19 agosto 2010

Organizer '92 pt.3

.IL COLPO.


DaBOSS
Brian?! Hai tempo?”
Brian
Oh buongiorno. Tra poco sì... in cosa posso esserti utile?”
DaBOSS
Vieni nel mio ufficio che ti devo parlare”
Brian
Certo, devo solo finire di sbrigare questa pratica e arrivo. Questione di pochi minuti”
DaBOSS
Molto bene. Ci vediamo dopo”

    DaBOSS si avviò verso il suo ufficio, Brian lo seguì con gli occhi. “Cosa vorrà? Fa che sia quell'aumento che aspetto da due anni”, pensò mentre riportava lentamente lo sguardo sulla pratica aperta. I dati erano tutti in ordine, per una volta quelli dell'inserimento dati non avevano sbagliato a fare il loro lavoro. Bene... i conti tornavano.
    Brian si alzò, chiuse con forza la pratica che l'aveva tenuto occupato per due ore e cominciò a dirigersi a passo svogliato verso l'ufficio di DaBOSS. Ad essere onesti era un po' in ansia. Non aveva idea di cosa avrebbe parlato con DaBOSS. Non pensava di aver fatto male il suo lavoro anzi, a volte si fermava in ufficio anche oltre l'orario di lavoro per riuscire a finire di sbrigare quei maledetti fascicoli che ogni mattina trovava sulla scrivania. Sperava vivamente che si trattasse del famoso aumento.
   Finalmente arrivò davanti alla scrivania della segretaria di DaBOSS che, con i soliti modi gentili, lo invitò a entrare nell'ufficio. DaBOSS stava lavorando al computer, una novità all'interno dell'azienda.

Brian
Volevi vedermi, capo?”
DaBOSS
Sì Brian, accomodati pure”

    Brian era sempre indeciso su quale delle due sedie prendere: quella di sinistra o quella di destra? Questa volta non ci pensò su troppo e scelse la sedia di destra. DaBOSS si alzò in piedi e cominciò a camminare avanti e indietro guardando fuori dalle finestre che davano sui grattaceli di centro città. Brutto segno.

DaBOSS
Vuoi un caffè?”
Brian
Se lo prendi anche tu volentieri”
DaBOSS
MISS REGGICALZE!”

    Il caffè era decisamente un buon segno. Un paio di secondi dopo la porta dell'ufficio si aprì ed entrò la segretaria di DaBOSS. Apparve in tutto il suo erotico splendore, non a caso indossava reggicalze.

DaBOSS
Ci porti due caffè?”
MISS REGGICALZE
Certo capo! Arriva subito...”

    La segretaria uscì dall'ufficio e vi tornò un minuto dopo reggendo un vassoio di plastica bianca con sopra due tazze di caffè e svariate bustine di zucchero. MISS REGGICALZE posò il vassoio sulla scrivania di DaBOSS con pochi ma sensuali movimenti. I due si scambiarono un'occhiata d'intesa. “Chissà se questi due si ritrovano dopo il lavoro in qualche motel”, pensò Brian. A quanto ne sapeva DaBOSS era sposato, e quella segretaria rappresentava tutto il lavoro extra che gli toccava fare perché l'azienda andasse a gonfie vele. “Di certo le tue notti vanno a gonfie vele, DaBOSS”.
    La segretaria uscì dall'ufficio, lasciando i due a sorseggiare i loro rispettivi caffè. DaBOSS cominciò a fissare Brian che subito distolse lo sguardo intimorito da quegli occhi di ghiaccio.

DaBOSS
Come andiamo?”
Brian
Non male dai. Si tira avanti”
DaBOSS
Tutto bene con il lavoro? Non è che ti stanchi un po' troppo a star chinato tutto il giorno su quelle pratiche?”
Brian
Beh sì, è faticoso. Ma devo ammettere che è il lavoro che so fare e per il quale mi paghi. Quindi lo faccio, che mi affatichi o no”
DaBOSS
Brian, hai mai sentito parlare di Organizer '92?”
Brian
Sinceramente no... di cosa si tratta?”
DaBOSS
E' un software per computer che, a quanto pare, permette di sbrigare le pratiche che fai tu al giorno in soli trenta minuti”
Brian
Vuoi dire che è capace di sbrigare una decina e più di pratiche in mezz'ora?”
DaBOSS
A quanto pare sì. Ne sono venuto a conoscenza lo scorso mese, quando mi sono recato all'ultima fiera dell'elettronica in città”
Brian
Interessante... non dirmi che vuoi adottarlo qui dentro”
DaBOSS
Ci ho pensato per quasi un mese. Ho pensato a tutti i vantaggi e svantaggi che porterà l'adozione del nuovo software, e sono arrivato ad una conclusione”
Brian
Quale?”
DaBOSS
Brian, qui avremo bisogno di gente giovane e capace di usare i computer. Non posso permettermi di adottare il software e aspettare che il tuo reparto faccia dei corsi di computer per poi ripartire con l'attività. Non posso permettermelo”
Brian
(incredulo)
Cosa vorresti dire?”
DaBOSS
Ti sto licenziando, Brian. Dispiace moltissimo anche a me, ma io devo guardare al bene dell'azienda. E a questo punto tu non ci servi più”

