13 marzo 2010

O Me! O Life!

O me! O life! of the questions of these recurring,
Of the endless trains of the faithless, of cities fill'd with the foolish,
Of myself forever reproaching myself, (for who more foolish than I,
and who more faithless?)
Of eyes that vainly crave the light, of the objects mean, of the
struggle ever renew'd,
Of the poor results of all, of the plodding and sordid crowds I see
around me,
Of the empty and useless years of the rest, with the rest me intertwined,
The question, O me! so sad, recurring--What good amid these, O me, O life?
Answer.
That you are here--that life exists and identity,
That the powerful play goes on, and you may contribute a verse.

                                                                                                             WALT WHITMAN



Ogni volta che rileggo questa poesia rimango come incantato dalle capacità di quest’uomo di riassumere la trasformazione che ha subito il concetto di vita. Una vita in cui ci si perde nell’individualismo e nel bene del singolo, mandando a puttane tutto il senso di solidarietà che risiede in ognuno di noi.

In questi versi si nota anche una contrapposizione al senso di “ordine e controllo” che vige da sempre nell’umana esistenza. Un controllo che porta alla brutale scissione tra bene e male, ai pregiudizi più insensati, all’odio per quello che non si può e non si vuole capire. Un controllo che ci ha portato dove siamo ora, a farci accettare le peggiori nefandezze del mondo e a farcele accettare come “male necessario per il bene dell’esistenza”. L’essere umano, in quanto libero pensatore, non è fatto per il controllo…deve essere lasciato libero. A quanti delitti contro la libertà di espressione e di pensiero abbiamo assistito e siamo rimasti come scemi senza sapere cosa fare?


Vedo già, in tutto il mondo, le infinite schiere di infedeli. Persone che accettano l’attuale stato delle cose, pronti anche a morire per esso. Non si rendono conto che il loro mondo, fatto di poche ma sicure certezze, si sta sgretolando sotto i loro occhi…e il disastro non gli lascerà il tempo di scappare; verranno travolti da tanta di quella merda che si troveranno spaesati e non potranno far altro che rimanere aggrappati a coloro che, approfittando di loro, gli forniranno altre poche ma solide certezze per tirare avanti.
Non arrendiamoci alla solo apparenza…scaviamo nel profondo dell’uomo. Andiamo alla scoperta di ciò che può affascinare realmente. Non facciamoci “dogmizzare” da uomini che non riescono nemmeno a guardarsi allo specchio la mattina, che moriranno soli e che si porteranno dietro le loro becere idee sulla vita.
Non rinunciamo alla nostra felicità…contribuiamo con un verso…

E.

2 commenti:

  1. Meraviglioso Secco.... non ho parole!! mi sono emozionata.. =) io non rinuncerò mai alla mia felicità perchè la vita è troppo bella!!! grazie..

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  2. :D concordo con Giulia. la vita è davvero troppo importante.. siamo noi a doverla rendere bella, a viverla nel miglior modo possibile.. siamo noi che scegliamo. dobbiamo farci valere e combattere per ciò in cui crediamo!

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