25 settembre 2010

Il Rasoio dello zio Tom pt.5



CAPITOLO 4: Il Rasoio dello zio Tom

   “Sweeney Todd” era cominciato da una decina di minuti, e sua moglie stava già russando sulla sua poltrona davanti alla tv. Viola non aveva mai retto il vino, e Tom lo sapeva. Per questo a cena le aveva permesso, per la prima volta dopo anni, di bere più di mezza bottiglia di vino rosso. Come prevedeva l'alcool si era subito fatto strada nella testa e nelle membra di Viola fino a farla addormentare di botto.
   Molto bene. Nemmeno i cannoni di Navarone avrebbero potuto svegliarla ormai. Era ora di agire.
   Tom si alzò dalla poltrona sulla quale sedeva, avevano una poltrona a testa, e si diresse a passo lento in cucina, aveva tutto il tempo che voleva per ottemperare alla sua fame di vendetta.
   I piatti erano ancora da lavare, ovviamente, ma questo non gli importava. Arrivò davanti al cassetto in cui tenevano la carta da forno, quella stagnola e la pellicola e in cui si poteva trovare una rassegna degli articoli più inusuali per una cucina, compresi un cacciavite e una spillatrice. A Tom interessava il nastro adesivo, quello largo e argentato, doveva essere lì. Rovistando tra i vari oggetti lo trovò. Non ne rimaneva molto, ma pur sempre abbastanza per quello che gli serviva.
   Chiuse il cassetto e uscì dalla cucina per poi salire le scale per andare nel bagno attiguo alla camera da letto. Una volta arrivato in bagno accese la luce e aprì l'anta destra dell'armadietto bianco che stava sopra il rubinetto. Il rasoio era lì, lucido e affilato come se la sua scatola fosse stata appena aperta per la prima rasatura.
   Tom impugnò il rasoio e fece scattare lentamente la lama. Un bagliore di luce e il filo apparve in tutto il suo splendore, liscio e lucido. Non si sarebbe mai detto che quel rasoio accompagnava Tom da ormai trent'anni. Stasera io e te faremo un taglio speciale ad una signora speciale, oh vecchio compagno di rasature... un taglio adatto ad una vera signora.
   L'effetto della luce riflessa sulla lama fece sì che a Tom sembrò che il suo fido liscia-guance annuisse all'idea di uccidere Viola. Bene amico mio, andiamo a fare il nostro dovere.
Spense la luce del bagno e sempre a passo lento uscì dalla camera da letto, scese le scale ed entrò in salotto. Sua moglie stava ancora russando come Dio comanda. Ottimo.
   Le pareti della sala riflettevano la luce proveniente dalla televisione, unica fonte di illuminazione quando guardavano un film. Tutta la sala era quindi immersa in una marea di sfumature di grigio in movimento.
   Visto che non c'era fretta Tom si fermò per un momento a guardare il film che intanto continuava a scorrere. Era arrivato al punto in cui Mrs. Lovett faceva entrare l'infreddolito e imbronciato Johnny Depp nella vecchia soffitta che una volta era stata bottega del diabolico barbiere, che gran film. Dopo aver ucciso la moglie sarebbe stato bello fermarsi per vederne la fine, l'aveva visto due anni prima e non si ricordava bene come andava a finire. Ma adesso era il momento di darsi da fare: prima avrebbe avuto soddisfazione e prima si sarebbe potuto sedere per gustarsi quel capolavoro per la seconda volta.
   Lentamente si avvicinò a sua moglie. Russava così forte che in certi punti riusciva a coprire parzialmente il volume del televisore. Si inginocchiò davanti alla moglie, infilò il rasoio in tasca e poggiò il nastro adesivo a terra onde evitare brutte sorprese. Con cautela le sollevò il braccio destro, completamente inerte. Lei non si svegliò. Molto bene.

“These are my friends.
See how they glisten.
See this one shine...”

