6 ottobre 2010

Racconti Ritrovati - REWIND

Qualche giorno fa stavo scartabellando tra i miei vecchi quaderni, quando mi capitò in mano un vecchio quadernino di Pippo regalatomi da Eleonora un paio di anni fa. Mi ricordai immediatamente che, quando mi fu donato, decisi di usarlo come "blocco di appunti", come una sorta di agendina su cui scrivere quello che mi passava per la testa.
Quando lo aprii mi trovai davanti ad un racconto incompiuto, dal quale poi mi ispirai qualche mese fa per scrivere Biglietto VII. Visto che è comunque carino, almeno secondo me, ho deciso di terminarlo in una qualche maniera e di proporvelo.
Buona lettura...


   E salì sul treno e, appoggiando lo zaino, si sedette sul primo posto liberò che gli capitò sotto tiro.
   Pochi minuti dopo il treno cominciò a muoversi, ed il paesaggio filtrato dal finestrino sporco cominciò a scorrere all'indietro.
   Con estrema calma E tirò fuori l'iPod dalla tasca interna sinistra del cappotto di pelle e impostò la riproduzione in Modalità Casuale.

“How many times...”

   La voce calda e piena di Johnny Cash cominciò a riempirgli le orecchie e la mente.
   E non cercò nemmeno un libro da leggere, si mise semplicemente a guardare il paesaggio scorrere, mentre le semplici note rievocavano ricordi ormai persi nei meandri della sua mente.
   Cominciò a pensare ad un viaggio particolarmente lungo che fece almeno una quindicina d'anni prima: sì, era salito in treno con sua mamma da Budapest per recarsi a Udine, per ultimare il trasloco che l'avrebbe portato a vivere i tre anni più belli della sua vita.
   Si poteva dire che era stato svezzato sin da piccolo ai viaggi in treno, a volte comodi e a volte no. Quello che stava affrontando ora, seppur durasse solo un quarto d'ora, non era affatto comodo. Come, del resto, la maggior parte dei viaggi regionali. Peccato che questa particolare tipologia di spostamento su binari non godesse di una fama particolarmente positiva. Spesso e volentieri i treni regionali sono residuati bellici degli anni di piombo, come testimoniano la grandezza e la quantità dei più svariati insetti che puoi trovarci dentro.
   Ogni tanto nella vita devi farti ricoprire di merda, ma preferibilmente non su un treno.
   Le locomotive cominciarono progressivamente a rallentare e il singolo binario su cui viaggiavano si divise in decine di diramazioni.
   Dal finestrino si poteva già vedere l'asfalto della banchina che scorreva sempre più lentamente. Comparvero le prime panchine in ferro verniciate di verde.
   Il treno si fermò del tutto.
   Il viaggio era finito.


THE END


E.

3 commenti:

  1. Molto carino...

    Ah... Io stavo ascoltando Tuesday's Gone mentre leggevo.. =)

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  2. lol. Ha un finale molto diretto.
    :)
    non so ma in parte si nota il cambiamento.. son due E. che scrivono. Però è solo una mia sensazione.

    :)

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  3. Ti odio Ary, mi spiazzi sempre con i tuoi commenti XD
    Una sorta di crescita l'ho notata anch'io, ma mentre finivo 'sto racconto non me ne sono accorto :-) Ma è un cambiamento in meglio o in peggio? XD

    E.

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