 febbraio 2010

Il Relax del Guardiano dell’ Anima Sciolta

Pochi giorni ancora e le lezioni ricominceranno; forse sono troppo pochi…ma pochi giorni che posso dedicare al relax totale godendomeli affondo.

Questa mattina ho provato a fare il mio primo esercizio di rilassamento. Devo dire che mi ha aiutato molto, infatti il resto della giornata è andato veramente da Dio. Sono stati 18 minuti di “scioglievolezza” senza pari(meglio del cioccolato Lindt): prima di cominciarlo avevo un’ infinità di pensieri per la testa, ma una volta finito riuscivo a pensare solo a quanto mi sentissi bene.
Penso che porterò avanti questo esercizio.

Proprio l’ altro giorno è arrivata la buona novella: il 26 marzo suoneremo al Blocco Music Hall di San Giovanni Lupatoto. Ah già…non vi ho mai parlato del mio nuovo gruppo, i Soul Guardian: batteria, basso e due chitarre per dar vita ad un power metal che, nelle composizioni più moderne, non è molto power, ma un miscuglio ben domato di vari generi(si va dall’ heavy puro fino al black per intenderci).
Amo quei ragazzi…sono una vera botta di vita; soprattutto il Charlie, che da di quelle botte che ti infondono un amore immane per la vita XD
Il concerto del 26 marzo si terrà nel miglior locale(almeno secondo me), del veronese. Un’ acustica perfetta e un palco troppo bello, adatto a spaccar fuori tutto con della buona musica di sottofondo.


Intanto sto mettendo insieme i vari ricordi per la parte 4 della serie “Mi Ricordo Budapest”; non ho visto vostri commenti oltre a quelli delle mie due amiche ma va beh. vi capisco…sono ricordi che condivido essenzialmente con loro due.
Stavo anche pensando anche di dare il via alla serie “Mi Ricordo Segni”, vediamo quello che riesco a mettere insieme. Se il materiale sarà abbastanza contateci pure ;-)

Bon dai, oggi niente poesia, niente treno…solo svacco.

E.

11 febbraio 2010

Mi Ricordo Budapest pt.3

Il Primo Giorno di Asilo

Mi ricordo che non volevo avere niente a che fare con un asilo che non fosse quello di Gemona del Friuli, in cui avevo passato i primi anni di cui ho memoria e di cui conservo ancora ricordi stupendi, ma mia mamma decise di farmi frequentare, anche se solo per 6 mesi, l’ asilo ungherese.
Mi ricordo il giorno in cui mi ci portò per la prima volta.

Era una giornata buia e tempestosa, sembra l’ inizio di un libro horror ma io me la ricordo proprio così: il cielo era grigio scurissimo, quasi nero, e minacciava di portare con se la pioggia ungherese a cui ancora non mi ero abituato(già avevo fatto fatica ad abituarmi a quella friulana).
Non avevo voglia di frequentare quell’ asilo, non capivo una parola di quello che diceva quella gente e di certo non sarei riuscito ad imparare questo nuovo idioma…avevo paura, ero un piccolo bambino italiano in mezzo ad altre migliaia di bambini diversi da me, e questo è quello che mi spaventava.

Arrivammo davanti all’ ingresso dell’ asilo ed allora cominciai a stringere sempre di più la mano di mia mamma. Ci aprì una donnona alta e dai capelli castani, che appena mi vide fece un sorriso a 90 denti e ci invitò ad entrare, mi dispiace ma non mi ricordo il suo nome, perciò d’ora in poi la chiamerò H. Devo dire che l’ educazione che aveva quel popolo non l’ ho trovata in nessun altro angolo d’ Italia(che culo eh?!).
H. ci fece fare il giro dell’asilo e, appena entrai nello spogliatoio(non so come definirlo in altro modo), un raggio di luce illuminò il grigiore di quella giornata.

Era lei, era bellissima, e cominciai in quel momento a provare qualcosa che non avevo mai provato prima per una persona. Si chiamava Giulia, era italiana, e mi chiese come mi chiamavo.
Mi ero innamorato di una dolce bambina dagli occhi marroni, che continuava a guardarmi con aria di simpatia e curiosità. Poco dopo scoprii che abitava proprio accanto all’ asilo. A quel punto capii che era meglio fare come diceva mia mamma e frequentare l’ asilo ungherese, almeno avrei visto Giulia tutti i giorni.

Nei giorni successivi capii che il problema linguistico, per un bambino, è irrilevante. Mi avranno senz’ altro preso in giro alle spalle tutti quei bambini ungheresi, ma per le cose fondamentali ci capivamo.

