5 marzo 2010

Barracuda: Un abbozzo…che forse tornerà in vita

Guarda un po’ cos’ho trovato oggi: uno dei miei vecchi abbozzi mai conclusi. Giuro che potrei farci un libro solo con i racconti iniziati e mai terminati che hanno segnato la mia ricerca come scrittore; tanto per fare un esempio, il primo racconto che io abbia mai terminato è quello che ho pubblicato l’altra sera.
Quelle che vi pubblico di seguito sono le prime righe del mio abbozzo più lungo: “Barracuda”. Pensare che sono almeno un paio di anni che non lo tocco. Vediamo se due anni di esperienza in più possono fare la differenza.
Auguratemi buona fortuna ;-)

Essere chiusi in casa con un bel caminetto acceso, mentre fuori nevica, è una delle cose migliori che la vita possa offrire.
Così, almeno, la pensava Dave, mentre buttava un altro ceppo sul fuoco.
Il calore prodotto dalle fiamme gli scottava il viso, ma lui non se ne curò, rimanendo così ad ammirare il fuoco che aveva appena ravvivato. Uno spettacolo magnifico. La prospettiva di sedersi alla propria scrivania per cominciare il suo nuovo libro era deliziosa, quasi paradisiaca.
Vi erano tutte le condizioni ottimali per una buona scrittura: pace, caldo e neve. Mancava solo una buona sigaretta. NO! Aveva smesso di fumare ormai da due anni, aveva faticato molto per smettere di inquinarsi i polmoni e non era giusto ricominciare così di punto in bianco.
“Però…in effetti è solo una sigaretta, che male mi può fare”, pensò Dave mentre la sua mano destra già tastava la tasca destra dei pantaloni, dove aveva sempre tenuto le sigarette. Dio santo, erano passati due anni da quando aveva smesso e a volte era ancora convinto di avere un pacchetto di cicche a portata di mano.
Ma Dave non riuscì a resistere questa volta.
Voleva fumare.
Certo, adesso il problema era trovarla la sigaretta da accendere. Dove avrebbe potuto trovare una sigaretta. Coperta dalle innumerevoli carte che popolavano anche i più angusti angoli dei cassetti della sua scrivania…no di certo.
In qualche cassetto del comò in camera da letto?
No, no…quando smise di fumare, ormai pareva un’eternità, ebbe l’accortezza di buttare via tutti i pacchetti che trovò in casa.
Rimanevano due alternative: o si sbronzava con il suo diletto amico Jack Daniels per provare a far smettere l’incalzante voglia che cominciava a opprimerlo, oppure trovava il coraggio di rinunciare all’idea di scrivere per un paio d’ore, giusto il tempo per recarsi in paese a comprare un pacchetto di sigarette.

E.

1 commento:

  1. Grande!!!! Appena ho letto la prima riga mi è tornato alla mente... Ti ho visto scriverlo questo racconto!!! Continualo Sek :D

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