15 settembre 2010

Il Rasoio dello zio Tom pt.1



PROLOGO

   Erano già sei settimane che sua moglie lo tradiva. Lui lo sapeva. E sapeva anche cosa doveva fare.
   Dopo averla uccisa l’avrebbe bruciata. Sì, un bel rogo per liberarsi dalla strega, come accadeva a Salem qualche secolo prima.
   Non sapeva ancora che arma usare e dove l’avrebbe uccisa. In casa? Mentre curava le rose del suo giardino? Oppure sulle rive del lago poco lontano da casa?
   Mentre ci pensava gli venne un'altra idea, e gli piacque. Sapeva che sarebbe stato meglio riuscire ad accopparli tutti e due nello stesso momento, ma i miracoli non sono cose di questo mondo. L'idea era semplice, ma non priva di classe: l'avrebbe uccisa quella sera. Ricordava che qualche giorno prima avevano programmato di guardare un film che davano in tv, ora non si ricordava precisamente quale. Avrebbe aspettato il momento in cui sua moglie si sarebbe addormentata, ormai era un'abitudine vederla dormire già dopo venti minuti dall'inizio di un qualsiasi film, e a quel punto le avrebbe tagliato la gola da parte a parte con il rasoio Embros che tutte le mattine usava per farsi la barba. Un rasoio a serramanico che gli aveva regalato il padre quando compì tredici anni e i primi peli di barba cominciavano a comparire sul giovane viso. Non si era mai separato da quel rasoio, per trent'anni aveva continuato ad usarlo e a tenerlo affilato al punto giusto. Una vera bellezza di rasoio, sul manico di lucido legno vi erano incise persino le sue iniziali. Non c'erano dubbi, un caro ricordo di famiglia che gli sarebbe stato utile per farsi giustizia quanto bastava.
   Tutto ciò che riguardava l'amante non sarebbe stato un problema impellente, sapeva che dopo qualche giorno avrebbe cominciato a cercarla o perlomeno a fare domande in paese, e allora avrebbe fatto sparire anche lui. A quella carogna ci avrebbe pensato a tempo debito. Ora doveva concentrarsi sulla sua amata/odiata sposa.
   Però quanto sarebbe stato bello ammazzarli tutti e due mentre si divertivano a letto, un'attività che per ora non lo interessava più di tanto. E dire che era stato proprio il sesso a svelare il segreto inconfessabile della moglie.
   Cominciò a sospettare di quella sporca donna quando, dopo aver fatto la cavalcata a letto settimanale, le sentì ancora addosso la puzza di sesso di un altro uomo. In quel momento la verità gli balzò davanti agli occhi fino a fargli male come una stretta al cuore. Cosa aveva fatto per meritarsi l’infedeltà della moglie? Niente! Si era sempre fatto in quattro per lei, lavorava dodici ore al giorno nei campi per farle vivere una vita il più agiata possibile.
   Lui e sua moglie non erano come quelle coppie che litigano in continuazione e per qualsiasi motivo, c’era sempre stata una specie di armonia fra loro, un sentimento che si rinforzò ancora di più dopo il matrimonio. Forse non era all’altezza della moglie? Non riusciva più a soddisfarla quando facevano l’amore? No, lui non aveva colpa. Prima di scoprire il tradimento della sua amata l’aveva sempre fatto con la passione necessaria, perché sua moglie è sempre stata una donna bella e sensuale, un essere da venerare, e lui la venerava persino nelle piccole cose quotidiane: mentre lavava i piatti, mentre gli preparava una delle sue leccornie o semplicemente mentre metteva in ordine la casa che avevano ereditato dal padre di lui. Ogni movimento compiuto da sua moglie era frutto di una sensualità e di un’armonia che non si poteva che ammirare e venerare.
   Sì, l'avrebbe uccisa quella sera. Non gli importava delle conseguenze di un simile gesto, doveva farlo e basta. Ormai era diventata una sua necessità che non ammetteva sostitute. Chissà, magari dopo averla uccisa l'avrebbe sepolta nel giardino di rose che sua moglie curava con tanta cura. Si rendeva perfettamente conto che suonava un po' scontato e banale, ma in fondo non gli importava, e la scocciatura di far sparire il cadavere era l'ultima delle sue preoccupazioni ora, più o meno come il pianificare l'omicidio dell'amante di lei.
   Stava per commettere un delitto passionale... il colore scelto da sua moglie per le rose, neanche a farlo apposta, era perfetto. Sì, sì, molto probabilmente l'avrebbe sepolta lì sotto, non sembrava male come posto. Certo, ucciderla nel giardino sarebbe stato molto più comodo per risparmiarsi la scocciatura di trascinare il cadavere fuori casa, ma Tom sapeva che quella sera stessa gli si sarebbe presentata un'occasione d'oro da non gettare ai quattro venti.
   Un'altra cosa alla quale si mise in testa di fare attenzione fu di non fare rumore, va bene che il vicino più prossimo era a due chilometri di distanza, ma in questi casi non si può mai dare niente per scontato. Vai tu a sapere chi avrebbe potuto passare nel momento in cui l'avrebbe uccisa e chi avrebbe potuto sentire un eventuale grido.
   Una cosa però la sapeva: la macchina dello sceriffo passava tutte le sere davanti a casa sua verso le undici di sera per l'abituale ronda notturna, quindi doveva riuscire a compiere il misfatto entro quell'ora, o addio testa.
   Ma sì, ma sì, tutto sarebbe stato perfetto, tutto, anche la morte di quell'essere che disprezzava profondamente e che rispondeva al nome di Viola.
   Chissà cosa avrebbe pensato di lui Viola, che in questo preciso istante gli era seduta davanti, se avesse potuto percepire tutto quello che Tom stava pensando di farle.


To be Continued...


E.

8 commenti:

  1. PANICO!

    Leggendo le prime righe mi sembrava di rivedere secret window! Non è che stai vedendo anche tu shooter da qualche parte? ;) Bello Sekken!

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  2. bravissimo mirken XD ora secret window è solo una citazione, ma pensa che quando iniziai a scriverlo, 4 anni fa, usai persino le stesse frasi di "finestra segreta", il racconto rubato, tanto mi era piaciuta quella pellicola XD

    E.

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  3. Complimenti davvero, attendo il seguito!
    ;-)

    Gloria (Morwen)

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  4. thankssssssssssssssssssssisisssss! :-)

    tra poco pubblico la seconda parte

    E.

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  5. interessante Mannuuuuuuuu :D

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E.