To be Continued...

E.

10 febbraio 2010

Mi Ricordo Budapest pt.2

Ciao a tutti, i ricordi sono un mistero. Rimangono nascosti per anni e anni e, appena afferri una penna o cominci a picchiare i tasti sulla tastiera, riaffiorano con la speranza di essere immortalati. Vi voglio fare le mie scuse: i miei ricordi non riaffioreranno i un preciso ordine cronologico, ma spero di riuscire a fare un buon lavoro di trascrizione e documentazione in ordine cronologico. E’ anche possibile che, ogni tanto, io aggiorni i post che ritengo incompleti, in quanto il riaffiorare dei ricordi non è una cosa che avviene a comando.


Le prime Settimane

Non ho particolari ricordi del primo giorno che passammo a Budapest. Mi ricordo però che, la prima sera arrivammo in questa casa che sapeva di diverso. Nuovo paese, nuovi odori. La casa era molto vecchia e, se devo ammetterlo, anche lurida in modo particolare. Le mensole degli armadi della cucina erano appiccicose.
Però non ci rimanemmo molto. Poco tempo dopo i miei genitori trovarono un appartamento abbastanza grande in affitto. Eravamo nella zona collinare di Budapest; davvero una gran bella zona.
Sotto casa vi era la roulotte del panettiere. Ogni isolato ne aveva uno…non era molto pulito(il paese si stava pian piano riprendendo dagli anni passati in dittatura), ma il pane era fantastico; faceva di quelle girelle al cioccolato da leccarsi i baffi.

Mi ricordo anche dei mercati di Budapest. Devo ammettere che mia mamma è stata molto coraggiosa in quei 3 anni, sembrava in qualche caso di vedere l’ Italia di 40-50 anni fa. Riesco solo a pensare che, quei tre anni, mi abbiano donato tanti di quegli anticorpi da immunizzarmi da buona parte dei virus.
Mi ricordo della miseria che regnava a Budapest; una cosa è visitare la città da turisti, un’ altra è viverci. I turisti non facevano la spesa al mercato, non compravano verdure da queste vecchiette rese enormi da 3-4 strati di vestiti per proteggersi dal freddo(che arrivava anche a -20° C) e che stavano tutto il giorno al freddo anche solo per vendere qualche carota o qualche patata.
I turisti non entravano nelle macellerie a vedere i macellai con le unghie nere che ti servivano la carne. Ben inteso, non mi sto lamentando di quegli anni, sono stati il periodo più bello della mia infanzia(se non della mia vita).
Pian piano cominciai ad abituarmi alla mia nuova casa, questa città enorme che sembrava rinchiudersi su di me ogni volta che uscivo di casa. Ma ragazzi…che città meravigliosa.

To Be Continued...

E.

9 febbraio 2010

Peccato? No…direi di no…

Ciao cari miei,
dedico questo post a Eluana Englaro, una donna che, a un anno dalla sua morte, non trova ancora la pace per colpa di individui ignoranti e senza buon senso.  
In questi giorni si è aperto di nuovo il dibattito sul testamento biologico, in quanto è passato un anno dalla morte di Eluana Englaro; una donna di 39 anni che, dopo un incidente stradale, visse per 17 anni in stato vegetativo fino alla morte naturale sopraggiunta a seguito dell'interruzione della nutrizione artificiale.
Mi ricordo ancora tutto il dibattito che prese vita tra puri dogmatici e liberi pensatori. Non riesco tutt’ ora a capire coloro che si scandalizzano tanto per il fatto che è stato il padre a interrompere la vita della figlia.

Io ho sempre frequentato la parrocchia, mi piaceva vedere come la religione facesse tante cose utili e belle per i giovani(lasciamo perdere i preti che violentano i credenti), però non mi sono mai rinchiuso nella mentalità bigotta e ricca di dogmi inutili e superati.
Col passare degli anni sono arrivato ad una semplice conclusione: credo in Dio, ma non nella religione. Aborro ogni dogma inutile che pretenda di impormi cosa è bene e cosa e male, e di agire di conseguenza. Ma credo anche che vi sia un’ entità superiore che vigila su di noi, in fin dei conti che male c’è?! Ma odio coloro che si servono dei dogmi per spacciarsi come persone migliori di altre; dicono di credere in una religione che profetizza l’ amore per il prossimo, ma certe volte farebbero solo meglio a stare zitti e cominciare a pensare con la propria testa.