    BOOM!
    Fu come se un masso di dieci tonnellate gli fosse caduto addosso. Adesso la sua vita era veramente andata a puttane.
Brian rimase lì, immobile, seduto sulla sedia destra davanti alla scrivania di DaBOSS. Era tutto un sogno, sì, sì, uno di quei sogni che sembrano così dannatamente reali da farti svegliare nel cuore della notte con l'ansia addosso, e a causa dei quali è difficile riaddormentarsi subito. I nervi delle sue membra attendevano un dannatissimo segnale dal cervello, ma Brian aveva spento tutto per il momento. Prima la morte della figlia, ora questo. E come si può trovare un nuovo lavoro a quarant'anni suonati, senza avere nozioni utili di informatica, ora che tutto il mondo si stava computerizzando? Come avrebbe potuto pagare le ferie che sua moglie desiderava tanto fare? Come avrebbe potuto permettersi ancora la bellissima casa in cui viveva? Chi avrebbe pagato le bollette? Di una cosa era certo: non sarebbe più entrato in una chiesa. Quel tizio che regnava lassù aveva dimostrato di fregarsene altamente di lui e della sua fede. L'avrebbe rinnegato. Si sarebbe fatto anche scomunicare per non avere più rapporti con quell'evanescente e cinica divinità. Lentamente riuscì a sollevare il braccio destro e ad afferrare il piccolo crocefisso d'oro che portava appeso al collo dai tempi della prima comunione. “Il tuo senso dell'umorismo mi fa schifo, se potessi ti attaccherei io stesso alla croce”, pensò Brian giusto pochi secondi prima di strapparsi di dosso la catenina con rabbia e gettandola per terra. DaBOSS non si aspettava un gesto del genere.

DaBOSS
Brian, ti invito a rimanere calmo. Ma cerca di capire anche le mie ragioni...”

    Solo allora Brian alzò lo sguardo verso DaBOSS. I suoi occhi erano diventati di colpo vuoti, il viso senza espressione. Si stava pian piano rassegnando al suo licenziamento. Si alzò dalla sedia, stringendo i pugni tanto da farsi male e da far diventare bianche le nocche.

Brian
Cosa ti fa pensare che io non sia perfettamente calmo?”

    DaBOSS non si aspettava quella risposta e cominciò a temere per la propria incolumità. Chissà cos'era capace di fare un dipendente quando veniva a sapere che sarebbe stato licenziato.
   All'improvviso Brian sembrò calmarsi sul serio, le mani si rilassarono e il volto ricominciò ad assumere la solita espressione di calma indifferenza. Era tornato ad essere il solito Brian che non si sarebbe mai sognato di piantare un casino in ufficio nemmeno il giorno del suo licenziamento.

Brian
Dove devo firmare per andarmene di qui?”
DaBOSS
Veramente potresti finire la settimana”
Brian
No... me ne vado oggi”
DaBOSS
(aprendo la cartella con dentro la lettera di licenziamento)
Come preferisci. Fammi una firma qui, ed un'altra qui. Dopodiché devi firmare anche la copia del documento”
Brian
(avvicinandosi alla scrivania)
Ok...”
DaBOSS
Non sai quanto mi dispiace, Brian. Ma il bene dell'azienda viene prima di tutto per me, lo sai bene”
Brian
Non ti ho chiesto spiegazioni, DaBOSS. Va bene così, sul serio”

    Brian non lesse nemmeno il contenuto di quei fogli. Prese in mano la penna e firmò dove doveva firmare. 'Fanculo tutto.
    Rimise i fogli nella cartella gialla e li porse a DaBOSS, che con una finta espressione dispiaciuta gli porse la mano destra. Brian la strinse con vigore, il suo lavoro lì dentro era finito, avrebbe potuto anche mandare a fare in culo DaBOSS per quanto gli interessavo, ma non lo fece. I rimasugli dei sani principi che aveva seguito fino a qualche attimo prima non glielo fecero fare, anche perché non si sarebbe tolto nessun peso nel farlo. Va bene insultare, ma sempre se serve a cambiare qualcosa e a quel punto non sarebbe servito ad un bel niente. L'unico pensiero che riusciva a confortarlo era che da quel giorno non avrebbe più dovuto entrare in quel palazzo per svolgere il lavoro che per vent'anni lo aveva tenuto col culo incollato alla sedia per otto o anche dieci ore, a volte anche dodici quando faceva gli straordinari, al giorno. Non avrebbe più rivisto i suoi perfidi e spietati colleghi. Aveva subito più di qualche cattivo scherzo da loro e adesso sarebbe finalmente finita.

DaBOSS
Sicuro di star bene?”
Brian
Sì... tutto bene”
DaBOSS
Beh, questo è un addio allora”
Brian
Decisamente. Addio DaBOSS”
DaBOSS
Addio Brian”

    Pochi minuti dopo Brian era già fuori dal palazzo. Non aveva neanche salutato i suoi, ormai, ex-colleghi. Non ne aveva bisogno, tanto sapeva che non li avrebbe più rivisti.
    Adesso aveva solo voglia di bere. Guardandosi attorno vide che c'era un bar lì vicino e, con passo veloce, si diresse verso di esso.
    Ora la sua vita era andata veramente a puttane.



To be Continued...

E.

2 commenti:

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E.