24 dicembre 2010

Natale: infanzia vs maturità

sottofondo: Dream Theater – A change of seasons

Vorrei parlarvi di un pensiero, ma non di un pensiero qualunque. Questo è già da qualche giorno che continua a frullarmi in testa, e forse è anche una cosa abbastanza infantile e di poco interesse; ma come ben sapete, di ciò che sia interessante o meno, me ne sbatto altamente, mi basta scriverle.
Dunque, mi trovavo in bagno, facendomi il mio solito viaggio mentale stando seduto sul water. Ormai è ben noto di come i pensieri migliori vengano fuori quando sei in bagno per evacuare gli intestini; e Dio abbia pietà di te se si tratta della cena dal messicano della sera prima, se no potresti davvero scrivere un romanzo intero tanto è il tempo che tale attività primitiva, e aggiungerei essenziale per l’organismo, ti richiede.

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Non se ne capisce il perché, ma quando ti trovi lì seduto fai di quei viaggi mentali che non finiscono mai. Io, ad esempio, ci ho scritto la tesina dell’esame di maturità grazie a questi ispiranti, seppur maleodoranti, momenti: ai tempi ero ancora un giovane aspirante nerd e frequentante l’ITIS del mio paese (che per chi non lo sapesse si tratta del Carlo Anti di Villafranca di Verona). Stiamo parlando di quella fase della mia vita in cui pensavo di voler diventare un programmatore software (come mi sbagliavo…). Beh, per scrivere la tesina stavo anche ore e ore, ogni giorno, davanti al computer, scrivendo il codice sorgente del programma che avrei dovuto portare come tesina. Non è un mistero che nel bel mezzo della programmazione puoi incappare in problemi che non avevi, erroneamente, saggiamente calcolato nella fase di progettazione (fase ovviamente sconosciuta al giovane pischello qual ero).


Quando quei momenti di blocco mi assalivano ero capace di stare anche per due ore a fissare lo schermo con sguardo assorto in chissà che, senza però riuscire ad arrivare a qualcosa di concreto. Fatalità, le rivelazioni si presentavano quando andavo in bagno per evacuare gli intestini.
Ma forse mi sto dilungando troppo… direi che abbiamo capito di che portata possono essere le lunghe meditazioni fatte in cesso. Bene.

Tentiamo di ricominciare per la seconda volta.
Allora, l’altro giorno mi trovavo in bagno, defecando tranquillamente e con tutta la calma del mondo (come prescrive il medico) e fumando una sigaretta (stimolante a dir poco). Tutt’a un tratto un pensiero mi colpisce il cervello alla velocità di una dannata e cazzutissima Ferrari: il Natale e il tempo.
Ricordate, da piccoli, quei giorni che andavano dall’8 dicembre fino alla mattina del 25 o alla notte del 24? Io sì, molto bene, e mi ricordo molto chiaramente che quelle giornate non passavano mai. Era un’attesa estenuante come poche, le ore sembravano essere intere ere geologiche e non c’era gioco che potesse velocizzare lo scorrere del tempo. Tanto i minuti erano lenti nel loro incedere che mano a mano ti sentivi crescere dentro una profonda ansia, soprattutto per arrivare finalmente davanti all’albero pieno di luci per poter scartare i regali.

natale

Me li ricordo ancora quei giorni, con lo sguardo sempre vigile e appiccicato alla base dell’abete per scoprire se vi fosse di volta in volta qualche regalo in più. O, meglio ancora, quando i regali non c’erano proprio e si rimaneva in trepida attesa per riuscire a intravedere anche solo uno stivale di quel grasso e buono nonnetto vestito di rosso e con la lunga barba bianca.
Ah, che magia!
Ogni tanto mi trovo ancora a pensare con piacere a ciò che si inventavano i miei genitori e i miei zii per fare in modo che io credessi il più possibile a Babbo Natale; anche se prima o poi il momento della rottura dell’incanto arriva sempre. Che momenti meravigliosi…

Dopo aver riflettuto su tutte queste cose, afferrai il cellulare per accertarmi sull’ora e rimasi letteralmente stupito: era già il 19 dicembre; mancavano solo cinque giorni a Natale e non mi ero accorto nemmeno del tempo passato dalla preparazione dell’albero. I giorni erano passati veramente in fretta tra università, gruppo, scrittura, studio e molto altro.

Mi assalì una tristezza profonda, mi resi conto di come viaggia il tempo quando si cresce e si è presi dai propri impegni ‘da grandi’; problemi che quando sei bambino non ti poni, in quanto le uniche cose che devi fare sono andare un po’ a scuola e giocare, giocare, giocare e giocare (magari anche mangiare e dormire, ma queste ultime due sono secondarie).
Mi resi conto che quei magici momenti non li avrei ma più vissuti in prima persona, ma solo attraverso gli occhi e la voce dei miei futuri figli. Già mi vedevo davanti a loro, bimbi biondissimi e dagli occhi azzurri (com’ero io da piccolo), a compiacermi del fatto che grazie a me avrebbero creduto a Babbo Natale per un anno ancora, mantenendo intatta la propria innocenza da bambino. Avrebbero ancora sperato in quella che forse è la figura più magica di tutte le festività, colui che ancora riesce ad affascinare grandi e piccini. Una di quelle cose che ritengo necessarie per la crescita di un bambino, in quanto stimola la fantasia e raddoppia l’allegria provata in quel magico momento che è il Natale.