Brutti porci…ditemi una cosa, il Dio tanto benefattore che tanto amate sarebbe d’ accordo sul lasciare una donna qualunque stesa a letto per 17 anni in stato vegetativo? Farebbe soffrire la sua famiglia per tutto questo tempo?
E ancora, se Dio è un’ entità tanto misericordiosa, perdonerebbe l’ interruzione di vita o continuerebbe a condannarci a questa agonia, sia per noi stessi che per la nostra famiglia, per anni e anni?

Forse le persone che si indignano tanto per casi come questo dovrebbero accorgersi che, nella loro corsa a diventare dei bravi seguaci di Dio, si sono dimenticati della cosa più importante che una religione dovrebbe infondere in loro: l’ umanità.

E.

8 febbraio 2010

L’ albero dei libri è in fiore…che passione che passione

Che titolo di merda! Ma porca troia -.-“

 

Libri libri libri libri…che passione.

 

Proprio ieri ho terminato di leggere Lo Hobbit del maestro Tolkien. Questa sera mi appresterò ad iniziare Il Signore degli Anelli.

 
E’ inutile…non potrò mai rinunciare alla lettura di un bel libro. Nemmeno in questo periodo di esami, nel quale dovrei averne abbastanza di leggere parole stampate su pagine di carta, non riesco a dormire senza aver letto anche solo qualche pagina, senza aver fatto l’amore quotidiano con un buon libro.

Forse è anche per questo che mi sono iscritto a Lingue e Culture per l’ Editoria, perché amo leggere e, ultimamente, mi sto innamorando di una cosa che sto cominciando a reputare un’ arte: la pubblicazione. Non so che mi prende, anche con questo blog, ma godo nel creare impaginazioni creative(magari sono solo io che le reputo tali). Prossimamente vedrò anche di scaricare InDesign della Adobe, per fare un po’ di pratica.
Non so, voi che ne pensate delle impaginazioni a cui dò forma?(commentate grazie XD).

Bla bla bla…che balle, sempre a parlare della nuova Università…ok cambiamo discorso.

Un’ altra cosa che mi piace, è notare le reazioni che hanno le varie persone a cui dedico un articolo all’ interno di questo blog. Premetto che, per me, dedicare un post ad un amico è molto importante, in quanto ritengo importantissimo questo spazio in cui posso esprimermi liberamente…e se il governo vorrà censurarmi, anche se non so per cosa, FANCULO!

Mi piace leggere i commenti e, quando ho tempo rispondere. Mi piace vedere come le persone reagiscono ognuna a suo modo alle cose che scrivo: chi con stupore e affetto, chi con gratitudine, chi invece con affetto e citazioni a non finire, chi invece con argomenti che non c’ entrano niente con quello che ho scritto(a dir la verità non mi è ancora capitato, ma me l’ aspetto un giorno o l’ altro).

E alla fine si arriva sempre al punto…il mio amore per la lettura…che tega. Amo questo blog.



E amo anche voi, cari amici che mi leggete ;-)

E.

6 febbraio 2010

Sognando Palačinka


Questa notte ho sognato…è molto tempo che non mi ricordo dei sogni che faccio.

Mi trovo in un luogo non molto preciso, so solo che è casa mia; non so nemmeno quanti anni ho, ma so che sto scrivendo su blog e che riconosco, alla mia destra, la figura di Giulia.
Lei è accanto a me e insieme ridiamo e scherziamo sui bei tempi ormai andati. ‘Siamo grandi, quindi è impossibile che ci troviamo a Budapest’, penso io.

Non so per quale motivo ci viene voglia di uscire di casa. Ci infiliamo i cappotti, i guanti, la cuffia e in un baleno siamo pronti. Molto lentamente apro la porta e una vista familiare mi compare davanti agli occhi.

Siamo a Budapest, e quello che sto guardando è il ponte delle catene ed il Danubio. Dall’altra parte del larghissimo fiume si intravede il Parlamento, illuminato come non avevo mai visto.


E’ tutto bellissimo…io amo questa città.
Mi giro verso Giulia e le chiedo: “ma se non me ne sono ancora andato da Budapest, perché ho 23 anni?”
Giulia: “Non ce ne siamo mai andati, Emi…siamo rimasti solo io e te a goderci tutto questo”.
Io: “Eh i ricordi…sono proprio duri a morire”.