   Era cominciata la sua canzone preferita della pellicola, quella in cui Sweeney Todd ritrova i suoi amici rasoio. Evocativa era dir poco.
   Mentre con la mano sinistra continuava a tenere sollevato il braccio destro della moglie, con la mano libera Tom afferrò il nastro adesivo e cominciò ad avvolgere il polso destro di Viola con esso, ovviamente dopo aver sollevato l'estremità del nastro ancora incollata al resto del rotolo.
   Dopo il polso destro toccò al sinistro, facendo sì che il nastro non si rompesse, e in pochi minuti i polsi di Viola furono avvolti da una quantità forse esagerata di nastro argentato. Il respiro era ancora pesante. Ottimo segno.
   Meglio fare in modo di evitare eventuali urli.

“Come let me hold you.
Now, with a sigh, you grow warm in my hand.
My friend!
My clever friend...”

   Tom si alzò e si posizionò dietro alla poltrona sulla quale ancora russava Viola. Staccò un pezzo di nastro di circa venti centimetri di lunghezza e molto lentamente coprì la bocca alla moglie con esso. Respiro pesante. Movimento regolare dei seni che si intravedevano dalla vecchia vestaglia di flanella che ella amava indossare durante le serate passate in casa a guardare la televisione. Molto bene.

“Rest now, my friends.
Soon, I'll unfold you.”

   La mano destra di Tom estrasse il rasoio dalla tasca in cui era stato riposto poco prima. La lama uscì poco a poco dall'impugnatura di legno lucido e ben curato. Ancora poco e anche il suo amico avrebbe fatto l'unico lavoro che sapeva fare: tagliare.
   Era sicuro di non ricordarsi le canzoni presenti nella pellicola, del resto aveva visto il film solo una volta e al cinema, ma come per magia cominciò a cantare facendo eco alla voce di Johnny Depp che usciva dalle casse del televisore.
   Era stato bravo. Aveva pianificato tutto alla perfezione. Neanche a farlo apposta era riuscito a preparare tutto al momento giusto, durante la canzone giusta. Questo era il suo momento. Voleva godersi ancora gli ultimi momenti della sua vita da sposato... e lo fece cantando. Era sicuro che mai la propria voce gli era sembrata così perfetta e intonata. Ora Johnny Depp invitò Mrs. Lovett a lasciarlo solo.
   Tom chinò il capo e cominciò a fissare la moglie che continuava a ronfare beatamente come se le braccia legate e la bocca imbavagliato dal nastro adesivo fossero solo un'illusione, come se non fosse successo niente.
   La mano destra di Tom, quella che impugnava il rasoio, si diresse da sola verso la gola della moglie. Finalmente la raggiunse. Sentiva il calore sprigionato dal corpo di lei e avvertiva ancora un brivido di piacere nello sfiorare quella pelle liscia e il collo che tante volte aveva baciato.
   Proprio in quel momento Viola si svegliò. La sua fu una lenta ripresa da una specie di stato comatoso, o almeno fu quello che sembrò a Tom il lento aprirsi delle palpebre della moglie.
   -Ciao tesoro... Sai, mi hai reso molto felice in questi anni. Ma poi, ad un tratto non ti sono andato più bene vero? Dovevi rovinare tutto. E per cosa poi? Per un lurido bamboccio che avrà almeno dieci anni meno di te-, il tono della voce di Tom era molto calmo.
   -Non preoccuparti. Porterò i tuoi saluti a Tod.-
   Viola cercò di dire qualcosa, ma quello che trasparì dal nastro adesivo che le tappava la bocca fu solo una serie di mugugni. Viola guardò suo marito con aria interrogativa.
   Tom le bloccò le braccia, già legate, con il braccio sinistro e facendo questo si chinò ancora di più su di lei.
   -L'orrore. Ecco cos'ho provato quando scoprii che aprivi le gambe anche per un altro uomo. Ma ora sono qui per porvi fine.-
   Viola cominciò a scuotere la testa, ma i movimenti erano ancora narcotizzati dal sonno alcoolico.
   -L'orrore eterno dell'Inferno, a questo io ti condanno.-
   Gli occhi di Tom parvero diventare rossi come il fuoco.
   -L'orrore... l'orrore.-
   Il diabolico barbiere, ormai solo in quella vecchia soffitta, si levò in piedi e tese il braccio destro che impugnava uno dei suoi fidi e preziosi rasoi.
   In quel momento la voce di Sweeney e quella di Tom si fusero formando un tutt'uno.

