31 marzo 2010

Tette di Zucchero

Ed ecco come una serata di pura follia possa trasformarsi in una serata di follia al cubo!


Il kebab del dopo-concerto è irrinunciabile. Una specie di tradizione. Questo almeno valeva per C, N, E, L, D, S, F e M. Non gli importava niente che fossero le due o le tre di notte; la stanchezza del concerto poteva attendere ancora per qualche ora: giusto il tempo di mangiare un kebab dal Capo e di fermarsi davanti al locale a fare quattro chiacchiere.

Dovete sapere che le regole del galateo, quando si ha a che fare con un kebab, non esistono. Poi se si ha suonato da qualche ora, la fame cancella temporaneamente tutto l’ammasso di principi che i nostri genitori hanno tentato di inculcare nelle nostre teste fin da piccoli. La velocità con cui viene mangiato il panino(meglio chiamarli “enormità” quelli del Capo) è impressionante. Si comincia mangiando un bel po’ di carne e quant’altro con la forchetta per poi riuscire a racchiudere gli ingredienti e, in modo che non cadano a terra, divorare a morsi ciò che resta. Da quando E era entrato nel gruppo, deteneva il record di velocità o almeno così pensava: era sempre il primo a finire per poi ruttare come un forsennato mentre gli altri erano ancora a metà panino.

Finalmente tutti finirono di mangiare e, per la gioie delle loro gole quasi arse, il Capo li omaggiò di una bottiglia di Sprite da 2 litri.
Per il seguente quarto d’ora i rutti e le conseguenti risate, oltre che al sesso(per quanto riguarda C), furono gli argomenti preponderanti.
Dopo qualche minuto C e N decisero di tornare a casa, augurando a tutti la buonanotte.
Erano rimasti solo E, L, F, M, D e S.
Era impossibile tornare a casa: si trovava sempre qualcosa di cui parlare e le sigarette contribuivano(per E, L e S) a ritardare la buonanotte.

CRASH!

D
(GOD CENSORED)
”Ehm…Ops!”
E
”Che deficiente!”
S
”Amor, che è successo?”
(D LE SORRIDE)
E
”Eh, che succede… Il pirla del tuo uomo è montato con un piede sulla bottiglia e lei, ad un certo punto, ha deciso di scoppiare”
S
”Che deficiente!”

S andò subito a dire al Capo quello che era successo. Che pazienza d’uomo: dopo pochi minuti rimaneva solo una chiazza di marciapiede bagnato dove prima era pieno di vetri(raccolti in buona parte da D e F). D non pronunciava più una parola da quando la bottiglia era collassata su se stessa. E’ da dire che si sorbì una buona dose di insulti/prese per il culo.
E passò ancora una buona manciata di minuti tra una chiacchiera ed una sigaretta. Ad un certo punto, E cominciò a fissare i seni di L e a pronunciare a ripetizione, imitando la voce di Baby, la parola “biccotti”.

E
”Biccotti, biccotti, biccotti…”
L
”Oh mamma cara…”
E
”Biccotti, biccotti, biccotti…”
L
”Ne hai ancora per molto?”
E
”Biccotti, biccotti, biccotti…”
L
”Ma basta!”
E
”Biccotti, biccotti, biccotti…”

(D, S, M e F GUARDANO LA SCENA, SBIGOTTITI)

E
”Biccotti, biccotti, biccotti…”
L
”Va ben, ora basta però!”
S
(DIRIGENDOSI VERSO D E FACENDO IL GESTO DI DENUDARSI I SENI)
“Amor! Dai, che nemo a far colazion…”
(RISATA GENERALE)

E così si concluse un’altra serata di concerto per i Soul Guardian. E vissero tutti, biscotti e contenti…e con un’alitazza da kebab da stendere anche Bambi.

E.

3 commenti:

  1. hahahahahahahaha! che scenaccia xD

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  2. hahahahahaha!! in realtà la frase esatta era "Dai, che nemo a far colazion" senza domande così D. non poteva rifiutarsi :D hahaha grandisssimo!!

    S.

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