E’ incredibile quanto un sogno possa influenzare le prime ore prima del risveglio e, a volte, il resto della giornata.
Appena sveglio sono corso all’ armadio in cui tengo tutte le musicassette per cercare la colonna sonora di Aladdin(un pezzo di storia personale che ha ormai 17 anni) per ascoltarla…la cassetta era ancora perfetta, segno che il ricordo del periodo più bello di tutta la tua vita permane ancora dentro la mia mente e, sono sicuro, non se ne andrà mai; anche perché io non voglio liberarmene.
Nella giornata di oggi, una volta ripresomi dalla stanchezza, ormai pomeriggio inoltrato, mi sentii felice e pieno di vita, anche se stavo studiando ormai da ore. A volte il lavoro aiuta…ovvio che si.

E.

4 febbraio 2010

Amici Miei

#include <stdio.h>
int main() { printf(“Fuoco cammina con me…”); }

E’ inutile…le tracce degli anni passati nel mondo dell’informatica tardano ancora a venir meno. Ogni tanto penso a tutto quello che è successo in questi anni: titolo di “Perito Industriale Capotecnico con specializzazione in informatica”(5 anni di superiori), 3 anni passati alla Facoltà di Informatica(iniziati con molto entusiasmo che mano a mano è venuto meno), passaggio alla facoltà di Lingue e Culture per l’ Editoria. Anni intensi non c’è che dire, se penso anche che durante il secondo anno di Informatica ho lavorato.
Sto seguendo il mio sogno in questo momento? Probabilmente si, contando anche le parole che mi disse la professoressa di Inglese, durante l’esame di maturità, una volta che le comunicai la mia intenzione di iscrivermi ad Informatica: “Ma non potresti trovare qualcosa più vicino ai tuoi interessi? Visto che ti piace leggere e scrivere…”. A 3 anni e mezzo dal quel momento lo ammetto: Ho sbagliato…ho seguito il sogno sbagliato!

Non pensate però che non mi sia accorto del mio sbaglio da subito. Già durante il primo anno di Informatica mi accorsi che forse non era la facoltà per me; ma ormai l’impegno era stato preso e dovevo portarlo a termine. Scelsi allora di andare a lavorare per rimettere la testa apposto…e a dir la verità il lavoro me la mise a posto(rimpiangevo di non essere curvo su una scrivania a studiare). Perciò tornai a studiare, ma fu un disastro: non passai nemmeno un esame.

Ero sull’orlo di una crisi di nervi. Piangevo di disperazione davanti alla mia fidanzata, che amo più della mia stessa vita. Ero demoralizzato, triste e il mondo mi sembrava ancora più merdoso di quanto già fosse; passavo le ore a fissare il soffitto non sapendo che fare, pensando senza sosta e facendomi trascinare da un vertigo senza fine. Non potevo andare avanti così.

A quel punto decisi di fare una cosa molto semplice: cambiare facoltà. Il problema era dirlo ai miei, non fu facile a dir la verità. La presero male malissimo, ma alla fine videro che così sarei stato felice e acconsentirono.

Dopo aver ricevuto la benedizione dei miei genitori, cominciai a sfogliare tutti i dépliant riguardanti i vari corsi di studio offerti dall’ Università di Verona; ci mi due mesi a scegliere definitivamente, e ora sono dove sono…e, porca puttana, prenderò la laurea!

Questo post voglio dedicarlo ad Eleonora, la mia dolcissima metà/tata, a tutti i miei amici più cari per avermi supportato nelle mie scelte e, ovviamente, ai miei fantastici compagni di corso…siete la mia colonna portante…grazie ancora!

E.

2 febbraio 2010

Senza i libri sono perduto…e il delirio è assoluto.

Questo post lo dedico ai miei compagni di facoltà: Mirko, Alice, Luca e Veronica ;-)

Oggi lo studio sul Leopardi è finito e da domani si comincia col Petrarca e con il mega ripasso. Scusate se non riesco a parlare di altro in questo periodo, ma capitemi…questi sono gli esami universitari.
Ti assorbono, ti assorbono e non riesci a rilassarti un attimo senza pensarci. La tua mente si abitua così tanto a passare ore e ore sui libri che, appena ti fermi per un secondo di pausa, non puoi far altro che sentirti in colpa per il fatto che non sei chino sulla scrivania a studiare.
Passi 4, 6, 9 ore sui libri e non te ne accorgi, pensando sempre che alle superiori non l’avresti fatto manco per il cazzo. Ma in fin dei conti ti piace e, anche se te ne lamenti, non ti dispiace la vita universitaria(sempre meglio del lavoro per certi versi, credetemi).

