14 aprile 2010

Baby, Jude pt.2

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01/07/1976 ore 15.35
Il pallone da calcio rimbalzava sul prato tagliato di fresco. L’ombra dei pini e la leggera brezza autunnale erano per R un toccasana dopo una mattinata passata a scuola.
R non aveva molti amici. Da quando i genitori erano morti non riusciva a socializzare molto facilmente. I pochi amici che aveva erano solo quelle amicizie scolastiche, inutili, che si sviluppano tra i banchi di scuola: qualche parola ogni tanto, ma niente di più.
Perciò la palla rimbalzava sempre contro un muretto o un tronco di pino. Ma per ora R stava bene così: la solitudine gli riusciva spontanea e non lo avrebbe di certo aiutato il raccontare a qualcuno ciò che accadeva dentro quella casa…o meglio, nello sgabuzzino.
Le ore passate a fissare tutte quelle facce in bianco e nero, al lume di candela, in compagnia di un crocifisso trafitto da svariati chiodi, rappresentavano per lui una buona parte della giornata. Giornate che parevano tutte uguali. Di certo non erano adatte ad un bambino della sua età. Ma questo R non lo sapeva, e stava cominciando ad accettare quella realtà come se fosse la normale routine della vita di ogni essere umano.
Quando il nonno lo chiamava in casa, R non poteva nemmeno correre a nascondersi nell’enorme distesa di granturco che si estendeva per diversi chilometri quadrati dietro a casa sua; il nonno l’avrebbe trovato e allora sarebbero stati dolori. Meglio subire in silenzio ciò che gli veniva fatto piuttosto che subire una qualche punizione ben peggiore.
Ancora immerso nei suoi pensieri, R diede un calcio tremendo al pallone che andò a finire tra il granturco.
Uff! Proprio lì doveva finire”.
Con passo svogliato, R si incamminò nella stessa direzione che aveva preso il pallone e si addentrò nella fitta giungla di granturco.
Dopo cinque minuti buoni riuscì a trovare il pallone. C’era qualcosa di strano però…un cinguettio acuto.
R si chinò, raccolse la palla e rimase quasi stupefatto nello scoprire che sotto di essa vi era un passerotto. Il povero uccellino sembrava avere un’ala spezzata, perché si muoveva molto disordinatamente rimanendo comunque a terra.
R rimase a guardarlo per qualche minuto ancora, finché non allungo il piede destro e calpestò con forza l’aletta spezzata del passerotto. Il cinguettio si fece più acuto e frenetico. A quel punto R tolse il piede dall’ala, sollevò il pallone sopra la testa e, facendo appello a tutte le sue forze, lo lanciò contro il passerotto ferito.
Il cinguettio svanì. Ora si udiva solo il rumore soffice e caldo che fa il vento quando scuote i campi coltivati.
R si chinò, raccolse la palla e non rimase stupefatto di quello che vide: il passerotto era completamente schiacciato; gli organi interni erano fuoriusciti in parte dal becco ed il resto del corpicino sembrava appena fuoriuscito da un ciclostile.
Di sicuro qualche micio apprezzerà il lavoro che ho fatto”.

V
“Ragazzo! Torna in casa!”

In quel momento tutti i pensieri riguardanti l’accettazione di ciò che gli faceva fare il nonno scomparirono dalla mente di R. Succedeva sempre così, e la paura cominciò a farlo tremare come una foglia secca scossa dal vento di novembre, come sempre. Non voleva andare dal nonno. Non voleva ripetere ancora quelle cose disgustose. Non voleva passare ancora delle ore dentro lo sgabuzzino.
Senza rendersene conto, R cominciò a correre.

V
“Ragazzo! Non farmelo ripetere! Il nonno ha bisogno di te!”

La voce del nonno andava perdendosi nel vento. Ora R era a quasi cinquecento metri dalla casa…e voleva allontanarsi ancora e ancora e ancora. Non si era nemmeno preso il disturbo di prendere con sé il pallone, forse non ne avrebbe avuto bisogno durante la fuga. Mentre correva, pensando a tutte le cose che si lasciava dietro, cominciarono a comparire delle lacrime, che ben presto andarono a bagnargli le guance.
Forse questo primo tentativo di fuga sarebbe andato a buon fine.
R lo sperava. Lo sperava con tutto il cuore…

To be continued…

E.

3 commenti:

  1. mamma mia... ti giuro che alle ultime righe stavo scappando anche io insieme a R!!!!! che tensione!

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  2. :D bravo Secco, mi piace! ^_^

    SCAPPA R.. SCAPPA!! ;)

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