2 marzo 2010

Biglietto VII

pubblicato su Scrivendo.it
 
Questo racconto lo meditavo da tempo, ma solo durante la lezione di Letteratura Inglese di oggi ha preso forma. Incredibile come, mentre si scrive, il testo si arricchisce di sfumature che ancora non erano state fissate o nemmeno pensate.



    Le porte del treno si aprono, proprio quello che H sta aspettando da una ventina di minuti. Fa l’ultimo tiro dalla sigaretta e la getta via, avvicinandosi alle porte del treno. Sale i gradini e, guardandosi attorno con aria schifata, individua un posto libero nel vagone deserto.
    Il posto vicino alla porta va bene; il treno è vuoto, ma H non vuole essere invadente. Si siede sulla poltrona polverosa, probabilmente piena di batteri grandi come un pugno, tira fuori l‘iPod e lo fa partire in modalità casuale.


“How many times have
You heard someone say
If I had his money
I could do things my way...”

    Johnny Cash comincia ad invadergli la mente con la sua voce calda e ricca di emozioni.
    In quel momento si chiudono le porte ed il treno comincia a prendere velocità. H appoggia il braccio sinistro al finestrino e comincia a pensare. Pensa alla giornata di merda che ha appena passato, al capo che l’ha licenziato proprio il giorno del suo compleanno, allo stipendio che non sarebbe più arrivato(e grazie al quale stava progettando da tempo di comprarsi un MacBook nuovo di zecca). La soluzione sembra essere una, ma non è che sia proprio il massimo: una pallottola in mezzo alla fronte e via… in viaggio verso altri lidi. Ma anche no… probabilmente non è la soluzione a tutto. Suicide is not a comfort. Ma chi è che l’ha stabilito? Nessuno. Forse sono le parole di qualche porco bigotto morto suicida dopo aver scritto o detto qualcosa a riguardo.

    Sappiamo tutti che i cessi dei treni fanno schifo. E questo ancora più degli altri. Il water emanava un forte tanfo di merda che avrebbe fatto vergognare un maiale in calore, e sulle pareti del cesso vi erano tracce di sperma secco.
    “Ma chi è che si eccita a tal punto da riuscire a farsi una sega qui dentro?!”. Pensando queste parole H esce dal cesso sbattendo la porta. “Questi cazzo di treni dovrebbero essere immersi nel disinfettante, oppure si potrebbe castrare coloro a cui viene duro sentendo quel cazzo di puzzo di merda”. Entrambe le prospettive erano interessanti e H si ripromette di ripensarci un giorno o l’altro.


TU-TUNTU-TUN TU-TUNTU-TUN TU-TUNTU-TUN

    Il treno continua la sua corsa alla massima velocità. Manca relativamente poco alla fine del viaggio, ma lui continua a correre a pieno ritmo.
    H si dirige verso la porta della metà di vagone in cui si era seduto. E’ chiusa. Prova più volte ad aprirla ma quella non ne vuole sapere. “Beh… 'sti cazzi. Il treno è vuoto, non è passato nemmeno il controllore. Mi siederò nell’altra metà e mi accenderò anche una sigaretta”.
    H si siede sul primo posto libero che trova e, con gesti automatici, si accende una sigaretta. Si gusta, pian piano, il sapore del fumo.


CONTROLLORE
“Biglietto prego”

    Parli del diavolo.
    Il controllore è in piedi di fianco ad H, sembra essere comparso dal nulla. Lui tira fuori il biglietto e lo porge al controllore. Gli cadono gli occhi sulla targhetta identificativa: “CAR” e qualcosa, non si legge bene. CAR prende il biglietto e lo timbra.


CAR
“Il VII eh?! Uno dei migliori…”
H
”Si lo so. Non pensavo che sarei arrivato a tanto”
CAR
”Eh lo so, nemmeno il più colto e capace degli intellettuali potrebbe spiegarlo… nemmeno qual guardone giocherellone che c’è lassù”
H
”Va beh, tanto ormai è fatta. Mi sono fregato con le mie stesse mani”
CAR
”Eh già… il viaggio è quasi finito. Stai bene attento a non scendere dal treno con la sigaretta accesa. Il principale vuole essere l’unico fumatore”
H
”Ci starò attento, grazie”
CAR
”A dopo…”

    Pian piano il treno comincia a frenare. Pochi secondi dopo è completamente fermo. Le porte si aprono con un tonfo. H però rimane ancora seduto. Vuole finire la sua ultima sigaretta prima di farla veramente finita con tutto e lasciarsi il passato alle spalle.

Intanto… nella metà vagone dalle porte chiuse…
    Il posto vicino alla porta va bene; il treno è vuoto, ma H non vuole essere invadente. Il suo corpo giace sui sedili, con ancora in mano una pistola…e un proiettile conficcato nelle cervella.


E.

8 commenti:

  1. zio son perina... non mi sono mai accorto che fossi cosi' bravo a scrivere! Complimenti!

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  2. Bella Sek!!! si vede che info non faceva per te XD... complimenti!!!

    Clod

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  3. cavolo, complimenti... veramente bello! :D

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  4. marta marchesini03 mar 2010, 16:19:00

    grande secco!!!! bello davvero!!!!

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  5. Splendido...davvero splendido!

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