“AT LAST!
MY RIGHT ARM IS COMPLETE AGAIN!”

   Un luccichio di acciaio, un guizzo di lama, e la gola di Viola venne tagliata di netto da un orecchio all'altro.
   Un mugolio sommesso cominciò a fare da sottofondo al veloce scorrere del sangue che ben presto andò a ricoprire quei seni perfetti che tutt'ora si intravedevano sotto l'ormai inzuppata vestaglia di flanella.
   Tom sentì il caldo sangue che gli bagnava la mano destra con la quale teneva ancora saldamente il fido rasoio.
   Pochi secondi e anche i sommessi lamenti della moglie cessarono lasciando spazio solo alla strepitosa colonna sonora del film. Lui rimase a guardarla finché non fu certo che non si sarebbe più mossa.
   RIP.

   Tom si diresse in cucina per pulire il rasoio. Una volta fatto aprì il frigo e ne tirò fuori una birra. Aprì il cassetto degli “attrezzi” e ne estrasse un apribottiglie, facendo poi ricadere il rotolo di nastro adesivo sopra gli altri utensili. Non sapeva per quale miracolo il sangue non era arrivato fino al rotolo, lui aveva il braccio destro completamente inondato, ma non se lo lavò.
   Con un sorrisetto compiaciuto stampato in faccia tornò in salotto e si sedette sulla sua poltrona preferita, accanto a quella sulla quale giaceva il corpo senza vita e coperto di vermiglio sangue dell'ormai ex-moglie. Le mobili sfumature di grigio coprivano ancora tutto il salotto.
   Tom rimirò il corpo di lei ancora per qualche secondo, incrociando lo sguardo con quegli occhi vitrei privi ormai di scintilla vitale.
   -Un brindisi amore, ad un'eternità infelice e tormentata... per te ovviamente.-
   Risata lunga e tonante.
   Lungo sorso di birra. Buona.
   Tom si girò di nuovo verso di lei.
   -Dimmi una cosa: come me la cavo come barbiere?-
   Risata lunga e tonante.
   Era sicuro che si sarebbe goduto il film. Ora non ci sarebbe stato nemmeno il russare di Viola a disturbarlo.

“Rest now, my friend,
Rest now forever.
Sleep now the untroubled
Sleep of the angels . ..”


The End


E.

3 commenti:

  1. ah ah ah spettacolare!!!! avevo il fiato sospeso alla fine... e poi che colpo quando la moglie si è svegliata!!! tanta roba sekken... ;)

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  2. ciau Secco, finalmente ho finito anche io di leggere il tuo racconto.
    Non male, sai penso che a volte ti sei troppo concentrato sui dettagli tipo "coprì la bocca alla moglie con esso" e poi per cambiare nome tu dici "ella" forse è solo una mia tega.. però se perfezioni queste piccole cosucce il racconto risulta piu scorrevole :)
    premesso pure che è solo un mio punto di vista e che cmq non sono una scrittrice.. :)

    però bravo! :D

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  3. eccolaaaaaa :-) sai che a quei dettagli ci stavo pensando proprio oggi? :-) Devo ancora trovare un modo per esprimere meglio quelle robette lì... che dire, non si finisce mai di imparare. Soprattutto da parte di un dilettante ;-)

    E.

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