10 febbraio 2010

Mi Ricordo Budapest pt.2

Ciao a tutti, i ricordi sono un mistero. Rimangono nascosti per anni e anni e, appena afferri una penna o cominci a picchiare i tasti sulla tastiera, riaffiorano con la speranza di essere immortalati. Vi voglio fare le mie scuse: i miei ricordi non riaffioreranno i un preciso ordine cronologico, ma spero di riuscire a fare un buon lavoro di trascrizione e documentazione in ordine cronologico. E’ anche possibile che, ogni tanto, io aggiorni i post che ritengo incompleti, in quanto il riaffiorare dei ricordi non è una cosa che avviene a comando.


Le prime Settimane

Non ho particolari ricordi del primo giorno che passammo a Budapest. Mi ricordo però che, la prima sera arrivammo in questa casa che sapeva di diverso. Nuovo paese, nuovi odori. La casa era molto vecchia e, se devo ammetterlo, anche lurida in modo particolare. Le mensole degli armadi della cucina erano appiccicose.
Però non ci rimanemmo molto. Poco tempo dopo i miei genitori trovarono un appartamento abbastanza grande in affitto. Eravamo nella zona collinare di Budapest; davvero una gran bella zona.
Sotto casa vi era la roulotte del panettiere. Ogni isolato ne aveva uno…non era molto pulito(il paese si stava pian piano riprendendo dagli anni passati in dittatura), ma il pane era fantastico; faceva di quelle girelle al cioccolato da leccarsi i baffi.

Mi ricordo anche dei mercati di Budapest. Devo ammettere che mia mamma è stata molto coraggiosa in quei 3 anni, sembrava in qualche caso di vedere l’ Italia di 40-50 anni fa. Riesco solo a pensare che, quei tre anni, mi abbiano donato tanti di quegli anticorpi da immunizzarmi da buona parte dei virus.
Mi ricordo della miseria che regnava a Budapest; una cosa è visitare la città da turisti, un’ altra è viverci. I turisti non facevano la spesa al mercato, non compravano verdure da queste vecchiette rese enormi da 3-4 strati di vestiti per proteggersi dal freddo(che arrivava anche a -20° C) e che stavano tutto il giorno al freddo anche solo per vendere qualche carota o qualche patata.
I turisti non entravano nelle macellerie a vedere i macellai con le unghie nere che ti servivano la carne. Ben inteso, non mi sto lamentando di quegli anni, sono stati il periodo più bello della mia infanzia(se non della mia vita).
Pian piano cominciai ad abituarmi alla mia nuova casa, questa città enorme che sembrava rinchiudersi su di me ogni volta che uscivo di casa. Ma ragazzi…che città meravigliosa.

To Be Continued...

E.

1 commento:

  1. moszkwa tér e le kakaos csigak (girelle di cioccolato)... che cose meravigliose.. :) p.

    RispondiElimina

Cari lettori, ho deciso di aprire i commenti anche agli utenti anonimi però, vi chiedo per favore, firmatevi. Così almeno potrò chiamarvi per nome e non "Anonimo".
Vorrei inoltre ricordare che non siamo qui per insultarci e/o insultare a caso, ma solo per esprimere le nostre opinioni(che non contengano insulti gratuiti ed espliciti riferiti al contenuto dei post). Commenti con insulti al sottoscritto o alle persone che commentano i post verranno sistematicamente cancellati, oppure potrei tenerli ma solo per sfottervi un po'.


E.