11 febbraio 2010

Mi Ricordo Budapest pt.3

Il Primo Giorno di Asilo

Mi ricordo che non volevo avere niente a che fare con un asilo che non fosse quello di Gemona del Friuli, in cui avevo passato i primi anni di cui ho memoria e di cui conservo ancora ricordi stupendi, ma mia mamma decise di farmi frequentare, anche se solo per 6 mesi, l’ asilo ungherese.
Mi ricordo il giorno in cui mi ci portò per la prima volta.

Era una giornata buia e tempestosa, sembra l’ inizio di un libro horror ma io me la ricordo proprio così: il cielo era grigio scurissimo, quasi nero, e minacciava di portare con se la pioggia ungherese a cui ancora non mi ero abituato(già avevo fatto fatica ad abituarmi a quella friulana).
Non avevo voglia di frequentare quell’ asilo, non capivo una parola di quello che diceva quella gente e di certo non sarei riuscito ad imparare questo nuovo idioma…avevo paura, ero un piccolo bambino italiano in mezzo ad altre migliaia di bambini diversi da me, e questo è quello che mi spaventava.

Arrivammo davanti all’ ingresso dell’ asilo ed allora cominciai a stringere sempre di più la mano di mia mamma. Ci aprì una donnona alta e dai capelli castani, che appena mi vide fece un sorriso a 90 denti e ci invitò ad entrare, mi dispiace ma non mi ricordo il suo nome, perciò d’ora in poi la chiamerò H. Devo dire che l’ educazione che aveva quel popolo non l’ ho trovata in nessun altro angolo d’ Italia(che culo eh?!).
H. ci fece fare il giro dell’asilo e, appena entrai nello spogliatoio(non so come definirlo in altro modo), un raggio di luce illuminò il grigiore di quella giornata.

Era lei, era bellissima, e cominciai in quel momento a provare qualcosa che non avevo mai provato prima per una persona. Si chiamava Giulia, era italiana, e mi chiese come mi chiamavo.
Mi ero innamorato di una dolce bambina dagli occhi marroni, che continuava a guardarmi con aria di simpatia e curiosità. Poco dopo scoprii che abitava proprio accanto all’ asilo. A quel punto capii che era meglio fare come diceva mia mamma e frequentare l’ asilo ungherese, almeno avrei visto Giulia tutti i giorni.

Nei giorni successivi capii che il problema linguistico, per un bambino, è irrilevante. Mi avranno senz’ altro preso in giro alle spalle tutti quei bambini ungheresi, ma per le cose fondamentali ci capivamo.

To be Continued...

E.

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E.