16 settembre 2010

Il Rasoio dello zio Tom pt.2



CAPITOLO 1: Colazione per Due

   Tom si accese una sigaretta e ricominciò a guardare la moglie. La odiava. La disprezzava. Non riusciva più a sopportare la vista di quei riccioli neri, di quegli occhi scuri e grandi e di quel corpo che tanto l'aveva fatto sbavare fino a poche settimane prima. Non ce la faceva più.
   Erano tutti e due seduti a tavola per la colazione: uova, pancetta, toast e caffè fumante. Doveva però ammettere che la moglie, come in tante altre cose, aveva un talento naturale nel preparare la colazione: prima cuoceva la pancetta fino a farla diventare croccante e poi, nella stessa padella, friggeva le uova nel grasso precedentemente colato dal bacon appena cotto. Il risultato era un gusto unico, che ti dava l'energia sufficiente per tirare avanti fino a pranzo. Rare le volte in cui Tom non si serviva una doppia razione di uova e pancetta, anche il palato vuole la sua parte.
   Il fumo della sigaretta disegnava in aria forme sinuose e dall’aria infida. Sinuose ed infide come possono essere il tradimento e la vendetta. Solo che la venuta di quest'ultima sarebbe stata annunciata dallo scintillio di una lama di rasoio.
Mentre pensava questo, Tom aspirò del fumo dalla sua sigaretta, gustandosela e assaporando il gusto della rivalsa guardando i fianchi della moglie. E che fianchi, ragazzi... Nei suoi occhi cominciò a farsi strada una luce infinitamente sadica da animale affamato, e la moglie se ne accorse.
   -Cos’hai da guardare con quegli occhi?!- gli chiese Viola dopo aver preso un sorso di caffè dalla tazza fumante.
   -Pensavo a quello che abbiamo fatto prima… mi hai fatto impazzire, tesoro- rispose Tom alludendo alla cavalcata a letto appena compiuta e incrociando lo sguardo della moglie che gli sorrise compiaciuta. Com’era bravo a mentire. In verità non aveva provato niente a fare l’amore con lei… aveva solo sentito un desiderio ancora più irrefrenabile di fare giustizia a modo suo. Era solo un passatempo, un abitudine alla quale non riusciva a sottrarsi per quanto lo ripugnasse.
   -Lo sai che mi sento ancora una ragazzina quando lo facciamo.-
   -Lo vedo cara, infatti riesci sempre a non farmi rimpiangere i vecchi tempi...-
   Viola bevve un altro sorso di caffè, lo prendeva sempre nero e senza zucchero. Secondo lei la nera e sacra bevanda degli dei pagani andava bevuta al naturale, così da poterne assaporare appieno il forte gusto amaro. Però non lo preparava all'americana, no. Le sue origini italiane, una delle sue nonne era originaria di una città chiamata Verona, le imponevano l'uso della moka, uno strumento che anche suo marito Tom imparò ad amare troncando definitivamente con la sacra tradizione made in USA del caffè annacquato.
   La calda bevanda le bagnò la gola, e Viola la sentì arrivare fin giù agli intestini.
   -Che film hai detto che dobbiamo vedere stasera?- chiese lei poggiando la tazza fumante sul tavolo.
   -Sai che non mi ricordo, cara?! Mi ricordo però che sembrava bello.-
   -Uhm... molto bene.-
   -E poi dovrebbe essere in prima visione, di solito il lunedì è così- puntualizzò Tom, tirando l'ultimo tiro dalla sigaretta. Si allungò verso il tavolo e la spense nel posacenere davanti a lui.
   -Spero proprio di non addormentarmi anche stasera.-
   -Amore... lo sai che non è mai stato un problema.-
   -Farò di tutto per non perdermelo-, Viola abbozzò un sorriso.
   -Ma sì, sì... non importa, cara.-
   -Eh lo so, ma tra tutte le cose che faccio in casa è difficile non addormentarsi davanti alla tv.-
   Meno male che Viola non si accorse della scintilla di pura rabbia che attraversò per un momento i bulbi oculari di Tom. Lui sapeva perché Viola non riusciva mai a stare sveglia la sera. Troppo difficile mantenersi lucidi quando per almeno un paio di ore al pomeriggio ci si faceva sbattere dall'amante eh?!
   Brutta ipocrita, falsa e mentitrice!
   Donna malvagia e ingannatrice!
   Serpente dalla lunga coda a sonagli!
   Donna peccatrice e tentatrice!

