26 luglio 2010

Baby, Jude pt.5

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CAPITOLO 2: 1979
Gli anni ’70 giungono al termine. La musica si fa diversa e nuove mode mettono alla porta quelle vecchie…

04/08/1979 ore 15.40

V
”Allora dottore?”
Doc.
”Il trauma che ha subito gli ha cancellato la memoria”
V
”Tutta quanta? Vuole dire che non sa nemmeno chi è e che non mi riconoscerà?”
Doc.
”Probabilmente non è ridotto così male. Ma stiamo sicuramente parlando di un’amnesia quasi totale. Forse riuscirà a riconoscerla, ma non oltre a questo e poche altre cose”
V
”Ah…le disgrazie non mancano mai”
Doc.
”Non si preoccupi, un buono psicologo potrebbe essere in grado di far riemergere in gran parte i ricordi perduti. Comunque la buona notizia è che il ragazzo non ha subito danni fisici permanenti. Le ferite al corpo guariranno in poco tempo. Per quanto riguarda quelle che ha riportato sulla fronte, sicuramente le cause dell’amnesia, suggerirei di trattenerlo in osservazione per qualche giorno… vorrei essere sicuro al cento per cento che non siamo in presenza di danni molto più gravi, che riusciremo ad accertare tramite qualche esame approfondito o dalle radiografie”
V
”In fin dei conti il dottore è lei. Faccia quello che ritiene più giusto per la salute di mio nipote”
Doc.
”La ringrazio. Io adesso devo andare a visitare altri pazienti, poi comincerò gli esami di suo nipote”
V
”Va benissimo, grazie moltissime”

Appena il dottore si allontanò, V prese dalla tasca un fazzoletto e se lo premette sulla bocca per reprimere un conato di vomito. Un dottore negro, il peggio che potesse capitargli. Che paese è quello in cui un negro qualsiasi può diventare medico?! Ah già, l’America… il faro della libertà durante tutte le guerre in cui si è trovata coinvolta. Peccato che i libri di storia si dimentichino sempre di dire che gli USA avevano varato una politica di sterilizzazione obbligatoria a cui poi Hitler si ispirò per la stesura del Mein Kampf e del decreto del 1933, la “Legge per la Prevenzione di Malattie Ereditarie”.
Pensando al suo nipotino non poté fare a meno di sfoggiare un sorrisetto compiaciuto. La perdita di memoria non poteva arrivare in un momento più propizio: negli ultimi mesi V non si sentiva più lo stesso. Stava semplicemente diventando troppo vecchio per seviziare il giovane nipote giorno dopo giorno. Meglio così… sarebbe cominciata l’età tranquilla della vecchiaia. Ma ora, prima di tutto, lo aspettavano alcuni giorni casa-ospedale. Non poteva fare la figura del nonno indifferente e menefreghista, non dopo aver raccontato al dottore di come R si era fatto male giocando a baseball con un suo amico e di come il vecchio nonno dalle ossa doloranti se l’era caricato di peso e portato in macchina, sfrecciando a 70 miglia orarie, fino in ospedale.
Ma V sapeva già che il vero problema sarebbe stato continuare a soddisfare zio Adolf. V sapeva per certo che la vecchia fotografia non avrebbe facilmente rinunciato a quanto gli spettava.
Avrebbe dovuto inventarsi qualcosa… e quel qualcosa sarebbe stato di certo poco ortodosso.

To be continued…

E.

1 commento:

  1. babba bia amore... finiscilo e cerca di pubblicarlo!!!!!!!

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E.