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E lasciamo perdere le critiche volte al consumismo sfrenato e al falso buonismo che si vive in questi giorni, ma concentriamoci sulla magica atmosfera che si respira per le strade, ai pranzi in compagnia della parentela (amata od odiata che sia). Anch’io non sono d’accordo con i punti espressi sopra e, fosse per me, farei piazza pulita delle varie canzoncine e del business creato attorno a questa festa. Però continuo ad adorare il Natale, chiamatemi sciocco o infantile, ma è proprio il bambino che ancora è in me a farmi aspettare quella notte tanto attesa, a fantasticare su Babbo Natale (o Nachele, come preferite) pur avendo scoperto la verità nei suoi confronti.
Un po’ di magia ci vuole sempre, come per i sogni, altrimenti l’uomo perderà l’unica cosa che lo distingue nella sua unica ed individuale esistenza: l’immaginazione.

Beh… ho finito.
Scusatemi per avervi tenuti qui per così tanto tempo, ma la penna non si fermava e il polso non doleva mentre riempivo pagine e pagine del mio adorato quadernino (del quale, prima o poi, caricherò una foto). E, ovviamente, colgo l’occasione per farvi gli auguri.

Da Emanuele,

AUGURI DI BUONE FESTE
A TUTTI VOI!

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E.

10 commenti:

  1. Tantissimi auguri carissimo Secco!!! quanto ti capisco, io provo le stesse identiche cose!!!! anche se quando ero piccola i miei genitori non mi hanno mai trasmesso lo spirito del Natale... :( con la scusa che compio gli anni il 29 dicembre mi veniva sempre detto: "a te niente regali perché fra quattro giorni compi gli anni" Cioè ti rendi conto che trauma??? per cui son sempre cresciuta sentendo molto poco questa festa... però quel poco mi è bastato dai! :P
    un bacione e tanti auguroni!

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  2. ahahah, mi hai ricordato mio fratello che dopo pranzo accendeva una sigaretta e andando in bagno annunciava: "Fumcago".

    a me da piccolo, dall'inizio di dicembre, accadeva una cosa inversa alla tua: assaporavo la magica atmosfera dell'attesa, e speravo che quei giorni durassero il più possibile, anche se ovviamente ero eccitato e impaziente per i regali.

    Hai proprio ragione: abbasso l'esagerata caciara del consumismo da baraccone, ma viva la magica atmosfera e la felicità negli occhi dei bambini! (felicità che NON può prescindere dai giocattoli e dai dolciumi!)

    Infanzia vs maturità? Non c'è sfida, la magia è tutta nella prima. Lasciatelo dire da un Peter Pan convinto e dichiarato...

    Tanti auguri, caro nuovo amico!

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  3. @zio_Scriba: in verità il titolo si riferisce al fattore tempo, non proprio alla magia :-)
    Auguri anche a te, carissimo!

    E.

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  4. EH secco ti capisco eccome... e poi secondo me l'atmosfera è rovinata anche dal fatto che a novembre ci sono già addobbi e panettoni in giro... arrivi a Natale che ti chiedi cosa è cambiato... beh dobbiamo incontrarci per festeggiare!!! baciotti :)

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  5. Bella secco:D è davvero un bel post, che fa nostalgia senza dubbio dentro di me. Magari si potessero rivivere quei momenti di quando si era bambini, pero come dici tu, anche da grandi il bello è saperli ancora provare!!

    Tanti auguri di buon natale anke te!!!!

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  6. Prima parte del post a dir poco superlativa!! ;) Proprio ieri pensavo che solo un giorno, con dei bambini per casa, potrei ritrovare lo "spirito natalizio" (quello che sognavo da piccola), volendolo trasmettere a loro e finalmente a modo io, perché a dir la verità a me non l'ha mai tramandato nessuno... Quindi, andando controtendenza, forse sarà nella maturità che riscoprirò il mio Natale. AUGURIII!!! :):):)

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  7. In questo post sei fottutamente new age e melenso Sek! Auguriiii :)

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  8. Mamma mia.. è verissimo il fatto che quando si è piccoli il tempo non passa mai.. adesso invece... fino a ieri ero in univesità per un esame e domani è già NATALE!!! E chi se n'è accorto?!?
    Io a Babbo Natale non ho mai creduto, non sono stata abituata a farlo.. i regali li portava solo Santa Lucia a casa mia. Babbo Natale mi lasciava il regalo a casa dei miei zii (romagnoli, i quali non festeggiavano Santa Lucia ma solo il Natale), però in cuor mio, nonostante nessuno me l'avesse mai detto, ho sempre saputo che quel regalo non era di Babbo Natale.

    Buon Natale a tutti voi!

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  9. Ehi sono Pastore! XD
    Comunque ho letto il post, è davvero strabello, mi riconosco proprio in quello che hai scritto. Che tristesse, sto invecchiando pur'io D:

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