   Squillò il telefono.
   Tom guardò sua moglie. Poteva essere la telefonata dell’amante? Sì, molto probabilmente era così. Quando ancora non sospettava di sua moglie, Tom non riusciva a spiegarsi la frequenza di quelle telefonate già di prima mattina. Da quando scoprì che Viola lo tradiva aveva ascoltato più di una conversazione tra i due.
   -Vado io!- urlò Viola alzandosi dal tavolo.
   Appena la moglie uscì dalla cucina, Tom si alzò e si diresse verso le scale che portavano al piano superiore. Mentre saliva i gradini in punta di piedi, sentì Viola che rispondeva al telefono quindi affrettò il passo. Appena arrivò davanti al telefono della camera da letto alzò la cornetta con molta cautela, per evitare che i due interlocutori lo scoprissero.
   -Avete fatto l’amore?-
   Sì era lui, l’amante di sua moglie. Diavolo, si era perso una parte della conversazione. Subito dopo sentì la voce di Viola.
   -Si Tod, per me non è stato un granché, ma penso che lui si sia divertito! Riesco sempre a soddisfarlo con facilità, in effetti se ti ricordi ti ho già detto che non ci vuole molto.-
   Quell'ultima frase fu peggio di una coltellata in pieno petto. I due parlavano di lui quando erano insieme. Non bastava il tradimento, non contenti di quello che facevano lo prendevano pure per i fondelli. La rabbia gli salì fino alle punte dei capelli. Penso che lui si sia divertito. Sì, come no... vedrai come mi divertirò io stasera.
   -Allora ci vediamo domani sera da me? Pensi di riuscire a staccarti da Tom?-
   -Sì non preoccuparti. Inventerò la solita scusa dell’uscita serale con le amiche del gruppo di lettura. Eh! Eh! Eh! Ci ha sempre creduto.-
   -Strano che fino ad ora non ti abbia dato nemmeno la benché minima idea di nutrire qualche sospetto.-
   -Ma sì, amore. Tom è fatto così... mi spiace dirlo ma è un povero sempliciotto.-
   -Su questo hai proprio ragione.-
   -Allora a domani, amore mio- sospirò Viola.
   -Si, a domani. E ricordati il vestito che piace a me.-
   -Ma certo, buongustaio...-
   Prima che la comunicazione terminasse Tom riattaccò dolcemente la cornetta per non farsi sentire dai due conversatori. Per tutta la durata della telefonata la moglie non aveva fatto altro che bisbigliare. Aveva paura di essere scoperta, un vero peccato che il suo timore fosse stato avverato non da giorni, ma da settimane. Settimane in cui Tom aveva meditato e ponderato con estrema pazienza la sua vendetta. E ora era finalmente arrivato il momento di portarla a termine.
   Sarà stata la decima telefonata che spiava, e ancora non riusciva ad abituarcisi. Ogni volta che li sentiva prendersi gioco di lui non ci vedeva più, aveva sempre l'impulso di correre giù in sala e sgozzare la moglie, mentre ancora cinguettava con quel bastardo dell'amante. No! Come si dice: “la vendetta è un piatto che va servito freddo”. Doveva solo pazientare un altro po'.
   Gli cadde l'occhio sul calendario appeso sopra al comodino, era il dieci di agosto, martedì. Belle stelle cadenti che avrebbe visto quella sgualdrina.
   Pensandoci bene oggi avrebbe fatto a meno di andare a lavorare, il granturco poteva aspettare per un giorno. Anche perché Tom non sarebbe riuscito a lavorare con il suo solito vigore che da sempre lo distingueva, non con il chiodo fisso della vendetta imminente che gli girava per la testa. Sarebbe stato meglio andare in paese a fare un po' di compere con la moglie, far finta di godersi una giornata eccezionale di pausa con Viola. A dire la verità era davvero molto tempo che non si godeva una giornata di pausa con sua moglie, questo perché Tom era un vero stacanovista, non poteva fare a meno del lavoro... e il lavoro nei campi non poteva fare a meno di lui. Quindi gli toccava lavorare anche di domenica, e tutto per mandare avanti la casa e per rendere felice quella moglie che ora lo tradiva con uno sconosciuto. Un giorno di pausa per prepararsi seriamente all'azione era una prospettiva del tutto allettante.
   Sarebbe stato bello farsi preparare anche una bella cenetta per il loro ultimo pasto insieme, in tutti i sensi. Un momento, dove l'aveva già sentita?! L'ultimo pasto, l'ultima cena, aveva un suono vagamente familiare. Ah già, la parete dipinta da Leonardo.
Tom scoppiò a ridere.


To be Continued...


E.

1 commento:

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E.