7 dicembre 2010

L’attimo fuggente

attimo-fuggente

Questa non è assolutamente una recensione.
No.
Scordatevela.
Non è una recensione perché penso che certe opere, pellicole o sinfonie che siano, non debbano essere racchiuse in un semplice voto, magari espresso da un individuo incompetente che di passione nel suo lavoro non mette proprio niente.
Certe cose sono belle e basta. In culo ai giudizi personali di una persona.
Certe cose sono semplicemente da annoverare tra i capolavori che la mente umana è stata ed è ancora in grado di creare.

Una di queste ovviamente è L’attimo fuggente, film del 1989 diretto da Peter Weir. Molti gli attori debuttanti, ma colui che regna è senz’altro Robin Williams il quale personaggio, il professor Keating, è sicuramente uno dei migliori e ispirati/ispiranti professori apparsi mai nella filmografia dagli inizi a oggi.
Non so voi, ma ogni volta che riguardo questo film vengo pervaso da quello che reputo uno dei miei valori: la voglia di pensare con la mia testa e di ergermi contro quella malattia chiamata conformismo. E, oltre a questo, si rinnovano anche l’amore per la letteratura e per i libri in generale. Come scrisse Pennac in Come un romanzo, la colpa della svogliatezza dei giovani verso la lettura è anche colpa dei genitori e degli insegnanti; dategli un professore capace, e anche da colui che poteva sembrarvi il classico bullo di strada, verranno fuori grandi cose.
Averne di professori come Keating. Insegnanti indifferenti al compenso che percepiscono o al tempo che passano in classe, ma interessati solo all’educazione dei propri studenti e del compito che hanno di fare dei propri alunni degli uomini pronti ad affrontare quel mondo che li aspetta con gli artigli pronti a squartarli e a rinchiuderli nella più banale conformità di una società ormai in declino. Sarebbe anche grazie a loro che potremmo riuscire a liberarci da quella stupidità che pervade la tv e le strade di questo nostro Paese.

Se ne trovassi uno così, sono sicuro, salirei anch’io sul banco a omaggiarlo del grido “Oh Capitano, mio Capitano!”.

 

E.

5 commenti:

  1. La penso come te sui Keating, anzi sulla tragica mancanza o grave carenza di Keating nella scuola italiana.
    Quanto al "pensare con la propria testa", penso che questa sia né più né meno che la più precisa definizione di INTELLIGENZA.
    Azzo, non riesco proprio a litigare o discutere con te, perché sono completamente d'accordo anche su questo meraviglioso film! :D

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  2. Perfettamente d'accordo con ogni parola Secco... questo è di sicuro uno dei miei film preferiti IN ASSOLUTO. Mi fa sognare, mi fa emozionare, mi fa arrabbiare, mi fa sorridere! E ti do ragione anche quando parli dei professori e delle loro responsabilità... perché è così! Se il professore è valido allora cambia tutto... io stessa ho avuto degli insegnanti incapaci e altri che mi hanno fatto amare la scuola... per esempio il mio professore di storia e filosofia del liceo che per molti aspetti era molto simile al professor Keating. Non importava quanto riuscissimo a fare del programma, lui spiegava con il cuore e voleva che tutti noi capissimo ogni singola cosa, se no non si andava avanti. Era gentile e premuroso, mai incazzato e sempre disponibile, ci ha fatto amare le sue materie in un modo che ringrazierò per sempre. E lo stesso valeva per la mia proff di italiano e latino che, anche se un po' scorbutica, mi piaceva molto perché spiegava le stesse cose da 40 anni e le spiegava con lo stesso ardore di una persona che le ha appena imparate. E' grazie a loro se oggi io sono così, o almeno una parte di me. E mi dispiace non averli mai ringraziati come si deve. Grazie per avermene fatto ricordare con questo bel post...

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  3. Ciao! concordo con Mark Orion, sulla scia di quel che disse Gandhi: "Cerca di essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo".

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  4. @Mark Orion & Danilo: eh sì, ovvio che sono d'accordo con quelle parole, però bisogna anche fare in modo che i giovani non si appecoronino al gregge insegnandogli a leggere e a estrapolare il loro pensiero dagli scritti.

    @Zio Scriba: eh caro, se si va d'accordo su ciò che si scrive c'è poco da litigare XD

    @Giulia: io pensavo alla mia professoressa di Letteratura degli ultimi tre anni delle superiori, una persona che mi ha insegnato molto e grazie alle quale, seppur in ritardo, ho compreso che la mia vera strada erano gli studi umanistici :-)

    E.

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