L’unico ostacolo sembrano essere i professori…oh scusate, docenti; coloro che possono farti odiare un esame più di un ago infilzato nel gomito.
Per carità, molti di loro sono stimolanti, fanno crescere l’interesse verso la materia di studio, ma gli altri…dinosauri frustrati che scaricano il loro malessere mentale sugli studenti. Persone che non ti fanno passare un esame per 4, 5, 6 volte di fila anche se ormai gli argomenti li conosci a memoria(potresti tranquillamente sfogliare il libro mentalmente).
Ok, basta così…non voglio far intendere che non sono entusiasta della facoltà da me scelta, perché ne sono felicissimo.

Stasera vi abbellisco un po’ il blog :-) Ma si dai, è ora di aggiungere qualche cazzatina più o meno utile per farlo diventare ancora più utile nella sua utilità(almeno per me).
Ve lo prometto miei cari lettori: appena passo Letteratura Italiana, dedicherò anima e corpo a questa creaturina, per i pochi giorni di pausa che mi rimarranno ;-)
E, soprattutto, ricomincerò a scrivere sui miei ricordi di Budapest(se non ve ne frega niente non mi interessa, lo faccio per una mia cara amica).
Ah si, e da oggi tenterò di rendere i post ancora più interessanti grazie a nuovi stili di impaginazione, roba un po' sperimentale(studio editoria per qualcosa no? E questo è il blog di un futuro editore XD).

“Cavalca le rotaie, cavallo di ferro, lascia la tua scia nera…”

Il treno continua a correre e la fermata è quella di El Paso. Mi hanno detto che in una chiesetta vi è stato un massacro.
La valigetta pesa, e ho bisogno di fermarmi in un motel…
(4 ore dopo…)
Mi sveglio di soprassalto!
Jungle Julia bussa alla mia porta, ma le manca una gamba e Zoe è pronta a spappolarmi la testa con una sbarra d’acciaio. Improvvisamente mi è venuta voglia di cibo messicano e margarita da Guero’s. Basta non fare certe cose in Texas e Figlio numero 1 mi lascerà in pace. Quasi quasi frego qualche occhiale da sole allo sceriffo :-)
A questo punto impugno la mazza da baseball e aspetto...L’attesa è quasi finita…

E.

1 febbraio 2010

Rotaie e Violini Dimenticati…

"TU-TUN TU-TUN…TU-TUN TU-TUN…TU-TUN TU-TUN…
Il treno è a pieno regime,
I binari sgombri,
La stazione vicina…
e di carbone ve n’è una buona scorta."

"E intanto lui corre, il treno di pensieri al quale accennavo nel primo post di questo blog. Le rotaie non sono come quelle delle ferrovie italiane…qui non c’è ghiaccio o neve che possa renderle impercorribili dal treno.
Spala macchinista, imbrattati la faccia di nera fuliggine..

Il locomotore corre, accelera e poi rallenta…la stazione è in vista…"

Che cosa c’è….uuuuhu uuuuuuuhuuuuuuuu…c’è che mi sono, innamorato di teeeeeeeeee! Ma bello il mio blog, chissà quante cazzate ti tocca contenere eh?!
L’ argomento di oggi è: non lo so. Ma si ma si…lasciamo che le parole fluiscano liberamente(mi riesce un po’ difficile in questo momento).
Oggi ho sostenuto l’esame scritto per il livello B1 di competenza nella lingua Inglese. Era forse un po’ troppo difficilino…poi considerando che non toccavo l’inglese da più di 3 anni, la situazione si fa ancora più ardua.
Beh dai, speriamo di passarlo; così almeno posso fare l’orale e poi: via libera verso Gagliardiiiiiiiiiiiii(esame di Lingua Inglese I).

Violoncelli, violini e violette...viola come lo sfondo di base del blog, violoncello come Bach e violino come Stradivari. Amo la musica classica…una passione viscerale che in molti non riescono a non capire; i giovani di oggi si ritengono troppo moderni e astuti per sedersi su una poltrona a gustarsi una qualsiasi delle sinfonie di Beethoven. Non hanno capito che in quegli spartiti è racchiusa tutta la storia della musica, tutta la passione che un uomo può esprimere, tutte le gocce di sudore che sono state riversate sullo spartito e sul pianoforte al momento della scrittura.
Dei buoni film che racchiudono una buona dose di musica classica sono Amadeus, lungometraggio autobiografico su Mozart, e Shine, pellicola ispirata alla vita del pianista australiano David Helfgott.
Ciò che dovrebbe essere ricordato e tramandato viene ormai dimenticato. La storia diventa leggenda, la leggenda diventa mito e una musica che non dovrebbe essere dimenticata trova sempre meno consensi anche tra i giovani della mia età. Strano vedere come, anche nella musica, il vecchio riceve sempre meno rispetto dal più giovane.

E.