20 aprile 2010

Baby, Jude pt.3

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01/07/1976 ore 21.00
V sedeva sulla sua poltrona in salotto. Il fumo della sigaretta che stava fumando fluiva in aria formando dolci e sensuali curve.
Erano passate parecchie ore dal momento in cui aveva visto R scomparire nel campo di granturco. Ma lo sapeva: sarebbe stato ritrovato da qualche proprietario delle fattorie vicine; su questo non aveva dubbi.
Proprio in quel momento sentì bussare.
V si alzò lentamente dalla poltrona e si avviò con passo tremante, segno dei suoi sessantacinque anni, verso la porta d’ingresso.

V
“Chi è?!”
Mr. FARMER
”Sono Mr. FARMER…ho una sorpresa per te…”
V
”Riguarda per caso un povero cucciolo trovatello che hai trovato, sempre per caso, nel tuo campo?!”
Mr. FARMER
”Esatto”
R
”Si, sono io nonno”
Mr. FARMER
”E adesso V, che ne dici di farmi entrare e magari offrirmi qualcosa con cui mi possa sciacquare la gola?”
V
(aprendo la porta)
”Ma certo…prego prego…”

Quando l’uscio fu completamente aperto si trovò davanti un tremante e sudicio R, pieno di graffi sul viso, sulle mani e sulle gambe, segno della lunga corsa attraverso il campo di granturco.

V
”Con te facciamo i conti più tardi. Ora, vai a lavarti!”

R entrò in casa e si diresse subito in bagno, al piano di sopra. V lo seguì con sguardo severo finché non fu certo che il ragazzo fosse veramente diretto verso il bagno. Quando sentì la porta del cesso chiudersi si girò verso Mr. FARMER che era ancora fermo sul portico.

V
”Ma prego mio caro, entra pure che ti offro un po’ di sciacquabudella”
Mr. FARMER
”Tu mi tenti, vecchio porco. Lo sai bene che non posso resistere alla tua brodaglia”

Dopo 5 minuti V e Mr. FARMER erano seduti al tavolo della cucina, tracannando Whiskey e parlando spensieratamente del tentativo di fuga di R. Il giradischi suonava una dolce melodia, era la famosissima “Das ist Berlin” di Marlene Dietrich.

Mr. FARMER
”Certo che i ragazzi di oggi non sono mai contenti di niente. Non riesco a capire come facciano a non capire di essere così fortunati a non vivere negli anni Quaranta”
V
”Eh lo so. Non si riesce a capire cosa gli passi per la testa certe volte. Se avessi fatto una cosa del genere ai miei genitori, pace all’anima loro, non ne sarei uscito sano una volta tornato a casa”
Mr. FARMER
”Dovrebbero solo provarla, la guerra, anche solo per capire il valore della casa e della famiglia”
V
”Devo comunque ammettere che R non è come tutti gli altri ragazzi. Cristo, ha perso i suoi genitori. Non sai quanta fatica faccio ad accompagnarlo, ogni volta che vuole, in cimitero. Ogni volta mi viene da piangere solo a pensare ai suoi poveri genitori”
Mr. FARMER
”Ma scusa, hai mai provato a portarlo da uno psicologo?! Alla fine è come un trattore. Se è rotto lo porti dal meccanico”
V
(ridendo)
“Che contadinotto del cazzo che sei”
Mr. FARMER
“Infierisci infierisci”
V
”No beh, scherzi a parte. Niente stronzate, niente santoni. Secondo me la cosa migliore da fare, con un bambino di quell’età, è lasciarlo giocare libero e spensierato. Senza farlo intaccare troppo presto dalle preoccupazioni di questa vita che ti riserva merda anche se non la cerchi”
Mr. FARMER
”Amen fratello. Sai, mi sarebbe piaciuto avere un nonno come te…”

I due cominciarono a ridere e brindarono per l’ennesima volta ai vecchi tempi.

Quando R uscì da bagno, Mr. FARMER se n’era già andato da un pezzo. Sembrava però che il nonno si fosse fermato ancora in salotto, seduto sulla sua poltrona preferita a tracannare Whiskey e fumare una sigaretta dietro l’altra. Meglio così, forse non l’avrebbe visto per quella sera.
Si diresse allora verso la propria camera. Le vecchie assi di legno del pavimento scricchiolavano sotto i suoi furtivi passi.
Non accese nemmeno la luce della sua camera, era sufficiente il raggio di luna che entrava dalla finestra aperta. Si buttò a letto…ancora nudo. Dalla finestra entrava una lieve brezza fresca che gli carezzava la pelle nuda e ancora un po’ umida. Era bellissimo. Si stiracchiò a lungo e poi rimase steso sul letto, senza nemmeno infilarsi sotto le coperte, godendo semplicemente di quella lieve brezza serale.
Era così rilassato che cominciava a lasciarsi alle spalle quello schifo di giornata come se non fosse mai esistita.
Era così rilassato che non sentì nemmeno il nonno che si alzava dalla poltrona e che saliva le scale.
All’improvviso la luce della camera si accese. R si destò a fatica dallo stato di dormiveglia in cui era, girò la testa e si trovò davanti suo nonno, appoggiato con la spalla sinistra allo stipite della porta. Il vecchio porco gli fissava il corpo nudo ed invitante, massaggiandosi il pacco con la mano destra.

V
”Siamo già pronti a far festa eh?!”

Certe abitudini sono inguaribili…ma R urlò lo stesso.

To be continued…

E.

3 commenti:

  1. Seccoooooooo!!! ecco lo sapevo che dovevo leggerlo di giorno!!!!! O__O aiuto.... brividi... stupendo....

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