13 ottobre 2010

Passi di libri, passi di vita - Come un romanzo


A chi di voi non piace leggere?
Alzate la mano!
Subito!
Uno, due, tre... bon... Chiudete immediatamente questa pagina web!
Non siete degni di leggere ciò che scrivo, faticando e non, quindi fuori!
Non vi voglio e non mi mancherete.

Tanto per chiarirci, io leggo di tutto.
Di certo non sono uno di quegli schizzinosi che prima di affrontare un libro vanno a leggere il numero di pagine e, se troppo lungo, abbandonano il libro sullo scaffale lasciandolo al suo destino. Anzi, più il numero esprime lunghezza e più accetto di buon grado la sfida.
Forse è uno dei motivi che mi ha portato a scrivere... mah!
Ma è anche certo che non sono uno di quelli che va in giro sparando citazioni su citazioni raccattate sull'unico libro semi-intellettualoide che ha mai aperto nella sua corta, e oserei dire inutile, vita. O che dopo aver preso un 30 e lode ad un esame di letteratura va a spadellare i coglioni ai propri compagni dicendo che la lettura non gli è pesata. Balle! Sappi, caro mio, che le letture che stai facendo e che ti vanti di aver fatto non ti serviranno a nulla: non ti hanno fatto crescere quel grammo in più di cervello e di certo non lo faranno quando ti troverai a sessant'anni suonati a riflettere sulla vita che hai appena passato e all'istruzione che, per carità ha dato i suoi frutti parlando di voti, hai sprecato e che potevi sinceramente risparmiare a te e agli altri, per non parlare delle rette di iscrizione... letteralmente buttate nel cesso.

Lasciando da parte questo piccolo sfogo, io sono uno di quelli a cui piace il confronto e lo scambio di idee. Se sparo una citazione è proprio perché mi ha colpito e la voglio condividere con gli altri, magari scoprendone qualcuna ancora da scoprire e assaporare in tutta la sua pienezza (se non l'avete capito, pur conoscendomi, uscite anche voi da questa pagina, e se questi miei inviti non vi hanno nemmeno sfiorato, nel senso che non pretendete di sapere tutto di me, rimanente pure... vi amo e vi adoro).
Adesso, nel piccolo gruppo che sta ancora leggendo, dovrebbero figurare solo coloro che mi conoscono veramente o che sono ancora curiosi di conoscermi. Bene, a voi rivolgo le mie più sentite scuse per il secondo sfogo presente in questo post; la spazzatura è meglio relegarla negli appositi cassonetti, ma voi lo sapete bene.
Perfetto!
Visto che sono un'amante delle citazioni, ma non delle ripetizioni, ho deciso di aprire questa nuova "rubrica" in cui raccoglierò vari passi dei vari libri che ho già letto, che sto leggendo e che in futuro leggerò.


Oggi tocca a Come un romanzo di Daniel Pennac (Èditions Gallimard, 1992, ma la mia copia è edita da Feltrinelli, diciottesima edizione, 2009 ), libro in lettura per il corso di Letteratura Spagnola II, che nelle sue poche 144 pagine, contando indici e bla bla bla vari, sta risvegliando in me i ricordi dei primi approcci alla lettura e dell'importanza di avere una persona che ti indica la retta via con consigli così validi e puri che nemmeno Gesù Cristo nel Tempio avrebbe saputo fare di meglio.

"...Contate le vostre pagine, ragazzi, contate... anche i romanzieri lo fanno. Bisogna vederli, quando raggiungono la pagina 100! È il capo di Horn del romanziere, la pagina cento! Arrivato lì, stappa una piccola bottiglia interiore, con discreti salti di gioia, sbuffando come un cavallo da soma, e poi via, si rituffa nel calamaio per affrontare la pagina 101. (Un cavallo da soma che si tuffa in un calamaio, grande immagine!)..."

Quando parla dei romanzieri mi sembra di vedere la mia figura che fa i salti di gioia quando finisce un racconto che, invece di 100 o 200 o 300 pagine di un romanzo, conta solamente 10 o 16 pagine. Per me sono già un buon traguardo... che ne dite?

E.

2 commenti:

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E.